10/11 MARZO: LUCCA E LA GROTTA DEL VENTO, UN VIAGGIO AL TERMINE DELLE EMOZIONI

PROGRAMMA SABATO 10 MARZO

Fra le città della Toscana, Lucca è forse quella che tradisce maggiormente la sua antica storia romana, con la sua piazza più famosa, Piazza dell’Anfiteatro, che mostra chiaramente la sua struttura ricavata sull’originario anfiteatro, Piazza San Michele che sorge sul foro e le vie disposte lungo cardo e decumano, secondo gli schemi dell’urbanistica ai tempi di Roma.

Dopo il dominio longobardo, Lucca si impose in epoca medievale per la qualità della sua tessitura e divenne una delle città più importanti della Toscana, nonché pressoché l’unica che riuscì a non finire nell’orbita dell’influenza fiorentina; fino al 1799, infatti, Lucca rimase una repubblica indipendente, per poi venire ricostituìta da Napoleone nel Principato di Lucca e Piombino, poi Ducato di Lucca e infine parte del Granducato di Toscana; ma solo per quattordici anni, perché infine venne annessa al Regno di Sardegna.

Cosa vedere a Lucca

Una delle principali attrazioni turistiche di Lucca è sicuramente la sua cinta muraria, costruita tra il quindicesimo e il diciassettesimo secolo e ancora intatta. Lucca è una tra le pochissime città d’Italia che può ancora vantare una simile fortificazione, nei secoli variamente restaurata e mantenuta. Decorata da alberi ombrosi e prati assolati, è lunga più di quattro chilometri e costituisce la meta ideale dei lucchesi per una passeggiata o per un po’ di jogging.

Le mura si oltrepassano in sei punti, in corrispondenza di altrettante grandi porte, per entrare nella città: Porta Santa Maria, Porta San Jacopo alla Tomba, Porta Elisa, Porta San Pietro, Porta Sant’Anna, Porta San Donato. Solo dall’alto si può avere un colpo d’occhio capace di fare giustizia al contorno di Lucca, che si staglia netto contro il verde circostante in un’immagine simbolica del potere e dell’indipendenza dei Comuni italiani durante il Medioevo.

Grazie al formidabile impianto murario, anche il centro storico della città è rimasto praticamente intatto, capace di resistere a guerre e insurrezioni senza il minimo danneggiamento: il gioiello è Piazza dell’Anfiteatro, dalla caratteristica forma ellittica e dalla struttura chiusa, opera dell’architetto ottocentesco Lorenzo Nottolini e ricavata dall’antico anfiteatro romano. Per secoli Piazza dell’Anfiteatro ospitò costruzioni di vario genere (depositi di sale, polveriere, carceri) fino a quando non si decise di raderle al suolo per dare alla città il suo salotto ideale, ricco di bar e negozi.

L’altra grande piazza di Lucca, animatissima, è Piazza San Michele, che sorge sui resti dell’antico foro romano. A contornare il luogo d’incontro preferito dai Lucchesi è una serie di palazzi, tra cui Palazzo Gigli e Palazzo Pretorio (o Palazzo del Podestà), sotto le cui logge si tengono vari eventi durante l’anno. L’omonima chiesa romanica di San Michele in Foro è giustamente celebre per la sua particolarissima facciata calcarea a quattro logge, sormontata dalla grande statua dell’arcangelo Michele che, secondo la leggenda, custodisce uno smeraldo incastonato visibile soltanto in particolari condizioni di luce.

La torre più importante di Lucca è la Torre Guinigi, celebre in tutto il mondo per i lecci che ne abbelliscono la sommità. In pietra e mattoni, domina la città con il suo vivace colore rosso, ed è ormai l’unica torre privata di Lucca ( in epoca medievale ce n’erano centinaia) sopravvissuta alle demolizioni del sedicesimo secolo. Il suo giardino pensile, in cima, è molto antico, e i Guinigi – divenuti nel quattordicesimo secoli i dominatori di fatto della città – scelsero sette lecci per simboleggiare la rinascita della città di Lucca sotto la loro signoria.

Infine, da visitare c’è il Duomo di Lucca, ovvero la cattedrale di San Martino. Costruita tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo, ospita importanti opere d’arte come la Deposizione di Nicola Pisano, i monumenti funebri di Matteo Civitali, dipinti del Ghirlandaio e del Tintoretto ma soprattutto due capolavori: il crocifisso del Volto Sento e il Monumento funebre a Ilaria del Carretto di Jacopo della Quercia. Quest’ultima è la scultura più famosa di Lucca ( nonché una delle più belle di tutto il Quattrocento italiano) e commemora la seconda moglie di Paolo Guinigi, ritratta sul letto di morte con un volto di grande dolcezza e serenità, in un abito ricco di panneggi di raro virtuosismo.

Dove alloggeremo

Il Grand Hotel**** Guinigi si trova a 2 chilometri dal centro storico di Lucca e permette, grazie alla posizione facilmente accessibiledi godere delle meraviglie che la città offre. L’Hotel**** Guinigi offre la Wi-Fi gratuita e camere con aria condizionata e canali Mediaset. Il centro benessere del Guinigi vanta una sauna, una palestra e un'area relax con sala TV, mentre il bar serve drink per tutto il giorno ed è aperto fino a mezzanotte. Il ristorante propone deliziosi piatti della cucina toscana, italiana e internazionale, accompagnati da una vasta selezione di ottimi vini locali.

Con un servizio di noleggio biciclette, il Best Western Hotel**** Guinigi propone una colazione a buffet, da gustare in camera su richiesta.

CLASSIFICAZIONE BOOKING: 8,7 FAVOLOSO

PROGRAMMA DOMENICA 11 MARZO:

LA GROTTA DEL VENTO – PERCORSO TURISTICO

PRIMO ITINERARIO

La corrente d'aria preannuncia ai visitatori la grande estensione della cavità che si accingono a percorrere. L'ingresso immette in un'ampia galleria ellittica le cui pareti mostrano tracce evidenti di un'attività erosiva abbastanza recente. Si attraversa quindi una sala dove durante i lavori di allestimento dei sentieri sono venute alla luce numerose ossa di Orso delle Caverne. Seguono alcune marmitte d'erosione ed un altra galleria ellittica che si divide in due bracci sovrapposti. Quello inferiore si immerge totalmente nell'acqua di un sifone, quello superiore, artificiale, consente ai visitatori di superare in qualsiasi momento il tratto allagato. Poco più avanti il sifone riemerge formando un profondo laghetto dalle acque smeraldine.

Lasciato a sinistra l’imbocco della " Diramazione delle Meraviglie" si prosegue lungo una grande galleria riccamente concrezionata ( "Galleria Principale") fino a raggiungere uno specchio d'acqua ( "Lago dei Cristalli") che riflette un candido colonnato formato dall'unione di stalattiti e stalagmiti.

Proseguendo oltre una leggera strozzatura si entra nella indimenticabile " Sala del Ciondolo", dove a grandi drappeggi policromi, flessuosi e trasparenti, si affiancano grosse colate dai colori vivissimi e bizzarre stalattiti contorte. II pavimento è interamente rivestito da massicce concrezioni stalagmitiche.

Segue la " Sala del Crollo", alta più di venti metri, con imponenti colate di colore giallo e arancione che coprono e cementano un ammasso di blocchi rocciosi staccatisi dalla volta in tempi remoti. Tra le forme armoniose di queste concrezioni è possibile scorgere veri e propri gruppi scultorei creati dalla fantasia della Natura.

Più avanti, oltre la magnifica colata del " Camino rosa", il sentiero attraversa la " Sala dei Monumenti" e la " Galleria dei Drappeggi", sfiora l’imbocco della " Galleria Intermedia" e raggiunge la base di un grande pozzo di oltre 40 metri, le cui pareti strapiombanti sono in gran parte rivestite dalle concrezioni ( " Sala dei 30 metri"). Durante le piene, dalla sommità di questa voragine, una fragorosa cascata precipita verso un oscuro crepaccio fiancheggiato da grosse stalagmiti piatte.

Procedendo ulteriormente, il sentiero si inerpica con una ripida scalinata verso il " Valico", oltre il quale, discesa una ventina di gradini, si sosta sull'orlo del " Baratro dei Giganti",

SECONDO ITINERARIO

La veduta del baratro con cui inizia la seconda parte è impressionante: la regolarità delle pareti arrotondate è qua e là interrotta da creste e speroni d'erosione, mentre il " pavimento", se così si può definire un pendio di 70 gradi, è inciso da un meandro scavato dal ruscellamento dell'acqua in epoca abbastanza recente.

II sentiero scende deciso verso il fondo con una ripida e tortuosa scalinata che si arresta solo quarantacinque metri più in basso, nella " Sala delle Voci", ampio vano a sezione ellittica dove la particolare conformazione delle pareti crea effetti acustici molto suggestivi.

Oltre questa sala il condotto si stringe sensibilmente, costringendo i visitatori a chinarsi per qualche passo; poco più avanti, la volta si alza di nuovo, sino a raggiungere un'altezza di almeno dieci metri nella " Galleria delle Valli", da dove si stacca il sentiero in salita che verrà percorso al ritorno.

Proseguendo verso il basso, superato un altro " salto" di una decina di metri, si entra nel " Salone dell'Acheronte", situato praticamente alla base del sistema carsico, dove lungo il contatto tra scisti e calcari si uniscono tra loro tre piccoli torrenti sotterranei. L'ambiente è caratterizzato dalla continua presenza dell'acqua e da grandiose manifestazioni erosive che modellano in maniera bizzarra la volta e le pareti. II limo, fanghiglia finissima quasi ovunque presente in grandi cumuli sul pavimento, crea dei " plastici" che riproducono in maniera sorprendente montagne incise da valli, canaloni e calanchi.

La visita prosegue lungo il fiume sotterraneo attraverso una galleria dalle pareti tondeggianti e levigate, per terminare nella " Sala del Cupolone", dove inizia il misterioso " lago-sifone" oltre il quale l’" Acheronte" continua a fluire verso un mondo ancora sconosciuto.

Al ritorno si percorre un sentiero che, aggrappato a una parete strapiombante, collega la " Galleria delle Valli" con la " Galleria Intermedia". Le pareti di quest'ultima sono quasi ovunque rivestite da innumerevoli concrezioni grigie, che riportano alla mente immagini ben poco attinenti con l’ambiente sotterraneo: in qualche punto pare di scorgere estese abetaie in miniatura, altrove frati in processione, vegetazioni sottomarine o gruppi di funghi.

TERZO ITINERARIO

La terza parte si stacca dal " primo itinerario" a circa cento metri dall'ingresso, in corrispondenza del lago-sifone, mediante una diramazione detta " delle Meraviglie". L'inizio è costituito da due gallerie parallele, ricche di forme erosive, che immettono in una piccola sala caratterizzata da un'imponente colata rossastra sospesa su un ampio pozzo, dalla cui sommità si gode una suggestiva veduta sulla sottostante " Galleria Principale", situata quindici metri più in basso. Superata quindi una lieve strozzatura, si entra in un secondo vano assai più vasto del precedente, ricco di scintillanti stalattiti, stalagmiti e colate.

Oltre questo punto, la grotta cambia bruscamente aspetto: dopo aver salito alcuni gradini, ci si trova alla base di un enorme pozzo verticale ( Pozzo dell'Infinito) dove le concrezioni scompaiono quasi completamente, lasciando il posto a un ambiente orrido e affascinante: la vista spazia lungo le nude pareti dell'abisso, interrotte qua e la dagli oscuri imbocchi delle diramazioni laterali. Qui il sentiero abbandona temporaneamente il pozzo per inoltrarsi, con una serie di rampe, all'interno di una fessura verticale ornata da graziose concrezioni. Dopo un tratto pianeggiante, il sentiero si affaccia di nuovo sull'abisso mediante un ponticello sospeso a ventiquattro metri dal fondo; la veduta è imponente, in particolar modo è suggestivo l’effetto delle gocce che, precipitando controluce nel vuoto, ricordano una pioggia di diamanti.

Più avanti il sentiero continua a salire lungo pareti strapiombanti, fino a giungere in un punto nel quale il pozzo è diviso in due da un ponte naturale isolato dall'azione erosiva di antiche cascate, che tuttora divengono fragorosamente attive quando all'esterno si verificano piogge insistenti e copiose.

Ancora una volta si abbandona l’ambiente verticale per visitare una piccola diramazione pianeggiante ricca di colori e caratterizzata da una morfologia di crollo. Si tratta di un diversivo di pochi passi perché, subito dopo, ci si affaccia di nuovo sull'abisso, scavalcandolo a trenta metri d'altezza mediante due ponticelli che permettono di raggiungere un ampio vano situato sulla parete opposta. Da questo, una rampa di scale conduce ancora una volta sul pozzo, di cui è possibile scorgere il fondo da un'altezza di oltre quaranta metri.

Pochi passi ancora e si entra nel " Salone dell'Infinito", la cui volta è interamente solcata da uno stretto meandro provocato dalla regressione di un'antica cascata che un tempo precipitava nell'abisso da settanta metri d'altezza.

Attraversato il salone, la visita termina in una forra nella quale, dopo intense precipitazioni, si può ammirare un'impetuosa cascata.

Ridisceso il pozzo, si attraversa la " Sala delle Meraviglie" e si raggiunge la " Galleria Principale" del " primo itinerario" in prossimità del " Lago dei Cristalli" mediante uno stupendo corridoio in discesa che attraversa una foresta di candide stalattiti e stalagmiti.

Il " terzo itinerario", consentendo la visita completa di tutte le parti attrezzate della grotta, comprende anche il " primo" e il " secondo". 

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO:

La temperatura interna ha un valore costante di +10,7°C, e l'umidità relativa si aggira attorno al 99%, pertanto è consigliabile un abbigliamento adeguato a queste condizioni climatiche.

La sensibilità al caldo/freddo dipende dalle caratteristiche dell'individuo, ma in generale una maglia e un paio di pantaloni lunghi possono andare bene per la maggior parte dei visitatori. Evitare sia i capi eccessivamente leggeri, sia quelli troppo pesanti ( pantaloni imbottiti, piumini, ecc.).

Il sentiero è in cemento ruvido, quindi non particolarmente scivoloso. Per una maggiore sicurezza si consiglia comunque di indossare calzature con suola di gomma.

In seguito a precipitazioni particolarmente abbondanti, il gocciolamento dell'acqua acqua sul sentiero può diventare piuttosto intenso. Specie nelle zone percorse dal Terzo Itinerario ( 3 ore) è consigliabile indossare una leggera giacca impermeabile.

LA NOSTRA OFFERTA E’ COMPRENSIVA DI :

  1. Viaggio A/R con pullman GT – Palestra Tours
  2. Pernottamento presso Grande Hotel**** Guinigi
    1. Cena del 10 marzo presso Grand Hotel**** Guinigi - quattro portate, bevande ( ¼ di vino + ½ acqua minerale ) e caffè inclusi
  3. Abbondante prima colazione presso Hotel**** Guinigi nella prima mattinata dell'11 marzo
  4. Trasferimento da Lucca a Gallicano dove trasborderemo su un altro pullman che ci condurrà all’ingresso della Grotta del Vento
  5. Ingresso con guide professioniste alla Grotta del Vento. La visita ( tre ore) comprende tutti i tre itinerari turistici come da descrizione.
  6. Al termine, pranzo presso il ristorante “ Il Rondone” ubicato proprio in prossimità della Grotta con piatti tipici della cucina locale ( bevande, dolce, caffè inclusi)
  7. Trasferimento dalla Grotta del Vento a Gallicano per il rientro a Lodi
  8. Copertura assicurativa “ Allianz Globy Assistenza Gruppi”

PRENOTAZIONI SOLO CON SMS AL

348 606 4817

 

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