SPECIALE MAREMMA

 Presentazione

Un tour nella Maremma, cuore selvaggio della Toscana e territorio ad alta densità di testimonianze storiche, alla scoperta di colori e sapori decisi, di radicate tradizioni, di forti contrasti, dati da un mare limpido con spiagge di sabbia finissima che si alternano ad aree rocciose, distese verdi e alle terre dei butteri. Itinerari per conoscere una terra aspra, gentile ma sempre affascinante: la costa degli Etruschi, l'alta Maremma grossetana, Grosseto e l'Argentario e la Maremma tufica.

 

L'Abbazia di San Galgano.

Alle porte della Maremma, lungo la strada che collega Siena a Grosseto, una tappa obbligata per il viaggiatore che voglia scoprire i tesori della Toscana: l’Abbazia di San Galgano.

Un capolavoro di architettura cistercense dalle linee gotiche che si erge in un prato, alle pendici di una collinetta dove sorge la chiesa de “ la Rotonda”, costruzione in stile romanico-senese a pianta circolare, dedicata a San Galgano, Cavaliere del XII secolo che scelse di ritirarsi su questa collina per una vita di eremitaggio e preghiera.

L’Abbazia cistercense fu edificata nel 1218 con diversi materiali come il travertino, soprattutto per gli esterni, il mattone e il sasso accapezzato. Fu costruita con pianta a croce latina a tre navate, per una lunghezza di 72 metri ed una larghezza di 21. L’abside termina con sei monofore ed un rosone, che donano a tutto l’edificio un meraviglioso senso di leggerezza e raffinatezza.

La maestosità dell’Abbazia testimonia il grande seguito del culto di San Galgano. Nel XIV secolo raggiunse momenti di grande splendore grazie all’immunità e ai privilegi imperiali di cui godeva. L’Abbazia fu sotto la tutela degli imperatori Enrico VI, Ottone IV e Federico II. La grande ricchezza raggiunta nel Cinquecento scatenò forti polemiche tra la Repubblica di Siena ed il Papato. Nel 1506 Papa Giulio II inviò l’interdetto contro Siena che però si ribellò ordinando ai sacerdoti di celebrare regolarmente tutte le funzioni liturgiche. A questo periodo sfolgorante, ne seguì uno di decadenza che avrebbe ridotto l’abbazia di San Galgano a un misterioso rudere abbandonato.

La leggenda di San Galgano

Galgano Guidotti, figlio di Guido e Dionisa, nacque nel 1148 a Chiusdino, un piccolo borgo nei pressi di Siena, non lontano dall’Abbazia.

Galgano, proprio come molti altri cavalieri, nel pieno del vigore della loro gioventù, aveva un carattere arrogante e autoritario. Ma più il tempo passava e più sentiva la sua vita inutile, priva di qualunque scopo.

Decise quindi di cambiare vita e si ritirò sulla collina di Montesiepi, poco distante da Monticiano. Qui cominciò a condurre una vita di penitenza in totale isolamento, ricercando affannosamente Dio e la pace che gli negava l’epoca turbolenta in cui viveva.

Per testimoniare la rinuncia totale ad ogni forma di violenza Galgano conficcò la sua Spada in una roccia che spuntava dal terreno, con l’intento di adoperarla come croce dinanzi a cui pregare. Questo accadeva nell’anno 1180. Fu un gesto simbolico di grande forza per i tempi che correvano. Galgano morì il 3 dicembre 1181 appoggiato alla sua croce e nel 1185 fu proclamato Santo da Papa Lucio III.

La leggenda della Spada nella Roccia

Luogo di grande suggestione, la Rotonda di San Galgano custodisce la Spada che Galgano conficcò nella roccia, in segno di rifiuto per le nefandezze del suo tempo, rendendo quello che fino a quel momento era stato uno strumento di morte, un mezzo di penitenza: una croce davanti alla quale inginocchiarsi in preghiera.

San Galgano è stato più volte collegato al mito di Re Artù e della Spada nella Roccia.

A giudicare dalla parte visibile che sporge dalla roccia, sembra che si tratti di una spada autentica del XII secolo.

 

MASSA MARITTIMA 

Massa Marittima è senza alcun dubbio la più importante meta turistica della Maremma. Una passeggiata nel borgo tra gli edifici storici vi permetterà di scoprire stupendi panorami sulla campagna che sconfina fino a lambire il mare, estasiati dalla bellezza e dagli spazi architettonici di Piazza Garibaldi, sulla quale si affacciano la Cattedrale di San Cerbone, il Palazzo del Podestà ( XIII secolo), il Palazzo dei Conti di Biserno ed il Palazzo Comunale ( XIV secolo) ricavato dall’incorporazione di varie case e torri duecentesche.

Il borgo maremmano è rinomato inoltre per le sue tipicità gastronomiche, da degustare accompagnate da un buon bicchiere di vino locale, il Monteregio, una denominazione, questa, molto apprezzata.
Da non perdere è la celebre rievocazione storica del Balestro del Girifalco, in calendario ogni anno a maggio e agosto, in cui i migliori tiratori massetani di balestra si sfidano in costumi d’epoca.

 

PITIGLIANO 

Pitigliano è nota, con Sorano e Sovano come una dei tre borghi del tufo. L'appellativo deriva dal fatto che il paese è quasi interamente scolpito nel tufo, con le case a picco sui suoi versanti e con una massiccia e imponente fortezza che copre l’unico lato esposto.

Abitato già dagli etruschi e dai romani, divenne un importante centro nel XV secolo. Il borgo è intriso di storia e ricco di edifici costruiti in varie epoche: il rione Capisotto, la sua parte medievale, con il Duomo e la Chiesa di Santa Maria e San Rocco; il ghetto ebraico, chiamato la Piccola Gerusalemme, offre innumerevoli meraviglie storico-artistiche.
L’importanza della comunità ebraica è stata tale che anche oggi restano importanti segni per le vie del ghetto, nel percorso scavato nel tufo che conduce all’antico macello kosher, al forno delle Azzime, al bagno Milkve e a una cantina dove ancora si produce vino kosher.
Sul sagrato della Chiesa il 16 agosto, Festa del Patrono, le donne offrono biscotti preparati in casa.

 

CAPALBIO Se Pitigliano è nota come la Piccola Gerusalemme, Capalbio è invece conosciuta come la Piccola Atene. Città di confine dell’entroterra toscano, Capalbio si affaccia, regalando un incredibile panorama, sul promontorio di Ansedonia. È l’unica città medievale interamente conservata all'interno di particolarissime mura a doppia cinta, con due camminamenti di ronda, su livelli differenti.

Capalbio è un luogo veramente particolare ed unico. Il suo indiscutibile fascino gli è valso citazioni di riguardo nelle Guide Blu di Legambiente e del Touring Club.

Da non dimenticare la notevole offerta culturale e le innumerevoli iniziative artistiche che animano la vita della città, tra le quali corre l'obbligo ricordar la rassegna internazionale “ Capalbio International Short Film Festival “.

  

 

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