89° Festival dell'Arena di Verona

http://www.italica.rai.it/immagini/musica/arenaverona_2011/arena.jpgSi riaccendono venerdì 17 giugno i riflettori del Festival lirico all’Arena di Verona, giunto nel 2011 alla sua ottantanovesima edizione: sei titoli in scena fino al 3 settembre per un totale di quarantanove serate. La kermesse scaligera apre e conclude l'edizione 2011 con due nuove produzioni, La Traviata di Giuseppe Verdi e Roméo et Juliette di Charles Gounod. Alla serata inaugurale è invitato, nell’anno del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha manifestato la volontà di presenziare alla rappresentazione della più famosa tra le opere del compositore di Roncole di Busseto.

Come da tradizione protagoniste della manifestazione sono le voci più note del panorama lirico internazionale, ma ad impreziosire il ricco programma ci sono anche alcuni attesi debutti di artisti emergenti, tra cui tre direttori d’orchestra, un regista e numerosi cantanti.

Nell’allestimento de La Traviata ne figurano ben quattordici, a cominciare dalla direzione d’orchestra, affidata al Maestro Carlo Rizzi, che svolge una intensa attività sia in ambito sinfonico che operistico: il Maestro ha infatti collaborato con i più importanti teatri d’Europa, Stati Uniti, Giappone, Asia e Australia e ha diretto complessi di prestigio come la London Philharmonic e l’Orchestre National de France. Ad interpretare il ruolo di Violetta ci sono le promettenti Ermonela Jaho e Lana Kos, il tenore sardo Francesco Demuro presta il volto ad Alfredo e il baritono bulgaro Vladimir Stoyanov è Giorgio Germont.

L’allestimento del capolavoro verdiano (rappresentato ben novanta volte in dodici edizioni del Festival tra il 1946 e il 2007) è completamente nuovo ed è stato appositamente concepito per gli spazi del palcoscenico più grande del mondo. La regia è di Hugo de Ana, che cura anche scene, costumi e luci mentre il Corpo di ballo dell’Arena si esibisce nelle parti coreutiche firmate da Leda Lojodice.

Conclude il Festival lirico 2011 l’opera dedicata alla storia d’amore veronese per antonomasia: Roméo et Juliette, opera in cinque atti scritta da Charles Gounod nel 1867 su libretto in francese di Jules Barbier e Michel Carré tratto dall’omonima tragedia shakespeariana. Per quest’opera il Festival ha deciso di puntare su una messa in scena realizzata da giovani artisti e proposta all’attenzione dei loro coetanei. Il cast annovera infatti diversi esordienti a partire dai due protagonisti Nino Machaidze e Stefano Secco e dal regista Francesco Micheli; accanto a loro Ketevan Kemoklidze (Stéphano), Jean-François Borras (Tybalt), Paolo Antognetti (Benvolio), Artur Rucinski (Mercutio) e Gianpiero Ruggeri (Grégorio). I costumi sono di Silvia Aymonino, le scene di Edoardo Sanchi (altro debutto) e le coreografie del greco Nikos Lagousakos.

Tra questi due eccezionali appuntamenti si dispiega tutto il resto del cartellone, composto da altri quattro titoli di grande pregio, che spaziano dal rossiniano Barbiere a La Bohème pucciniana. L’argentino Hugo de Ana firma anche la regia de Il Barbiere di Siviglia, che segna l’atteso debutto sul podio dell’Arena di un giovane direttore “di casa”, ovvero il Maestro veronese Andrea Battistoni. I ruoli dei protagonisti sono in gran parte affidati ad artisti emergenti ma di sicuro avvenire: il Conte di Almaviva è impersonato da uno specialista del repertorio rossiniano come Antonino Siragusa e da Lawrence Brownlee, nei panni di Rosina ci sono le belle Aleksandra Kurzak e Rocio Ignacio e in quelli di Figaro il baritono ateniese Aris Argiris.

Nell’anno del centocinquantenario dell’Unità il cuore della kermesse lirica scaligera non poteva che essere rappresentato da due delle opere verdiane più celebri ma anche più amate dal pubblico areniano: si tratta del Nabucco (proposto nella riedizione storica per questa importante ricorrenza) e dell’Aida, nello storico allestimento del 1913 firmato da Ettore Fagiuoli. Per entrambe la regia è di Gianfranco De Bosio, mentre sul podio salgono rispettivamente i Maestri Julian Kovatchev e Daniel Oren.

Il volto del re di Babilonia è quello del baritono georgiano George Gagnidze, mentre la schiava Abigaille, creduta la figlia primogenita del sovrano, ha le fattezze della pisana Maria Billeri. Completano il cast Rubens Pelizzari, Giancarlo Monsalve ed Enrique Ferrer (che si alternano nei quindici spettacoli nel ruolo di Ismaele), il siriano Ziyan Atfeh (Gran Sacerdote di Belo) e Giorgio Trucco (Abdallo). Nell’Aida il ruolo del titolo è affidato Micaela Carosi, Amarilli Nizza, Hui He e Lucrezia Garcia; per Radamès si avvicendano Fabio Armiliato, Salvatore Licitra, Carlo Ventre, Walter Fraccaro e Marcello Giordani.

Infine La Bohème: l’appassionata storia d’amore tra Mimì e Rodolfo rivive nell’interpretazione di Maria Agresta e Fiorenza Cedolins (nel ruolo della protagonista), di Natalya Kraevsky e Serena Gamberoni (nei panni di Musetta) Andrea Mastroni (Benoît), Luca Salsi (Marcello) e Marcelo Álvarez (Rodolfo).

Per il calendario completo consultare il sito della Fondazione Arena di Verona. ( Fonte: http://www.italica.rai.it)

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