A Shaolin per il Festival del kung-fu

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/09/03/Societa/Foto/RitagliWeb/Shaolin-kung-fu--330x185.jpgLa cittadina dello Henan, insieme al capoluogo Zhengzhou, per tutto il mese di settembre ospita la kermesse Internazionale delle Arti Marziali.
Marco Moretti

«Un maestro di kung-fu deve essere veloce come il vento, seduto come la campana, in piedi come il pino, elegante come il gatto, sinuoso come il drago, forte come la tigre» afferma l’abate del monastero di Shaolin, la culla di questa disciplina cinese. La cittadina dello Henan (Cina centro-orientale) che, insieme al capoluogo Zhengzhou, per tutto il mese di settembre ospita il Festival Internazionale delle Arti Marziali. La kermesse, che attira nella regione decine di migliaia di curiosi e appassionati, comprende incontri tra i grandi campioni di kung-fu, spettacoli dimostrativi con monaci volanti, mostre di pittura, fotografia e arte calligrafica, e crociere a tema sul vicino Fiume Giallo. 

 

A Shaolin, situata a sud di questo importante corso d’acqua e ai piedi della Song Shan (la montagna che nel taoismo rappresenta il ’Ponte verso il cielo’) si trova il monastero dove ebbe origine e venne codificato il kung-fu. Una disciplina nata duemila anni fa come tecnica di autodifesa e compensazione fisica alle lunghe meditazioni del buddismo zen. Si narra che praticandolo – a mani nude, con il bastone o con la spada - i monaci diventarono così forti da poter affrontare le fiere feroci. Durante la dinastia Tang (618-907), il loro intervento in una battaglia determinò la vittoria. Grato ai monaci guerrieri, l’imperatore concesse a Shaolin il titolo di ’Primo tempio sotto il cielo’. In deroga alle norme buddiste che obbligano i monaci a seguire una dieta vegetariana, permise ai suoi adepti di mangiare carne per rafforzare la propria struttura muscolare. E creò un reggimento di cinquecento monaci, sui cinquemila ospiti all’epoca nel monastero, da usare in caso di guerra. Shaolin decadde durante la dinastia Ming (1368-1644), quando ai suoi membri fu vietato il kung-fu per timore che si trasformassero in un contropotere capace di minacciare l’impero. Continuarono a praticarlo in segreto. Nemmeno la Rivoluzione Culturale Proletaria (1966-1969) riuscì a fermarli: i monaci respinsero anzi con la forza l’assalto di una pattuglia di guardie rosse. 

 

Il kung-fu tornò in auge a Hong Kong negli anni Settanta grazie ai film di Bruce Lee. E nel 1980, dopo la morte di Mao e le riforme di Deng, il film Shaolinsi diffuse l’arte marziale in tutta la Cina. Shaolin divenne un fulcro del ritorno alla tradizione: oggi ospita 130 monaci. Ma la kung-fu mania associata al turismo cinese di massa ha alimentato un gigantesco business. Nei dintorni del monastero è sorta una schiera di scuole di arti marziali, frequentate da decine di migliaia di studenti, anche occidentali. È da questi istituti che vengono gli atleti di Shaolin (non sono monaci) che si esibiscono in tutto il mondo. E sono proliferati i negozi che vendono libri e Cd sul tema, oltre a costumi e spade su cui incidere il proprio nome. In un mix di sacro e profano, c’è un mercatino davanti alla Foresta dei Dagoba, una necropoli dell’epoca Tang con 244 tempietti che racchiudono le reliquie degli abati: il luogo privilegiato per la meditazione.  

 

La Foresta dei Dagoba sorge a lato del tempio, in cui si entra attraverso una porta Qing (l’ultima dinastia imperiale, 1644-1912) sorvegliata da due statue Ming di leoni: porta al viale delle steli dei Bodidarma, ombreggiati da secolari ginkgo biloba e da due torri. Tra padiglioni avvolti dall’incenso e dominati da statue di Buddha, i monaci iniziano al kung-fu allievi dai 7 ai 16 anni. La disciplina è durissima: chi sbaglia viene colpito da una bastonata. I monaci si svegliano alle 4 e mezza, meditano per un’ora, praticano il kung-fu fino alle 7, quando fanno colazione con zuppa di mais e tè, accudiscono il tempio e alle 11 e mezza si ritrovano per il pranzo (vegetariano) e prima di mangiare cantano, il pomeriggio lo dividono tra esercizi e i doveri nel tempio. Alle 18 il tempio chiude e i monaci vanno a letto digiuni. 

 

Informazioni utili. Cathay Pacific (www.cathaypacific.com ) collega Roma e Milano a Zhengzhou via Hong Kong con tariffe a/r a partire da 818 euro. Da Zhengzhou si raggiunge Shaolin in autobus. A Shaolin si possono seguire corsi di diverse arti marziali cinesi (kung-fu, tai-chi, chi-kung, sanda, baji, bagua, xingyi) alloggiando nelle scuole locali. I costi - forfettari per corso, vitto e alloggio - sono contenuti, ma si tratta una full immersion nella cultura cinese, dal cibo alla disciplina: informazioni a www.shaolin-kungfu.com  

Fonte: www.lastampa.it

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog