Abruzzo: il Graal tra storia e leggenda

http://img1.iol.it/c/imgv/hp/viagginotizie/12/263/53215952_banda02.jpgPiù volte nell'ambito delle ricerche alla scoperta del Graal, l'Abruzzo ha alimentato l'alone di mistero che avvolge le leggende legate al Santo Calice. Questa regione sembra davvero avere qualcosa da dire sulla storia del sacro Graal e, seguendone le tracce, questa volta il sito Luoghi Misteriosi ci conduce ad Ortona dove, nella basilica intitolata a S. Tommaso Apostolo, sono custodite testimonianze che richiamano numerosi simboli massonici e due leggende che ancora oggi non hanno trovato un'interpretazione univoca.

Questa affascinante basilica  medievale conserva ancora il suo portale originale e, come in altre chiese dell'epoca, il suo ingresso è vegliato da due statue di leone. Sul portale laterale, invece, sono visibili le croci che simboleggiano la devozione dei pellegrini. Ma ciò che colpisce di questo suggestivo luogo sacro sono i suoi interni in stile paleocristiano-barocco dalle atmosfere lievemente dispersive. Oltre le reliquie di S. Tommaso, di cui sono conservate le ossa sin dal 1258, la basilica vanta uno dei più importanti musei diocesani d'Abruzzo in cui sono custodite testimonianze comprese tra il XII e il XIX secolo.

Tra di esse  la più preziosa è certamente il dipinto Il Volto Santo di Lucca e il Miracolo del Giullare che raffigura non soltanto la riproduzione della scultura custodita a Lucca, ma la rappresentazione in immagini di due leggende controverse a cavallo tra mito e storia. La prima riguarda proprio la scultura del Volto Santo che la tradizione vuole fosse stata rinvenuta, su suggerimento di un angelo, da un certo vescovo Gualfredo durante un pellegrinaggio a Gerusalemme, assieme ad un'ampolla del sangue del Cristo custodita dietro di essa. Il vescovo riportò indietro il crocifisso, che si dice sia stato scolpito da Nicodemo, colui che aiutò Giuseppe D'Arimatea a deporre Gesù dalla croce, e l'ampolla a bordo di una nave guidata da angeli. Il Volto Santo venne affidato a Lucca, l'ampolla a Luni dove, però, andò smarrita.

Evidente anche il richiamo alla leggenda del Miracolo del Giullare che narra di un povero Giullare francese giunto in pellegrinaggio a Lucca. Non avendo nulla da offrire, si cimentò in una ballata che commosse Gesù al punto da far cadere ai piedi del poveruomo una pianella in argento. Il Giullare venne accusato di averla rubata e, per discolparsi, raccontò la verità che fu miracolosamente creduta e la pianella venne sostituita... con un calice, raffigurato nel dipinto della basilica di S. Tommaso sotto il piede del Cristo.
Fonte: www.libero.it

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