Alla scoperta del Mediterraneo sulla nave degli Dei - di Beatrice Minozzi

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1374861091511_0.jpgPrima di salpare ti dicono che stai per salire sulla nave degli Dei. Una volta a bordo non puoi credere di essere in altro posto se non sulle pendici dell’Olimpo: tutto, sulla Costa Serena, è studiato per farti vivere un’esperienza «mitica», sicuramente indimenticabile.
I personaggi della mitologia prendono vita e ti accompagnano in uno splendido viaggio alla scoperta di alcune delle perle più preziose del Mediterraneo Occidentale per un itinerario fresco e divertente, proposto dalla Gazzetta ai suoi lettori. Crocieristi «navigati» - una coppia vanta ben 11 crociere Costa alle spalle - e nuove leve: sono una cinquantina i nostri affezionati lettori che si sono buttati a pie' pari in «Un tuffo nel divertimento», l’itinerario che li ha portati alla scoperta di Civitavecchia, Olbia, Ibiza, Palma di Maiorca e Marsiglia.
Imbarco a Savona, per il primo incontro con questo colosso del mare. Alcuni conoscevano già la nave, ma comunque difficile è stato trattenere lo stupore davanti alla maestosità dei suoi 290 metri di lunghezza e dei 62 metri di altezza, suddivisi in 14 ponti, ognuno dei quali prende il nome da una costellazione della volta celeste.
 Un hotel superlusso galleggiante - con 4 piscine, 5 ristoranti, 13 bar, un casinò, un teatro e una spa - che può ospitare fino a 3780 passeggeri e 1100 componenti dell’equipaggio. 
Impossibile tenere a freno la curiosità: le prime ore a bordo, dopo aver lasciato Savona alla volta di Civitavecchia, sono dedicate alla scoperta della nave. Dal ponte Pegasus, su cui domina l’inconfondibile camino giallo «marchio di fabbrica» della Costa, il panorama è di quelli da togliere il fiato: la costa in lontananza all’imbrunire e sul mare un infuocato tramonto lasciano senza parole.
 L’alba, invece, è quella di Civitavecchia, resa ancora più romantica dalla vista, in lontananza, del Bacio del Mare, l’enorme statua ispirata alla foto di Eisenstaedt. Da qui la maggior parte dei crocieristi è partita alla volta di Roma, per un viaggio nelle bellezze della città eterna, mentre altri si sono fatti tentare da una giornata di relax sulla spiaggia etrusca di Tarquinia o da un trekking sui monti della Maremma Laziale. 
L’indomani il risveglio è nello splendido golfo di Olbia, contornato dall’isola di Tavolara e circondato da splendide spiagge distese su un mare color smeraldo, dove difficile è non farsi inebriare dal profumo di mirto e corbezzoli. Ma il tempo passa in fretta e bisogna fare ritorno alla nave, che salpa scortata da centinaia di gabbiani che sembrano voler augurare buon viaggio ai naviganti. E solo quando la piccola imbarcazione pilota lascia la nave, ormai pronta ad affrontare da sola il mare aperto, anche lo stormo inverte la rotta dirigendosi nuovamente alla volta della terraferma. 
Dopo un giorno intero di navigazione la nave ha attraccato nel porto più «glamour» del Mediterraneo e Ibiza, la regina delle Baleari, ha accolto i naviganti in tutto il suo splendore. D’obbligo, però, era una capatina alla volta di Formentera, perla piccola ma preziosa dell’arcipelago spagnolo. Neppure mezz’ora di traghetto la separa dalla «sorella» maggiore, ed in molti non hanno saputo resistere al selvaggio richiamo delle sue bianche distese di sabbia. Alcuni si sono fatti cullare dal mare cristallino di Mitjorn, mentre gli «avventurieri» hanno noleggiato uno scooter e si sono spinti fino ad Illetes, la famosissima lingua di sabbia bianca lambita dal mare di un turchese abbagliante, simbolo delle bellezze naturali di Formentera. 
La tappa a Ibiza, però, ha fatto l’occhiolino ai crocieristi più giovani (ma non solo) che non si sono lasciati sfuggire la possibilità di tuffarsi nella folle notte ibizenca e nella sua movida fatta di caratteristici localini, bancarelle, artisti di strada e le famosissime discoteche. Il tutto all’ombra della fortezza di Dalt Vila, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel ’99. 
Tappa successiva Palma di Maiorca, 400 chilometri di litorale che sanno offrire sorprendenti contrasti grazie alle imponenti scogliere che nascondono piccole e idilliache insenature e alle testimonianze storiche che costellano la città vecchia.
 Il profumo di lavanda caratterizza l’ultima tappa: Marsiglia, così vicina alla Provenza e così affascinante con il suo vecchio porto e la Basilica di Notre Dame del la Garde, la bellissima chiesa che sovrasta la città e che i marsigliesi venerano come miracolosa. Il profumo è ancora nell’aria quando, al risveglio, lo sguardo scorge le coste liguri. Savona è ormai vicina, così come la fine di questa bella esperienza.

Fonte: www.gazzettadiparma.it

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