Austria: Raiding celebra Franz Listz

http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/a/u/austria-raiding-casa-di-franz-listz_171067_407x229.jpgOvunque andasse era atteso spasmodicamente delle sue ammiratrici. Forse Franz Liszt - nato esattamente 200 anni fa a Raiding, un piccolo paese che nel 1811 si trovava in Ungheria e oggi è in territorio austriaco – è stato la prima “pop star” nella storia della musica. Non a caso la serie di manifestazioni previste quest’anno per celebrare il “genio di Raiding” portano il titolo di Lisztomania, il termine coniato da Heinrich Heine per descrivere quel complesso di atteggiamenti – dall’attesa per le sue esibizioni all’adorazione incondizionata che spesso sfociava nell’isteria collettiva – che hanno caratterizzato le sue performance al pianoforte nelle principali sale da concerto di tutta Europa. “Le Concert c’est moi” scriveva il musicista in una lettera del 1839 alla Principessa di Belgiojoso, consapevole che le sue acrobazie alla tastiera avevano ormai conquistato il Continente. Liszt fu un personaggio cosmopolita che amava viaggiare da Budapest a Parigi, da Berlino a Roma, ma l’itinerario alla scoperta del piccolo Ferenc poi diventato Franz può partire dalla semplice casa con il tetto di paglia di Raiding che gli diede i natali, il 22 ottobre 1811. Un paese di viticoltori e pastori ai margini dell’immensa pianura pannonica, dove Liszt viene iniziato alla musica dal padre Adam. La mostra ripercorre, con l’esposizione di molti documenti originali, i primi anni del bambino prodigio che inizia ad esibirsi a Sopron e a Bratislava fino a che, nel 1822, la famiglia si trasferisce a Vienna per completare l’educazione musicale del futuro virtuoso del pianoforte. Accanto alla casetta natale nel 2008 è stata costruita la moderna Konzerthaus, una sala da concerti con un’acustica straordinaria, dove fino a fine anno continueranno a tenersi concerti celebrativi. A Raiding una mostra è stata allestita anche nella chiesa parrocchiale dove Liszt venne battezzato. Secondo un mito ormai consolidato, poco prima della sua nascita, nel momento dell’apparizione in cielo della Grande Cometa del 1811, la madre ricevette da una zingara la profezia che il figlio che aspettava sarebbe diventato un personaggio fuori dall’ordinario. Da Raiding, fra paesaggi collinari e terreni coltivati a vite dove nascono i grandi vini dolci del Burgenland, ci si sposta di qualche chilometro a nord per raggiungere il capoluogo regionale, Eisenstadt. Il luogo, protetto a nord dalle colline del Leitha e aperto verso sud ed est sui terreni pianeggianti del Lago Neusiedl, fu scelto dai principi Esterházy per farne la loro residenza. Il castello dei principi divenne nel periodo neoclassico uno dei più bei manieri dell’impero, in grado di rivaleggiare con gli edifici viennesi (www.schloss-esterhazy.at). Consigliata una visita guidata che, oltre al tour degli appartamenti e delle sale di rappresentanza, permette di dare un’occhiata anche alle cantine. Nel parco del castello, vasto 50 ettari, si seguono suggestivi itinerari che permettono di osservare molte piante secolari. Si arriva fino al Tempio Leopoldino situato in posizione elevata di fronte al bacino d’acqua. Nel 18° secolo Eisenstadt raggiunge l’apogeo delle sue fortune: il principe Nikolaus chiama a corte Joseph Haydn e lo nomina Maestro di Cappella. Nel capoluogo del Burgenland, il musicista austriaco compose molti dei suoi capolavori. E proprio nella casa che fu abitata da Haydn, che oggi ospita l’Haydn Museum (www.haydn-zentrum.at) è allestita una mostra che analizza gli anni fra il 1848 e il 1860 durante i quali Liszt venne nominato Maestro di Cappella a Weimar, un ruolo simile a quello che Haydn aveva svolto quasi un secolo prima presso i principi Esterházy. Il Museo Provinciale del Burgenland (Landesmuseum) ospita invece una mostra dedicata al fenomeno della Lisztomania, prendendo in considerazione il periodo fra il 1838 e il 1847 durante il quale il musicista si conquistò la fama di essere il più grande virtuoso del pianoforte di tutti i tempi. Infine la mostra del Museo Diocesano, ospitato nel monastero francescano di Eisenstadt, è dedicata all’Abate Liszt, ovvero all’ultimo periodo della vita del musicista che nel 1865 ottenne gli ordini minori e si dedicò alla composizione di molte opere musicali a carattere religioso. ( Fonte: www.lastampa.it)

Autore: Dario Bragaglia

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