" Autunno parigino" di Rosalba Graglia

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http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/p/a/parigi-tour-eiffel-e-champ-de-mars_279795_407x229.jpgParigi d’autunno ha un fascino speciale. Il clima giusto (compresa magari quel po’ di pioggia che Audrey Hepburn raccomandava di ordinare nel delizioso Sabrina di Billy Wilder), mostre raffinate, dall’intrigante mostra sui capelli al Musée du Quai Branly all’esposizione dedicata a Soutine all’Orangerie, al mito della Bohème e dell’artista nomade al Grand Palais. E qualche turista in meno, il che dà l’impressione che i parigini si riprendano un po’ la città.
Buona idea quindi approfittare del periodo per andare a scoprire quartieri non così centrali e non così turistici, e per questo anche più charmant.
Per cominciare, Bercy, lo storico quartiere dei magazzini dei commercianti di vino (che arrivava qui  dalla Borgogna per via fluviale, sulla Senna) trasformato in un village di ristorantini, negozi, gallerie d’arte, giardini, e con un museo magico, il Musée des Arts Forains, interamente dedicato alle fiere popolari francesi, compresa una sorprendente collezione di 14 giostre (Woody Allen ne ha fatto una location ad effetto per Midnight in Paris), e poco più in là, al n. 51 di rue de Bercy la Cinemathèque, allestita nell’ex sede dell’American Center, edificio-design del 1994 dell'architetto Frank Gehry. Un gusto per l’architettura contemporanea che continua nella vicina Place d’Italie. Qui l’architetto giapponese Kenzo Tange ha costruito un immenso edificio (centro commerciale, hotel, ecc) che si affaccia sulla piazza con un grande arco trasparente e una facciata circolare, e ha una facciata laterale in pietra tradizionale, una specie di trait-d’union fra architetture innovative e storiche, come la sede della Manifattura des Gobelins, dove nascono splendidi arazzi dai tempi di Enrico IV.  Attorno a Place d’Italie le scoperte non mancano: per esempio un piccolo hotel letterario poco conosciuto, al n. 19 di avenue Stéphen Pichon. E’ il Jack’s (www.jacks-hotel.com) un tre stelle stile boutique-hotel dal look design, camere tranquille e a tariffe tranquille,  che conserva la stanza 205, dove è morto nel 1986 il discusso e trasgressivo scrittore Jean Genet, amico di Sartre, di Simone de Beauvoir, di Matisse. La sua camera-museo (ma prenotabile come ogni altra) è quasi monacale, con letto, il tavolo-scrivania, la biblioteca, fotografie e ricordi. I fan di Genet vengono qui in pellegrinaggio, e nel libro delle firme c’è anche quella di Patti Smith , da sempre affascinata e influenzata dall’autore di Querelle di Brest.
Tutto da scoprire anche un altro quartiere parigino, il XX° arr., verso la Porte de Bagnolet. Le guide turistiche si limitano a segnalarlo per il famoso cimitero di Père Lachaise, con le tombe di migliaia di personaggi famosi, da Abelardo ed Eloisa a Balzac a Jim Morrison per citare solo qualche nome. Ma le XXème è molto di più, e sta diventando un quartiere di tendenza. Segnale inequivocabile: è stato aperto qui, al 109 di rue de Bagnolet, di fronte al mitico tempio del pop rock La Flèche d’Or, il Mama Shelter, uno degli hotel più branchés della capitale, nato dal fiuto imprenditoriale della famiglia Trigano (gli inventori dei Club Med), la filosofia di Cyril Aouizerate, e l’estro creativo di Philippe Starck, che l’ha progettato . Nelle camere-design del Mama, perfette (e prenotate per tempo decisamente abbordabili come tariffe- www.mamashelter.com/it/parigi/)scendono artisti e manager in viaggio d’affari, e qui la sera si ritrovano bobos e alternativi, per l’ aperitivo, per sentire musica o per cenare nella grande sala del look bric-à-brac di lusso, cucina coordinata dallo chef-star Alain Senderens (ma c’è anche un coin-pizza, molto buona). Accanto, la Mediateca Marguerite Duras, la più grande di Parigi, 4200 mq. , libri, mostre ed eventi, e poco più in là la chiesa gotica di  Saint Germain de Charonne, che ha accanto un piccolo struggente cimitero e di fronte una di quelle deliziose vecchie boulangeries indipendenti che esistono ancora a Parigi. Ma tutta la rue Bagnolet riserva sorprese. Al 51 c’è una delle più belle librerie parigine, Le Merle moqueur. Ci sono piccoli bristot e cafè che fanno musica, mostre, come il mitico Z, Les Z’indems, al n. 144. E c’è  una sorpresa finale, proprio al fondo della rue, verso la porte de Bagnolet. Si sale una scalinata e ci si ritrova in un quartiere segreto che è un petit village di casette e giardini fioriti: è "La Campagne à Paris". Costruito agli inizi del ‘900 per realizzare 92 abitazioni per operai, oggi è un angolo magico, stradine di pavé, villette di stile vagamente british, fiori, silenzi. Uno charme fou.
Per saperne di più: www.rendezvousenfrance.com-www.parisinfo.com
Per raggiungere la capitale, voli low cost di diverse compagnie (come easyjet, air france, alitalia) e il tgv Milano-Torino-Parigi da 29€ (www.raileurope.eu)

Fonte: www.lastampa.it

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