" Barbados nera quanto britannica" di Marco Moretti

http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/b/a/barbados-nera-quanto-britannica_235899_407x229.jpgBarbados è l'isola più nera delle piccole Antille, abitata al 90 per cento da eredi degli schiavi deportati qui tra Seicento e Settecento per coltivare tabacco, cotone e canna da zucchero nelle piantagioni dell'interno. Un angolo d'Africa nelle Antille? Tutt'altro. A dispetto del colore della pelle dei locali, l'isola è soprannominata 'Piccola Inghilterra'. Il fulcro di Bridgetown, la sua affollata capitale, è Trafalgar Square dominata da una statua di Horatio Nelson. I villaggi dell'isola si chiamano Windsor, Salisbury, Kent, St James, Cambridge. E sono punteggiati di cottage circondati di prati verdi. Si guida a sinistra. Il cricket è lo sport nazionale. Si gioca a golf tra verdi colline. All'ippodromo si scommette su gare di galoppo. Il tè delle cinque è un'istituzione irrinunciabile. E la sera si sorseggia uno scotch on the rocks a dispetto del generoso rum prodotto dalla Mount Gay Distillery di Fairfield. Insomma 346 anni di dominio di Londra non sono passati invano.

Il piatto litorale occidentale, a nord di Bridgetown, chiamata Gold Coast quando la frequentava Wiston Churchill, è stata elevata a Platinum Coast, perché le ville - che orlano le sue spiagge bianche lambite dal turchese mar dei Caraibi - valgono più dell'oro. L'arenile di Needham's Point, dominato da un vecchio faro, è il più spettacolare dell'isola. E il Sandy Lane di St James è l'hotel più lussuoso, frequentato da aristocrazia inglese, milionari americani e star dello spettacolo. Alloggiò qui Pavarotti. Ma non Elisabetta II che, durante il suo soggiorno a Barbados nel 1977, occupò nove camere del Sam Lord's Castle Hotel, una splendida mansion del 1820 a St Philipp, con mobili in mogano, lini, argenti e porcellane. Ai nostalgici della vecchia Inghilterra l'albergo serve una volta alla settimana il menu della regina. Il piccolo Ocean View di Hastings, sulla costa sud, è invece il preferito dagli scrittori: ha ospitato Ernest Hemingway con Dorothy Lamour e, più di recente, Gabriel Garcia Márquez.

Partecipando a un'escursione nei vicini reef si scopre che Barbados, la più orientale delle piccole Antille, si appoggia su una piattaforma corallina. Qui, a differenza di altre isole caraibiche, l'ambiente marino è monitorato e protetto da trent'anni da una equipe di biologi, geologi e oceanografi che verifica qualità di acqua, igiene delle coste e integrità della barriera. Basta però guidare per meno di un'ora attraverso il lussureggiante interno collinoso - tra piantagioni e splendide dimore coloniali, giardini tropicali, manghi e flamboyant in fiore che spezzano la verde monotonia del paesaggio – per raggiungere la costa occidentale tormentata dalla furia dell'Atlantico e dimenticarsi di essere ai Caraibi. Da North Point scendendo a sud, onde gigantesche si infrangono contro le scogliere. É il tratto più spettacolare della costa di Barbados con scogli e falesie selvagge – come Picco Teneriffe a forma di piramide - che precipitano nell'oceano e villaggi di case colorate. Bathsheba, al centro del litorale, è il paradiso dei surfer. Poco più a sud s'incontrano gli Andromeda Gardens con migliaia di fiori: l'isola vanta oltre trecento varietà botaniche, da cactus a piante delle foreste pluviali. Poi, attraverso una foresta tropicale popolata di scimmie verdi, si raggiunge l'Harrison's Cave, una grotta con stalattiti e stalagmiti che si visita a bordo di un trenino elettrico. ( Fonte: www.lastampa.it)

Informazioni su Barbados a www.visitbarbados.org.

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