" Belgrado: la città che non ti aspetti " di Caterina Zanirato

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1308128043246_0.JPGC'è un’ora del giorno in cui Belgrado mostra esattamente la sua anima. E' nell'ultimo spicchio di pomeriggio, quando il sole inizia a calare e la città inizia a prepararsi per la sera. In questo momento la capitale dei Balcani mostra tutta la sua vitalità: i tantissimi studenti escono dalle università e invadono le strade del centro, prendendo d’assalto bar e ristoranti, le famiglie dopo una giornata di lavoro si godono una passeggiata insieme lungo il Danubio o al parco che circonda la fortezza Kalemegdan, i pochi anziani presenti in città si recano nelle chiese ortodosse prese di mira da tantissimi mendicanti, quasi tutti alla ricerca di fondi per aiutare i bambini rimasti orfani dopo la guerra.

Un’ora magica, in cui la tradizione si sposa con l’innovazione, anche grazie all’elevato numero di giovani che vivono a Belgrado e che la rendono una città in continua evoluzione. Chi visita per la prima volta la capitale della Serbia deve allontanare dalla mente le immagini viste e riviste in televisione nei primi anni '90, che riprendevano una città grigia piena di palazzi austeri e severi in pieno stile Tito. Oggi Belgrado è una città totalmente diversa, tanto da essere soprannominata la «Barcellona dei Balcani» grazie alla sua incessante movida notturna. Dalle discoteche del centro ai localini a forma di palafitta che sorgono lungo il Danubio, Belgrado offre una gamma di divertimenti invidiabile: i bar della zona universitaria sono sempre affollati, così come i ristoranti del quartiere «bohemien» di via Skadarlija, dai caratteristici vicoli acciottolati di stampo ottocentesco, ribattezzata «la Montmartre di Belgrado». Impossibile non notare la voglia di eccesso di tantissime ragazze, forse anche a causa dell’eccessiva austerità in tempo di guerra, tanto che una via della città è stata ribattezzata «Silicon valley» per le tante operazioni estetiche effettuate da chi la frequenta. Ma la capitale della Serbia non è solo divertimento. E’ anche cultura e splendida architettura. La visita alla città può cominciare sulla roccia che domina la confluenza della Sava nel Danubio dove sorge la Fortezza ed il Kalemegdan che fu il centro storico di Belgrado. Questa fortezza sorge sulle rovine di un «castrum» romano distrutto dagli Unni dopo la conquista. L’attuale fortezza fu costruita dagli Slavi ed è sempre stata considerata una città, divisa in «città alta» e «città bassa». Degne di nota le porte della fortezza: la «Porta del Despota» eretta nel 15esimo secolo e chiamata così dal nome del despota Stefan Lazarevic fu sempre considerata la porta principale di accesso alla fortezza. Ora è la parte meglio conservata di tutto il complesso ed è utilizzata come Osservatorio Astronomico. Quindi troviamo la porta interna «Stambol» costruita in blocchi di pietra usata in origine sia come prigione che come deposito di polvere da sparo. A metà del 15esimo secolo fu costruita la porta "Zindan", due massicce ed imponenti torri con cannoni a difesa, tristemente nota poiché i suoi sotterranei furono prigioni che videro ogni tipo di tortura e atrocità (Zindan significa cella sotterranea). All’entrata della città alta troviamo un pozzo costruito dagli Austriaci all’inizio del 18esimo secolo come fonte di approvvigionamento idrico per la fortezza e la città. Curiosamente è chiamato «Pozzo Romano» ed è profondo una sessantina di metri, ma è stato chiuso per l’eccessivo numero di suicidi che vi si verificavano. Gli amanti della tecnologia possono visitare Il Museo Nikola Tesla: un’istituzione culturale dedicata alla vita ed all’opera del fisico serbo. Il museo è ospitato in una palazzina situata nel centro storico di Belgrado costruita nel 1929 su progetto dell’architetto Dragiša Brašovan e contiene documenti, strumentazioni, libri, fotografie per spiegare ai visitatori, anche con metodi pratici, gli studi svolti sull'elettricità dallo scienziato. Belgrado, infine, è anche shopping. Un must di Belgrado è la passeggiata a «Ulica Knez Mihailova» che è la zona pedonale dove sono concentrati gli edifici più rappresentativi della città e che ricordano una sorta di Belle Epoque di Belgrado alla fine dell’800. In questa zona si trovano i negozi più alla moda compresi i più noti stilisti italiani. ( Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/viaggi/dettaglio/2/91956/Belgrado%3A_la_citt%C3%A0_che_non_ti_aspetti.html)

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