" Bruxelles: diario di viaggio " di Erica Roggio

http://www.willgoto.com/pictures/b/bruxelles%20-3608.jpgSebbene Bruxelles non sia tra le capitali europee più richieste, la città ospita ogni anno un numero crescente di turisti: giovani coppie, gruppi di amici, famiglie, uomini d'affari si distribuiscono nei numerosi hotel ed ostelli che sorgono in ogni angolo della città.

 

Qualche consiglio da parte di chi c'è stato vi sarà molto utile. Eccovi allora un diario di viaggio su Bruxelles, una guida per la sopravvivenza nella capitale.

 

Partiamo dallo shopping a Bruxelles (perché no?): consiglio Rue Neuve e Chaussé d'Ixelles. La prima si presenta come la strada dei negozi 'in', abbigliamento e high-tech; la seconda è il regno delle boutique economiche e sfiziose (metro Porte de Namur per Chaussé d'Ixelles). Le grandi firme si trovano invece sulla parallela Avenue Louise (Metro Louise).

 

Di qui è possibile raggiungere a piedi il Palais de Justice e la Porte de Hal, dove un ascensore panoramico conduce ad un quartiere che pullula di stradine e locali, tra cui la discoteca Habana, luogo di ritrovo degli studenti. Continuando di fronte a questo, si arriva infine ad una piazza dove la domenica si svolge il mercatino delle pulci.

 

Per farsi un'idea della zona sud-est, è consigliabile prendere l'autobus di linea 71 che porta dal centro (fermata de Brouckère) all'università, passando per il musei di Belle Arti e di strumenti musicali, il Parc di Bruxelles con le sue sculture stravaganti in metallo, il Palais Royal (residenza reale, in parte visitabile).

 

Coloro che preferiscono visitare le sedi delle Istituzioni europee, nell'area sud-ovest (quartiere Etterbeek), troveranno ristoro in un delizioso bar dal design in legno, che serve pane casereccio, brioches assortite, dolci di ricotta e di mandorle, marmellata e cioccolata spalmabile di ogni tipo, a Place du Luxembourg, proprio di fronte al Parlamento della Unione Europea. Il giardino di quest'ultimo accoglie inoltre il Museo di scienze naturali. Accanto al Palazzo della Commissione Europea si trova invece il Parc du Cinquantenaire, che ospita il museo di storia militare e quello d'arte e storia, mentre scendendo ancora ci si imbatte nella Foret des Soignes.

 

Dal lato diametralmente opposto della città (metro Simonis), si può ammirare la Basilica con un'enorme cupola rossa. Più a Nord, a due passi dalla fermata Heysel del metro linea gialla, l'imponente Atomum una costruzione a forma di atomo gigante - sovrasta un parco acquatico e il complesso dell'Europa in miniatura. Dalla stessa fermata, col bus 81 si raggiunge il Palazzo reale più bello della città (solitamente non visitabile), seconda residenza dei regnanti, situato nel polmone verde dell'area urbana che comprende anche il parco di Laeken. Di fronte al cancello si scorge un mausoleo e, proseguendo verso ovest, si innalzano la Tour Japonaise e il Pavillon Chinois: un vero e proprio angolo d'Oriente ricostruito nel dettaglio nella capitale europea.

 

Tornando verso il centro, si scende alla Gare Centrale e si attraversa la strada passando sotto un arco, immettendosi in una stradina sulla destra che passa affianco a una Cattedrale. Alla fine si apre maestosa la Grand Place, su cui si affacciano l'Hotel de Ville, l'ufficio del turismo e il Museo del cioccolato. Qui in molti si fermano ad accarezzare una statua dorata, posta in un angolo della piazza, che dicono porti fortuna, per poi perdersi tra i vicoli all'interno di negozietti, mercatini e ristoranti. Nei vicoli si trovano anche due statue irriverenti: rispettivamente le petit Julien - detto anche "Les mains qui pissent" - e la petite Julie, due bambini che fanno la pipì. La petite Julie è sempre nello stesso posto, mentre le petit Julien (il simbolo di Bruxelles, le cui statuette e portachiavi affollano le vetrine dei negozi di souvenirs) è trasportato di volta in volta davanti a negozi diversi, talvolta vestito con indumenti e cappelli differenti.

 

Attorno alla Grand Place, in pieno centro, sarà indubbiamente difficile scegliere il ristorante in cui cenare. E' utile tener presente comunque che i prezzi sono mediamente alti, e una pentola di cozze col sedano con una ciotolina di patatine fritte, le famose 'moules frites 'può costare a partire dai 20 euro. Da provare le gauffres (in fiammingo waffels), dolci tipici che si vendono ad ogni angolo: semplici con lo zucchero o farcite con frutta, sciroppi e panna soddisferanno tutti i gusti. Frequenti festival della birra fanno da sfondo alla patria del cioccolato: da provare quello di Leonidas e Godiva, che in alcuni dei negozi disseminati per la città vende persino sculture artistiche realizzate in cacao.

 

Cala la notte sulla capitale belga, e dal dolce si passa al piccante: andando verso l'aeroporto di Zaventem, in prossimità della stazione Nord, di sera si intravede il quartiere a luci rosse di Bruxelles, piuttosto cupo e triste e senza luci colorate a differenza di quello di Amsterdam, con ragazze in vesti succinte che spuntano da vetrine e finestre di casermoni.

 

Questa zona, assieme ai quartieri di Shaerbeek e limitrofi, racchiude il grido straziante di un Paese simbolo dell'unione e dell'accordo tra i popoli europei, tuttavia lacerato al proprio interno da conflitti tra belgi e immigrati nordafricani, oltre che tra i belgi stessi. Infatti, sebbene la città abbia un'identità bilingue, la comunità fiamminga si differenzia da quella francofona anche per programmi televisivi ad hoc, partiti politici diversi e così via. La convivenza di queste realtà, immerse a loro volta in un contesto altamente multietnico, è tutt'altro che pacifica, vi rimandiamo in tal senso alla pagina degli approfondimenti. ( Fonte: http://www.belgio.cc/bruxelles-diario-di-viaggio.html)

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