" Burgenland, dove volano le cicogne" di Marco Moretti

http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/b/u/burgenland-dove-volano-le-cicogne_236005_407x229.jpgA Rust le cicogne fanno il nido sui tetti delle case barocche di See Strasse. I turisti armati di binocoli e macchine fotografiche osservano i movimenti dei trampolieri. Ma gli abitanti di questa cittadina sul lago Neusiedler non ci fanno caso, sono abituati a convivere con gli uccelli. Rust si trova infatti in Burgenland, una delle regioni dell'Austria più interessante dal punto di vista naturalistico, a pochi minuti di bicicletta dal parco nazionale Neusiedlersee - Seewinkel, patrimonio dell’umanità Unesco. Una zona protetta che circonda l'omonimo lago, uno dei maggiori ambienti lacustri di steppa dell'Europa centrale con una superficie di circa 300 chilometri quadrati, acque basse, canneti, rive paludose e una forte evaporazione che causa un'elevata salinità e origina un microclima. L'habitat ideale per pennuti stanziali e migratori, una importante riserva ornitologica con 345 varietà. E alcuni straordinari fenomeni migratori: in inverno arrivano dalla Russia 40.000 oche brune e 2000 gru. Nel parco sono state catalogate 800 copie di garza bianca e si avvista l'otis tarda, il maggiore uccello volante d'Europa. Ma ci vivono anche bufali d'acqua e asini selvatici. Una pista ciclabile lunga 90 chilometri permette di costeggiare il lago ed entrare nella riserva senza disturbare gli animali. Fa parte della rete di 900 chilometri di ciclovie che serve una regione votata alla natura.

Il Burgenland è lontano dallo stereotipo austriaco. Situato a sud-est di Vienna, al confine con l'Ungheria, ha un territorio per lo più di pianura, mossa nella parte meridionale da dolci colline. É l'area più soleggiata dell'Austria, un punto di incontro tra le Alpi e la piattissima Puzta ungherese. É passato sotto il controllo di Vienna da appena novant'anni, dopo la disintegrazione dell'Impero Asburgico, prima apparteneva all'Ungheria. Dopo la Seconda guerra mondiale divenne un territorio di confine tra il blocco occidentale e quello comunista. In mezzo al lago Neusiedler, come tra le colline oggi pettinate da vigneti, correva la cortina di ferro con tanto di reticolati elettrificati, torrette armate di mitragliatrici e sanguinosi tentativi di fuga verso occidente. Una condizione che ne fece la regione economicamente più depressa del Paese con solo attività agricole, ma al tempo stesso conservò l'ambiente. Così l'antica debolezza si è trasformata oggi nel punto di forza di una regione con una forte capacità di attrazione ecoturistica, visitata da birdwatcher, cicloturisti e famiglie che scelgono - spesso dalla vicina Vienna - di trascorrere vacanze o weekend in fattorie e case di campagna immerse nel verde. Anche la produzione agroalimentare della regione punta alla sostenibilità. Sempre più viticoltori imbottigliano vini biologici. Si producono un po' ovunque discreti Riesling, ma il top della produzione è tra le colline di a Eisenberg, dove terreni ricchi di cisto e di ferro, danno il Blaufränkisch, un rosso corposo e ricco di aromi che matura tra doppia fermentazione (alcolica più malolattica)  e lunghi passaggi in botte. Anche l'allevamento punta al bio con i manzi Moorochsen, tenuti allo stato brado nelle vaste torbiere di Roher Moor. Mentre è solo di scala familiare la produzione di schnaps, le acquaviti di varia frutta tipiche della regione. Burgenland  significa 'Terra delle roccaforti': è rimasta quella di Forchtenstein, una fortezza del Trecento rivisitata nel Seicento dagli Esterhàzy, una delle famiglie più ricche e potenti del Regno Asburgico. É stato trasformato in museo, come il Palazzo di Esterházy di Eisenstadt, la residenza ufficiale della dinastia nobiliare che per secoli ha amministrato il Burgenland. I mecenati del musicista Joseph Haydn che tra queste mura concepì molti dei suoi capolavori. Informazioni sul Burgenland a www.burgenland.info.
Fonte: www.lastampa.it

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