Cartoline da Cipro, l’isola di Afrodite

E’ su questo ultimo lembo della terza isola del Mediterraneo che secondo la leggenda nacque Afrodite, emergendo dalle acque turchesi della baia di Petra Tou Romiou.

http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/m/a/mare-di-cipro_128786_407x229.jpgLe case imbiancate di calce fanno da palcoscenico allo spettacolo del mattino. E’ sabato e a Pafos il fermento per le strade annuncia il mercato settimanale che richiama donne con la testa coperta da un fazzoletto legato sotto il mento che si accalcano davanti alle botteghe di erbe e tessuti, vini, dolciumi, frutta. I turisti scesi dai taxi sostano più volentieri davanti alle ceramiche colorate e ai merletti, sotto gli occhi degli uomini seduti uno accanto all’altro lungo il muro candido di una taverna. Hanno il volto segnato dal sole e dal tempo e interrompono le lunghe pause tra una parola e l’altra mangiucchiando una rondella di soutzoukos, il lungo rotolo ripieno di frutta secca che accompagna il vino liquoroso. Qualcuno dei venditori arriva dai monti dove crescono le viti da cui quel vino è stato prodotto e la cui lunga storia è raccontata nel piccolo Museo del Vino di Erimi, ai piedi dei monti Troodos.

 

Bastano poche centinaia di metri e i volti di Pafos cambiano completamente: ai rugosi sorrisi dei vecchi ciprioti si sostituiscono quelli dei turisti che visitano il castello nei pressi del porticciolo, e il parco archeologico di Kato Pafos che ha assicurato alla cittadina la tutela dell’Unesco come patrimonio dell’umanità.

 

Cipro, estremità occidentale. E’ su questo ultimo lembo della terza isola del Mediterraneo che secondo la leggenda nacque Afrodite, emergendo dalle acque turchesi della baia di Petra Tou Romiou. Emerse per effetto dell’onda d’urto provocata da una pietra che si spezzò dal faraglione roccioso che oggi è il protagonista di tutti gli scatti fotografici. Capricciosa come solo una dea della bellezza e dell’amore può essere, Afrodite alle acque del suo luogo di nascita preferiva però quelle di una baia più a ovest, dove si bagnava circondata da aranceti fra colonie di tartarughe che ancora vi fanno ritorno ogni estate.

Attorno ai luoghi prediletti da Afrodite la strada prosegue assecondando la costa e le sue insenature, allargandosi nei pressi dei villaggi dei pescatori e poi continuando verso nord, in direzione di borghi silenziosi da cui partono altre strade. Collegano la costa con l’interno con le sue chiese e i monasteri bizantini, lontani dal mare e dal pericolo di incursioni. Qualcuno sembra attaccato alla roccia ed è accessibile solo arrampicandosi a fatica su ripide scale a strapiombo, altri accolgono i visitatori con splendide icone illuminate da lampade d’argento o incorniciate da iconostasi di legno intagliato, testimoni della devozione dei ciprioti, fra i primi a convertirsi al cristianesimo.

 

A fare da contrappunto al ruvido entroterra a tratti fuori dal tempo, le coste affacciate sul mare limpido sono un susseguirsi di scogliere e insenature, di resort a tante stelle e campi da golf, di alberi di jacaranda e siti archeologici che si specchiano nel Mediterraneo. L’incantevole anfiteatro di Kourion, che sul Mediterraneo ci sta a strapiombo, annuncia uno dei siti archeologici più belli dell’isola. La città-stato di cui rappresenta le vestigia custodiva un mitico tesoro scoperto dal generale Palma di Cesnola, torinese di nascita, emigrato dagli Stati Uniti. Arrivò a Cipro come console incaricato dal presidente Lincoln e si innamorò della storia antica e dell’archeologia, appassionandosi alla ricerca dei tesori del passato. Qualcuno lo accusò di aver inventato la storia del tesoro di Kourion, forse per dare maggior valore a gioielli e reperti di varie epoche che fece trasferire al Metropolitan Museum di New York, di cui fu direttore dal 1877. Come gli altri consoli, Palma di Cesnola risiedeva a Larnaca, storicamente considerata la “capitale diplomatica” di Cipro perché fin dal medioevo era la città in cui si conducevano le trattative economiche fra il governo locale e gli incaricati che arrivavano dall’estero. L’antico spirito mercantile sembra aver lasciato traccia nell’atmosfera vivace e cosmopolita che anima ancora la passeggiata dei palmeti di Larnaca, l’antica Kition. Mare e montagna, monasteri, siti archeologici, villaggi, tradizioni e buon vino: il panorama di Cipro non sarebbe completo senza la sua gastronomia. Per dedicarsi ai piaceri della tavola come la gente del posto bisogna disporre del tempo giusto: gli abbondanti pasti cominciano tardi e si protraggono a lungo indugiando fra gli infiniti meze di pesce con verdure, pomodori e olive, sulla feta e sull’halloumi, il formaggio grigliato in fette sottili e poi con le carni, con la frutta e con i dolci in un viaggio fatto di abbondanza, semplicità e buon vivere. ( Fonte: www.lastampa.it)

Autore: Carla Diamanti

Informazioni utili

Cyprus Airways (www.cyprusair.com) collega Milano Malpensa e Roma con Larnaca, da cui si possono esplorare coste e interno noleggiando un’automobile (e facendo attenzione alla guida a sinistra!). Il piccolo Museo del Vino (Cyprus Wine Museum, www.cypruswinemuseum.com, 42 Paphou street, dalle 9 alle 17) dove si possono degustare Commandarìa e Zivanìa si trova nel villaggio di Erimi, tra i monto Troodos e la baia di Episkopi. Ufficio per il turismo di Cipro, a Milano in via Santa Sofia 6, tel. 02.58303328, www.turismocipro.it

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