Da Pratospilla al Sillara: sul sentiero dei Laghi

http://gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1278321478948_0.jpgPerchè scegliere l'anello dei laghi? «Perchè è molto panoramico, attraversa una delle zone più selvagge dell'Appennino ed è molto istruttivo». Parola di Roberto Piancastelli, guida ambientale escursionistica e coordinatore provinciale del Soccorso alpino. «L'anello breve è alla portata delle famiglie e di chi ha bimbi al seguito: è facile e consente di vedere uno dei più grandi laghi d'Appennino, il lago Ballano. Attraversa il vecchio ... dell'Enel per realizzare la struttura del lago Verde. Poi c'è la discesa nel bosco, con un tratto molto panoramico verso il Monte Caio, e la possibilità di fare tappa nei pressi del lago Verde per il ristoro». Per la sua lunghezza - ma solo per quella - l'anello completo è invece classificato di media difficoltà. «Ma non è riservato solo ai camminatori più esperti - spiega Piancastelli -: si affrontano sentieri ben tracciati, con un fondo ben tenuto, e di punti esposti non ce sono. In più, esistono vari punti “di fuga”: se si vuole accorciare il percorso si può farlo anche in cammino». «Certo - continua la guida ambientale -, l'itinerario richiede un discreto allenamento, ma in compenso ripaga con la bellezza dei laghi - e sono ben sei quelli toccati, ciascuno con le sue peculiarità - e del tratto di crinale, che è una delle zone più selvagge della nostra montagna e la più lontana da tutte le strutture ». Senza considerare che si raggiunge la cima più alta dell'Appennino, il monte Sillara. E poi c'è il risvolto istruttivo: «Si possono notare le impronte della glaciazione, e la variante del sentiero 705 consente di visitare un bell'esempio di torbiera ad alta quota che ancora sopravvive. E' un ambiente particolare, interessante, perchè in primavera ed in inverno resta sott'acqua». In questo periodo si potrà ammirare anche la fioritura sul crinale. «Consiglio di tenere un binocolo a portata di mano: in questa zona non è difficile avvistare rapaci come il falco pellegrino. E poi c'è il tritone al lago Martini: è un anfibio molto elusivo, è difficile vederlo, ma la sua presenza è certa, e non si sa mai... Di certo si potranno trovare lungo il percorso tracce di altri animali». Infine, il periodo migliore per il trekking. «Dalla primavera ad ottobre, evitando la fine di giugno e la prima decade di luglio per le zanzare». C.C.
Fonte: www.gazzettadiparma.it

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