Dopo il boom, è l'ora della transizione demografica

Pubblicato il da oleg

Superato il traguardo di 7 miliardi la popolazione del nostro pianeta continua a crescere. In ragione di ciò alcuni mass-media mondiali hanno suonato l’allarme.

Per esempio, la conclusione principale che si trae da una serie di articoli che il giornale americano Los Angeles Times ha pubblicato sul tema della demografia è assai sconcertante: in relazione al sovraffollamento della popolazione in futuro la maggioranza degli uomini avranno condizioni di vita disagevoli. In ogni caso - concorda Nikita Mkrtchan, primo collaborare scientifico dell’Istituto di demografia – la crescita della popolazione minaccia l’esistenza stessa del nostro pianeta.

Il pianeta vuole solo la propria autoconservazione, mentre l’uomo gli lancia una sfida. Anzi, una sfida che ha già assunto proporzioni vistose. Sono, in particolare, il riscaldamento globale del clima e la distruzione dell’ecosistema naturale. L’umanità deve o cessare di crescere, o trovare delle giuste soluzioni ecologiche per garantire la sua esistenza in futuro.

Gli scienziati hanno calcolato che per aumentare la popolazione da 6 a 7 miliardi di persone all’umanità ci sono voluti 13 anni. Si noti che l’apparizione del sesto miliardesimo abitante del pianeta gli uomini l’avevano attesa un anno in meno. Seguendo le ragioni dei sostenitori della teoria del rallentamento dei ritmi della crescita della popolazione, si può concludere che i processi disastrosi in futuro saranno legati non al sovraffollamento della popolazione, ma, al contrario, il problema principale sarà il degrado demografico, - dice Igor Beloborodov, redattore del portale informativo-analitico “Demografia.ru”.

I nostri problemi sono dovuti al tasso di natalità ultra-basso e alla distruzione dei valori della famiglia che in passato avevano assicurato tutta la storia dell’umanità e la successione delle generazioni. Attualmente ciò non avviene al livello voluto, poiché tutto l’incremento mondiale della popolazione di fatto risulta essere assicurato solo da 39 paesi del continente africano. Quanto all’Europa, ai paesi del mondo anglosassone, vediamo qui una dinamica demografica molto sconcertante. Negli ultimi 40 anni il tasso di natalità si è ridotto più di due volte! A titolo d’informazione diciamo che già entro gli anni 2028-2030 inizierà la riduzione della popolazione cinese.

Per migliaia di anni il tasso di natalità doveva rimanere molto alto per consentire all’umanità di superare le epidemie, le guerre e la fame. In un determinato momento grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie il tasso di mortalità in Europa e nell’America Settentrionale ha cominciato a registrare una riduzione. La popolazione è stata interessata da una forte crescita, ma poi la curva della natalità si è invertita bruscamente verso il basso. Ciò può ripetersi in tutto il mondo. Per esempio, anche nei paesi con alto tasso di natalità, come il Brasile, l’India o il Messico, negli ultimi decenni il tasso di natalità si è ridotto di due-tre volte. Gli specialisti definiscono questa situazione “transizione demografica”: a seguito di ciò il tasso di natalità mondiale si potrà stabilizzare al livello medio europeo - ossia un neonato e mezzo per donna, il chè porterebbe ad un calo demografico mondiale.

Autore: Mikhail Aristov, Aleksey Lyahov

Fonte: http://italian.ruvr.ru/2013_02_05/Una-transizione-demografica/

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