Firenze: La Scuola del Mondo. Disegni di Leonardo e Michelangelo a confronto

http://www.italica.rai.it/immagini/arte/disegnileonardo_michelangelo_scuoladelmondo/michelangelo_nudodischiena.jpgNel 1503 Pier Soderini, gonfaloniere a vita della rinata Repubblica fiorentina, affidò a Leonardo(1452 – 1519), da qualche anno tornato in città dopo il lungo e prolifico soggiorno milanese, l'incarico di decorare una delle grandi pareti della sala del Maggior Consiglio in Palazzo Vecchio. Come prescriveva l’iconografia politica dell’epoca l’opera doveva celebrare la libertas repubblicana attraverso le vittorie su nemici e tiranni. Per il lavoro commissionato al maestro da Vinci la scelta del soggetto cadde sulla Battaglia di Anghiari del 29 giugno 1440 in cui le truppe fiorentine avevano trionfato sull’esercito dei Visconti. Si trattava di un'opera grandiosa per dimensioni e per ambizione, a cui Leonardo avrebbe atteso nei mesi successivi, e che l'avrebbe visto fronteggiare letteralmente il suo collega e “rivale” Michelangelo (1475 -1564), a cui era stato commissionato un affresco gemello su una parete vicina raffigurante la Battaglia di Càscina ( che vide i fiorentini sconfiggere i pisani nel 1364). Per ragioni diverse nessuno di questi due capolavori annunciati sarebbe mai giunto sino a noi. Fatale alla creazione di Leonardo fu la scelta dell’encausto, una tecnica di pittura a fuoco descritta da Plinio, che provocò incidenti anche gravi, come lo scioglimento dei colori causato dagli enormi bracieri accesi per fissarli. Mutilo e irreparabilmente rovinato già nel 1506, poco dopo il suo completamento, il dipinto murale venne definitivamente distrutto una cinquantina di anni dopo, quando Giorgio Vasari, biografo, architetto e pittore preferito da Cosimo dei Medici, proprio sulla parete dipinta da Leonardo, realizzò il grande affresco che vediamo oggi.

Rivoluzionaria sul piano stilistico la “Battaglia di Anghiari” che rappresentava un groviglio di cavalieri e cavalli colti in una zuffa serrata, contorti in torsioni ed stravolti da espressioni forti e drammatiche, divenne oggetto di culto e sopravvisse nelle numerose copie di artisti anche molto noti come Paul Rubens.

Quanto alla Battaglia di Cascina, nel corso del 1504 Michelangelo studiò l’opera e ne preparò i cartoni. Soggetto: il momento in cui i soldati fiorentini, intenti a fare il bagno nell’Arno, odono la tromba che li avverte dell’imminente attacco pisano. Ma appena un anno dopo piantava il lavoro in corso d’opera per correre a Roma e dare inizio alla tomba del papa Giulio II. Già intorno al 1506 il cartone andò perduto circa e oggi è conosciuto grazie a studi e copie antiche. La più celebre è quella di Aristotile da Sangallo, databile al 1542 circa, e conservata nelle collezioni private del conte di Leicester, a Hollkham Hall, nel Norfolk, lo stesso proprietario del leonardiano Codice Leicester.

Nella loro profonda diversità, le due Battaglie - da un lato la "pazzia bestialissima" della guerra messa in scena da Leonardo con una violenza mai vista prima, dall’altro la sospensione del tempo rappresentata da Michelangelo che sceglie una luce immobile, zenitale, per illuminare gli “ignudi” guerrieri sorpresi dall’attacco inatteso – divennero due prototipi copiati e studiati dagli artisti del tempo, una vera e propria “scuola del mondo”, secondo la definizione che Benvenuto Cellini diede dei cartoni perduti. L’occasione per mettere a confronto stili e paradigmi dei due maestri del Rinascimento è offerta dalla mostra allestita a Casa Buonarroti di Firenze che riunisce ventidue opere grafiche dei due geni tra cui alcune riferibili ai due capolavori perduti.

Giungono dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano i dieci disegni di Leonardo, e i due dovuti al suo allievo diretto Giovanni Antonio Boltraffio, selezionati fra gli oltre 2300 disegni del Codice Atlantico e altri fogli posseduti dall’istituzione lombarda, depositaria del più ricco patrimonio grafico leonardesco.

Per Leonardo il disegno era strumento d’indagine scientifica, sperimentazione, esercizio intellettualistico e i fogli in mostra testimoniano che l’indagine di Leonardo investiva la natura tutta: dall’anatomia umana, spesso in gara con Michelangelo nella raffigurazione “delli muscolosi nudi”, alle teste “di carattere” o alle “teste grottesche” (il “mostruoso” contrapposto alla bellezza “divina”), alle caricature, agli studi sull’anatomia animale, compreso uno spettacolare disegno di cavallo per la Battaglia d’Anghiari, a quelli sulla prospettiva e l’architettura militare. Scelti in modo da rappresentare la varietà di tecniche grafiche adottate da Leonardo nel corso della sua carriera - dai disegni più antichi tracciati a punta d’argento, ai quelli a penna e inchiostro, a quelli a matita nera e rossa, fino a quelli a gessetti colorati - i fogli in mostra a Firenze illustrano anche le diverse funzioni conoscitive che egli assegnò al disegno. Il nucleo di fogli michelangioleschi selezionati per la mostra tra gli oltre 200 custoditi nell’archivio Buonarroti si concentra sulla figura umana che l’artista rappresenta attraverso corpi di indomabile forza e di estrema energia che evidenziano il profondo sentire e le tensioni interiori delle figure ritratte. In mostra uno dei capolavori della Collezione, il celebre Nudo di schiena riferibile alla Battaglia di Cascina, ma anche progetti di fortificazioni, schizzi di fontane selezionati per raccontare alcuni momenti salienti della biografia di Buonarroti, dalla sua partecipazione agli eventi delle due repubbliche fiorentine all’esperienza drammatica e suprema della Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze, fino al trentennio romano che concluse la sua vita, rappresentato in mostra da un raro e movimentato studio di cavalli. ( Fonte: www.italica.rai.it)

Informazioni

Firenze, Casa Buonarroti

dal 20 aprile al 1 agosto 2011

Orari: 10.00 - 17.00

Martedì chiuso

Biglietti: intero euro 6.50; ridotto euro 4.00; euro 8,00 cumulativo con il complesso monumentale di Santa Croce

Informazioni: tel. +39 055 241752

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