" Forni e Sauris, turismo tutto l'anno" di Davide Montanari

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1291364534924_0.JPGE’ un folletto dei boschi ad accogliere il visitatore all’ingresso del paese di Forni di Sopra. E’ vestito di rosso, ha un cappello verde a punta e si chiama Massaroul. Le leggende raccontate dagli abitanti del luogo dicono che questo «sbilf», a differenza degli altri folletti come Bagan o Bergul, sia particolarmente dispettoso: è consigliato, quindi, fare un inchino quando lo si incontra. Al di là della tradizione popolare, il comune di Forni (primo paese della Carnia, al di là del Cadore, dopo il passo Mauria, con il Tagliamento a fare da confine tra le due aree geografiche) è un paese ricco di chiese e di storia.

Quella storia - e quella tradizione - che si legano alla famiglia Savorgnan (che dà il nome ai cosiddetti forni savorgnani) ma che, intorno all’anno Mille, ritrova le sue radici in una fortezza abitata da ladri e briganti dove venivano coniate monete false e richiesti pesanti dazi per un sicuro passaggio. Quella stessa fortezza, dominante la via del Tagliamento che conduceva a Venezia, che andò distrutta, sepolta e dimenticata nei secoli e che solo grazie alla tenacia di un comitato di abitanti, improvvisatisi archeologi, è stato possibile localizzare. Subito dopo si è provveduto a scavare il terreno e a riportare alla luce le fondamenta (sito oggi aperto e visitabile gratuitamente) assieme ad altri reperti barbari conservati nel museo cittadino.

Forni ha quindi una storia che viene ricostruita dagli abitanti piano piano, visto che molti documenti sono andati persi in un'alluvione, e l'opera sarà a buon punto quando saranno terminati gli scavi archeologici.

La vicina, e cugina, città di Sauris, famosa per il suo splendido lago artificiale (assieme a Forni di Sopra la località è inserita in un network internazionale di 20 realtà di montagna: le «Alpine Perls») invece la sua storia e quella dei suoi antenati, così come la lingua, l’ha conservata bene come fosse un’isola, al riparo da tutto, fra le dolomiti carniche.

Ma ha conservato anche l’architettura delle case, molto simile a quelle della Carinzia, con i tetti spioventi a scandole. Come pure ha saputo tramandare nei secoli le tradizioni alimentari degli insaccati affumicati e dei salumi in genere, visto che gli ottimi, pertanto giustamente rinomati, prodotti come coppa, pancetta e prosciutto hanno esportato il marchio di Sauris in tutto il mondo. Il motore dell’economia locale di queste due perle alpine della provincia di Udine è però il turismo. E non poteva che essere così visto che entrambi i paesi godono «dell’ombra» delle Dolomiti friulane (a poca distanza dalle splendide cime di Lavaredo che, essendo in Veneto, sono considerate dolomiti precarniche) che sono un patrimonio naturale dellUnesco. Per questa ragione, nel 2006, Sauris e Forni hanno contribuito a formare un’associazione, come le «Alpine Perls», per promuovere le bellezze del territorio spingendo su una forma di turismo sostenibile, incentrata sul tema della mobilità dolce, conservatrice della bellezza dell’ambiente, ma allo stesso tempo attiva indipendentemente dalla stagione.

Visto che queste montagne offrono, sia in estate che in inverno, innumerevoli possibilità di relax e divertimento a contatto con la natura. Con le biciclette elettriche (affittate a prezzi modici) si può pedalare senza fatica alla scoperta degli incantevoli paesaggi della regione. I più avventurosi potranno provare l’ebbrezza di camminare sospesi tra gli alberi nell’Adventure Park di Forni o affrontare i numerosi i percorsi di downhill dislocati ovunque. Forni e Sauris offrono inoltre la possibilità di effettuare bike, trekking, bellissime escursioni lungo la via alpina e passeggiate alle malghe dove è possibile acquistare prodotti caseari. D’inverno l’innevamento programmato assicura a Forni piste servite da una rete d’impianti di moderne seggiovie. Per gli appassionati di sci di fondo è disponibile la pista «Tagliamento», un percorso di 15 km, di cui 2 illuminati.

Numerosi sono anche i percorsi per escursioni con le ciaspole. Per concludere un consiglio dopo una giornata di sano movimento: non lasciarsi sfuggire l’opportunità di assaggiare tutte (non necessariamente in un solo giorno) le grappe alle erbe della Carnia, sarebbe come offendere il Massaroul. ( Fonte: www.gazzettadiparma.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog