" Haapsalu, policromia estone" di Carla Diamanti

http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/h/a/haapsalu-panorama_129807_407x229.jpgIl raggio di sole obliquo attraversa la finestra e la stanza e finisce proprio sul tavolo, facendo diventare i colori ancora più intensi. L’ombra dei fiori gioca con i piatti, ognuno di un colore diverso e ognuno intonato al suo fazzoletto di carta e alle sue posate. Il senso dell’armonia pervade ogni angolo di questo singolare studio, dove l’arte diventa paesaggi, fiori e ritratti sui muri, mobili al centro delle stanze, recipienti di ceramica per mangiare e pietanze stesse da gustare. Una sinfonia suonata da un’intera famiglia: il padre scultore in legno si occupa dei mobili, la nonna e la madre, pittrici, hanno dipinto i quadri appesi alle pareti (cambiano con le stagioni perché i colori siano sempre intonati alla natura), Liisu, una delle figlie, modella bicchieri e scodelle in ceramica dove Anni, sua sorella, serve specialità della cucina estone tradizionale a cui aggiunge un tocco personale. Come potrebbe essere altrimenti, se è l’estro che richiama anche da Tallinn i visitatori di questa family gallery?

 

La strada per arrivarci corre attraverso boschi di un autunnale colore giallo. Ogni tanto una casetta di legno si fa largo come i raggi del sole, fra gli spazi di un deserto ricco d’acqua. Quando si interrompono gli alberi arrivano le distese di erba che fanno pensare alla tundra. Una pista ciclabile a destra della strada e il cartello che indica la scuola sono il segnale che Haapsalu è vicina.

 

I vicoli acciottolati fra le case basse color pastello sono quelli di una cittadina dal passato prestigioso. A metà dell’ottocento divenne infatti una nota stazione termale dopo che un medico tedesco, Carl Abraham Hunnius, scoprì le straordinarie proprietà del suo fango marino. La scoperta fu casuale ma folgorante e quasi totalizzante, tanto che Hunnius, sepolto ad Haapsalu insieme al figlio, si convinse che se i fanghi del mare erano benefici, altrettanto doveva esserlo l’acqua. Fece costruire quindi un gazebo (la riproduzione esatta si visita oggi sulla baia dove si riflettono case di legno dipinte di giallo) nel quale somministrava ai cittadini bevande a base di acqua di mare addolcita con sciroppo di frutta.

 

I benefici dovevano essere certi, perché cominciarono ad arrivare celebrità da mezza Europa. Nel 1867 tra i visitatori illustri ci fu persino Tchaikovsky, cui dal 1940 è dedicata una panchina musicale (basta sedersi e spingere un bottone nascosto per attivare la colonna sonora) in posizione panoramica sulla Tchaikovsky Promenade. I locali la chiamano “passeggiata del cioccolato” perché all’epoca d’oro della cittadina termale lungo questo viale che costeggia la baia si susseguivano chioschi di cioccolata calda. Bevanda indispensabile già in autunno, quando le temperature cominciano ad abbassarsi e il cielo si colora di uccelli migratori che sostano nel vicino Parco Nazionale di Matsalu e fra i canneti che macchiano la superficie dell’acqua, tra i quali si scorge ancora qualche cigno bianco. “Buon segno”, ci dicono gli abitanti “se i cigni resistono vuol dire che l’inverno non sarà molto rigido”. Perché in genere l’inverno porta uno strato di ghiaccio che sull’acqua diventa spesso oltre 25 centimetri. Ma gli abitanti di Haapsalu non si lasciano scoraggiare: l’inverno è il momento delle ice roads, le strade di ghiaccio che si formano sulla superficie dell’acqua. Ogni domenica, soltanto in pieno giorno e quando lo strato ghiacciato è molto spesso, si attraversa in macchina il braccio di mare e si raggiungono guidando le isole dell’arcipelago per un’escursione o per il pranzo domenicale nelle poche ore di luce che sfuggono ai precoci crepuscoli invernali.

 

Il tempo scorre piano eppure scorre. Ha il passo rallentato dell’antico Flying Westerner, il treno imperiale che fino agli anni Trenta del Novecento “correva” tra San Pietroburgo e Haapsalu, resort prediletto dalla famiglia degli Zar russi. Fu proprio per accogliere loro e l’aristocrazia che li accompagnava che ad Haapsalu nel 1905 venne costruita la magnifica stazione in legno (oggi monumento storico e museo ferroviario), con un porticato dipinto di rosso lungo 213 metri, tanti quanti erano quelli del convoglio imperiale, in modo che tutti i passeggeri potessero scendere dal treno senza il rischio di bagnarsi, nel caso l’arrivo fosse stato funestato dalla pioggia. La ferrovia era arrivata da poco e grazie proprio alla potenza dei fanghi termali, che sollecitarono l’ampliamento fino ad Haapsalu dei progetti della Baltic Railway Company, la prima che aveva unito la capitale dell’impero zarista con Tallinn, nella provincia estone.

 

L’atmosfera irreale (e incantevole) del luogo non tragga in inganno: la vocazione estone per la tecnologia non segna il passo neanche quaggiù: tra canneti e boschi, in minuscole casupole di legno o negli antichi vagoni fermi sui binari del museo ferroviario il mondo è a portata di mano. Qui come altrove in Estonia basta un dispositivo portatile per collegarsi a una capillare rete di internet senza fili che ricopre ogni angolo di questo Paese dagli incredibili contrasti. ( Fonte: www.lastampa.it)

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