Il volto del '900. Da Matisse a Bacon. A Milano fino al 9 Febbraio 2014

http://vivimilano.corriere.it/agenda/arte-e-cultura/foto/2013/12/palazzo_reale_coupon-U1902164440075NdC--400x320@Milano.jpg?v=20131218155035Cosa c’è di più intrigante e interessante della figura umana? I paesaggi ammaliano, gli astrattismi incantano, ma nulla attira lo sguardo come l’espressione di un volto, la postura di un corpo. I ritratti e gli autoritratti parlano direttamente al cuore, coinvolgendoci in un complesso gioco di specchi: dietro a quelle facce immobili cerchiamo il guizzo di emozioni che sono anche le nostre, dietro alle pose costruite intravediamo verità trattenute e condivise. Perché l’animo umano non è mai cambiato, ciò che è cambiato è il modo di rappresentarlo, di questo parla la mostra «Il volto del ‘900. Da Matisse a Bacon» (coprodotta da MondoMostre e Skira), oltre ottanta capolavori provenienti dal Centre Pompidou che dal 24 settembre arriveranno a Palazzo Reale. Ma se tra le sagome egizie e i nobili ottocenteschi le differenze non mancano, è nel Novecento che la ritrattistica cambia completamente registro, l’avvento della fotografia, l’invenzione della psicoanalisi, i regimi totalitari capaci di annullare gli individui hanno guidato la mano degli artisti verso territori fino ad allora inesplorati. Ognuno a modo suo ha cercato una strada nuova per rappresentare l’uomo e l’animo umano. Divisa in sette sezioni la mostra mette in luce sette diversi approcci artistici, sette tentativi di reinventare il ritratto.

Si parte con gli autori che hanno cercato di scavare nell’anima dei loro soggetti svelandone luci e ombre, ecco allora la ragazza di Kupka intenta a mettersi il rossetto, il gesto veloce e gli occhi carichi di trucco mostrano una donna moderna e sicura di sé. Completamente diversa dalla Dédie triste e passiva ritratta da Modigliani. Anche gli uomini svelano rilassatezze sconosciute fino a quel momento: smessi i panni del gran signore un po’ imbolsito posano con le mani in tasca e il sorriso sornione. La seconda sezione è tutta dedicata agli autoritratti, da quello futurista di Severini a quello contorto di Bacon che fanno da anticamera ai volti e alla figure scomposte e smontate raccolte nel gruppo successivo. Qui la sfida passa attraverso il superamento della forma, per Brancusi, Picasso, Matisse, Delaunay l’importante è evocare non più rappresentare. Il contrario di ciò che fanno Dalì e Magritte che proprio nell’estremo rispetto della forma trovano una via di fuga, permettendo ai loro corpi e ai loro volti di abitare i sogni, luoghi magici, regni dell’assurdo. Dal folle ordine del Surrealismo si passa al caos di Giacometti e Dubuffet i cui personaggi sono «piccoli ammassi di vita». La mostra si chiude con una serie di opere di grande perizia formale, dalla Valadon a Tamara de Lempicka, e con due filmati da non perdere: il volto proiettato a loop in un’alternanza di colori e negativi firmato dal visual artist americano Paul Sharits; e la carrellata di facce dell’austriaco Kurt Kren, uomini e donne che ci guardano, ci osservano, loro stessi spettatori di un ritratto. Il nostro.

La mostra è aperta dal 24 settembre alle 18.30 (solo su inviti), fino al 9 febbraio 2014, con i seguenti orari:lunedì 14.30-19.30, martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30-19.30, giovedì e sabato 9.30-22.30

Fonte: http://vivimilano.corriere.it/arte-e-cultura/volto-900-matisse-bacon_2223074829278.shtml

Autore:

Irene Lasalvia
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog