Imperia, città in mutamento

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http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/Imperia.jpgCertamente si tratta di una meta turistica non banale, a misura per chi voglia lasciarsi stupire da inattesi incontri: uno scorcio improvviso sul mare, mentre si arranca tra i vicoli del Paraiso, una fila ordinata di vasi di diversa misura, in un’insolita piazza, una chiesa dal sagrato che si tuffa in mare, una trattoria che propone sapori familiari, bed and breakfast e agriturismi dove buon gusto e raffinatezza si sposano con il paesaggio e con la difesa scrupolosa delle tradizioni culinarie, reinventate dal gusto moderno.

È noto che Imperia ha due anime distinte, due lembi che storicamente hanno sempre fatto fatica a dialogare tra loro. Solo con il decreto reale del 21 ottobre 1923 Vittorio Emanuele III stabilisce di riunire in un unico comune denominato Imperia i comuni preesistenti, dal nome del torrente Impero che le separava e che apparve particolarmente adatto per l’epoca.

Eppure, è forse proprio questa dualità che ancora si avverte che rende la città interessante e misteriosa. Oneglia, con i negozi eleganti sotto i portici di via Bonfante, col suo mercato coperto in piazza Doria, il porto mercantile, ha una vivacità sgargiante a tratti, mentre il borgo antico di Porto Maurizio è avvolto da una mesta atmosfera, quasi come a rimpiangere un grande passato.

Se il waterfront cittadino è stato completamente ridisegnato dal nuovo porto turistico da 1.300 posti barca, tra il molo Lungo di Porto Maurizio e il canale Rio de Baité, ciò che candiderà Imperia a diventare uno dei più grandi scali turistici del Mediterraneo, è vero che ancora molti sono gli angoli di Imperia rimasti sorprendentemente intatti.

Sul promontorio del Parasio, superata la mole imponente del Duomo, dedicato a San Maurizio e riemerso a nuova vita dopo il sontuoso restauro, dirigendosi verso il labirinto di strade e vicoli, sopravvissuti al tremendo terremoto del 1887, sembra di piombare all’improvviso in un’altra epoca. Palazzi nobiliari, ora abitati da gente comune, si alternano, a edifici meno sontuosi. Gli occhi meno distratti, al tramonto, sapranno intravedere, negli ambienti domestici illuminati, soffitti affrescati, ricordo di un’epoca di fasti e ricchezze. Emozionante è poi passeggiare sotto le logge di Santa Chiara, indisturbati a contemplare davanti a sé la distesa del Golfo Dianese.

Non solo olio e pasta, ma un vero stile di vita

Il nome di Imperia è ancora oggi legato indissolubilmente alla ditta Olio Carli, ma anche alla pasta Agnesi, e all’ancora oggi famosa marca di macchine per pasta, adottata da migliaia di casalinghe. Imperia, appunto. Quanti cinquantenni di oggi ricordano questo accessorio presente nelle case dalle mamme e nonne, pronto a produrre sfoglie di vari spessori, da cui ricavare tagliatelle, tagliolini, fettuccine. Qui, nell’imperiese, il culto della cucina si sposa con tutto ciò che arriva dalla natura circostante: dal mare innanzitutto, naturalmente, ma anche dagli ulivi aggrappati alle colline, dalle verdure dell’orto, dai profumi delle erbe aromatiche. In sintesi, dieta mediterranea.

Non è un caso che proprio Imperia ospiterà dal 17 al 19 novembre 2011 la seconda sessione del Forum Dieta Mediterranea, organizzato dalla Camera di Commercio di Imperia, Comitato Oleicolo Internazionale, Associazione Nazionale Città dell’Olio con la collaborazione di Regione Liguria, Unioncamere Liguria, Provincia e Comune di Imperia. D’altra parte è dal 1983 che si riflette su questo tema in città.

Il Forum di Imperia è una grande occasione di incontro e di confronto –afferma il Presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Enrico Lupi. Per la prima volta quindici Paesi siedono allo stesso tavolo per creare insieme una piattaforma di informazioni scientifiche e culturali utili a divulgare e promuovere la cultura del Life Style insito nel concetto di Dieta Mediterranea. Obiettivo del simposio – continua Lupi - è far passare il concetto di Dieta Mediterranea come un insieme di codici di stili di vita e non solo come un corretto ed equilibrato utilizzo di prodotti alimentari né tantomeno come un regime alimentare. A un anno esatto dall’ingresso della Dieta Mediterranea nel Patrimonio dell’Umanità Unesco vogliamo gettare insieme le basi per un futuro in cui ogni Paese avrà un ruolo importante e definito”.

Un esempio concreto della riscoperta e valorizzazione degli alimenti prodotti da questo territorio è la recente iniziativa di una piccola ma tenace squadra di giovani imprenditori imperiesi riuniti sotto il nome di Extra Srl. Le aziende agricole riunite sotto il marchio propongono tre linee di prodotti, Philosophy, Golosamente e C’è, attraverso le quali si vuole contribuire a far riscoprire il gusto della terra ligure, dolce e aspra ma generosa con chi la sa lavorare e interpretarne i sapori. Olive taggiasche, agrumi, ortaggi, aromi, frutta sono proposte in composte dal sapore dolce ma deciso, ideali per accompagnare formaggi, in brisure per arricchire tutte le portate o, in delicate gelatine, come quella deliziosa al rosmarino, che ci riporta al XVII secolo. Ricette che appartengono al passato, rilette in chiave moderna, rappresentano la sfida di questa nuova offerta gastronomica, dietro cui c’è impegno, studio, passione.

Testo di Licia Zuzzaro. Foto Agenzia Interfacetourism

( Fonte: http://www.viaggi.libero-news.it/2011/11/imperia-citta-in-mutamento/)

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