Intrighi di corte a Copenhagen

La capitale danese ai tempi del re Christian VII è la locatione del film "Royal Affair" di Nikolaj Arcel. Un viaggio nei luoghi che vedremo al cinema in Italia dal 29 agosto
Livia Fabietti (nexta)

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/08/27/Societa/Foto/NX-VGG-ART-372170-vls_371785_christiansborgcastle.jpgC’è chi la ama ricoperta dalla soave neve e chi preferisce approfittare delle miti temperature che caratterizzano la stagione estiva per fare visita ad uno dei grandi gioielli del Nord Europa, la Danimarca, una terra che innamora con quell’aria pura che la porta ad essere sempre in cima alle classifiche delle nazioni più vivibili del mondo. Occhi puntati sulla sua Copenhagen, realtà a misura d’uomo eletta per due anni consegutivi come la migliore città per i ciclisti dagli esperti americani di Treehugger: qui ci sono più bici che auto, vale la pena allora abbandonare i mezzi motorizzati per prediligere le due ruote non solo per comodità ma soprattutto per entrare nel vivo della cultura danese alla scoperta di castelli, musei, gallerie, spiagge e parchi.

Qui, tra le sue emozionanti scenografie, il regista Nikolaj Arcel ha ambientato le riprese di Royal Affair, un film di grande successo che, dopo aver vinto due Orsi d'argento al Festival di Berlino, è pronto a fare il debutto sul grande schermo italiano il prossimo 29 agosto. Interpretato da grandi nomi del cinema nordico quali il danese Mikkel Boe Følsgaard, l’attrice svedese Alicia Vikander e la danese pluripremiata Trine Dyrholm, la pellicola racconta una storia vera che ha come filo conduttore le intricate vicessitudini amorose di un menage a trois tra il re di Danimarca Christian VII, sua moglie Caroline Mathilde e il loro medico Johann Friedrich Struensee.

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Una vacanza in città è per tutti i cinefili un ottimo pretesto per fare un salto indietro nel tempo e tornare allo splendore della corte danese del 18esimo secolo e, anche se molte delle scene sono state girate in Repubblica Ceca, è tuttavia possibile riconoscere dimensioni familiari tra gli innumerevoli palazzi reali come il Palazzo di Christiansborg (Slotsholms, 1218 Copenaghen), divenuto oggigiorno sede del Parlamento, la Corte Suprema, gli Uffici del Governo ma, fino al 1794, le sue mura erano quelle della principale residenza di corte, anno in cui la famiglia reale si trasferì presso il Palazzo di Amalienborg, elegante dimora che si articola non in una ma in ben quattro palazzine in stile rococò, affascinante da visitare in occasione del cambio della guardia della regina che si svolge ogni giorno, nella piazza centrale, a mezzogiorno.

Fu proprio qui che nacque il Re Christian VII, un personaggio difficile sin dalla tenera età a causa della sua schizofrenia e, maritato a soli 17 anni con la cugina Caroline Mathilde, visse quell’unione in maniera tormentata e infelice tra tradimenti, vizi e stravizi che portarono la donna a trovare consolazione tra le braccia del medico Johann Friedrich Struensee.

Stesse abitudine per un’altra dimora, il Palazzo di Frederiksberg (Frederiksberg, 2000 Frederiksberg Tel. +45 3616 2244), immensa residenza barocca costruita come rifugio estivo della famiglia reale per volere di Federico IV là dove, oltre al giardino spettacolare, all’interno tutto è ricercato ed elegante nell’arredo e nelle decorazioni con soffitti dipinti ed una particolarità, una stanza da bagno in marmo con una scala d'accesso segreta, location che divenne il nido d’amore di Caroline e il suo amante segreto.

Non una vita facile la loro fatta di amore, intrighi, follia, lotta al potere e scandali che videro la regina Caroline Mathilde accusata d’adulterio e arrestata al Castello di Kronborg(Kronborg 2 C, DK-3000 Helsingør, Tel.: +45 4921 3078, www.kronborg.dk), noto a molti per essere stata la location scelta da Shakespeare per ambientare l'Amleto, uno dei castelli rinascimentali più importanti del Nord Europa adagiato sulla punta estrema della Zelanda il cui prestigio e valore sono stati riconosciuti dall’Unesco tanto da esser stato aggiunto alla lista dei Patrimoni dell’Umanità il 30 novembre 2000. Una sorte altrettanto nefasta fu quella di Struensee, arrestato nel 1772 per tradimento e costretto agli arresti alla Citadella prima di essere giustiziato il 28 aprile a Østerfælled.

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Per osservare da vicino l’arma del delitto che diede fine ai giorni di Struensee, presso il Museo Nazionale (Ny Vestergade 10 , Tel. (+45) 33 13 44 11 http://natmus.dk/en/), si può vedere l’ascia originale usata per la sua decapitazione oltre ad altri oggetti che vennero utilizzati durante la sua esecuzione.

Tutti coloro che desiderano vivere in prima persona questa tragica storia possono prendere parte ad un tour di circa due ore che, a piedi, passeggiando per la vecchia Copenhagen, permette di scoprire i segreti e gli scandali di corte. Per informazioni  http://cityseeing.dk/royalaffair/  

Informazioni utili:
www.visitdenmark.it
Fonte: www.lastampa.it
Nexta

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