Italiani nuotatori? Per niente!

http://img1.iol.it/c/imgv/hp/viagginotizie/12/197/50754996_468_7.jpgScappare dal caldo e tuffarsi in acqua: il sogno di tanti, la realtà per alcuni. Ma occorre fare attenzione, affinché quel sogno non si tramuti in incubo. Secondo il sondaggio dell'Istituto Piepoli, quattro italiani su dieci non sanno nuotare. Solo il 32% lo fa con la corretta respirazione, mentre il 41% riesce semplicemente a mantenersi a galla. Solo il 35% riesce a stare con gli occhi aperti sott'acqua.

I dati sono stati forniti da Nicola Brischigiaro, pluricampione mondiale di immersione in apnea e da Acquatic Education, in occasione della nuova campagna di sensibilizzazione: "L'annegamento - sottolinea Brischigiaro - è secondo l'Oms tra le prime cause di mortalità accidentale; infatti ogni anno nel mondo oltre 3 milioni di bambini e adolescenti sono vittime di infortuni in acqua o rischiano l' annegamento, spesso nelle mini piscine la cui vendita è in continuo aumento". E aggiunge: "i semi-annegamenti sono spesso invalidanti e chi sopravvive può riportare danni fisici e cerebrali anche per tutta la vita: deficit neurologici, fisici ed altre patologie correlate".

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, sono ben 49 i comuni italiani considerati "pericolosi". In primis la Costa Adriatica centro settentrionale, nella zona che va da San Benedetto del Tronto fino a Trieste. Poi troviamo alcune aree della costa sud della Puglia, parte della costa tirrenica in Liguria, la Toscana tra la zona di Carrara e quella di Piombino, il Lazio tra Fiumicino e Terracina, la Campania tra Castel Volturno e Acropoli.

Nella lista “nera” anche la Sicilia, nella costa sud orientale, e la Sardegna, tra Cagliari ed Olbia.Tra le aree interne spicca il Veneto tra Adige e Po ed i laghi lombardi, tra cui quello di Como, il  lago Maggiore e il  lago di Garda. Occorre attenersi sempre alle regole della spiaggia, guardare le bandiere che indicano la pericolosità delle acque, non allontanarsi dai luoghi sicuri e seguire i consigli legati all'alimentazione e alla digestione.
Fonte: www.libero.it

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