Itinerario: La Maremma, il tufo e le terme di Saturnia ( 1)

http://itphoto980x880.mnstatic.com/terme-di-saturnia_345201.jpgMattina

Se non fosse per il centro storico, all'interno della poderosa cinta muraria a forma esagonale voluta dai Medici, Grosseto potrebbe definirsi una città nuova. In realtà il suo nome fu scritto in un atto nell'803 e nel 1138 vi si trasferì da Roselle la sede vescovile. La visita ai monumenti della città ha inizio da Porta Nuova, dalla quale si imbocca corso Carducci, arteria principale del centro. Su questa via si affaccia la piccola Chiesa di San Pietro, di origine romanica, come testimoniano l'abside e alcuni reperti scultorei inseriti nel prospetto. Da notare anche il curioso e tozzo campanile, coronato da un singolare cupolino.

Dopo la basilica, girando a sinistra si supera piazza Baccarini (dove è situato il Museo archeologico e d'arte della Maremma) e si giunge alla Chiesa di San Francesco. Questo edificio fu fondato dai Benedettini, poi passò ai Francescani, che aggiunsero elementi gotici. Ha una semplice facciata a capanna in cotto, arricchita da un portale e un rosone. L'interno, a navata unica, presenta affreschi trecenteschi di scuola senese e un bellissimo Crocifisso, attribuito al giovane Duccio di Buoninsegna. Nel grazioso chiostro si ammira un bel pozzo rinascimentale in travertino.
Tornando in corso Carducci e percorrendolo fino alla fine si giunge al Duomo, all'interno del quale si possono ammirare opere di notevole pregio (come un grande fonte battesimale e l'altare della Madonna delle Grazie, opere di Antonio Ghini di fine Quattrocento, oppure un'opera attribuita a Matteo di Giovanni).
Appena superata la Cattedrale si arriva in piazza Dante, su cui è affacciato il palazzo della Provincia (costruito agli inizi del Novecento in stile neogotico) e al centro della quale si trova la statua di "Canapone" (così era soprannominato il Granduca Leopoldo II).

Pomeriggio

Lasciata Grosseto ci dirigiamo verso Scansano, il capoluogo riconosciuto della DOC Morellino. Ogni visita nella zona deve tenere conto della storia del paese e dell'impronta etrusca riscontrabile nelle zone archeologiche vicine, nel Museo archeologico e nel Museo della Vite e del Vino. Scansano fu anche luogo residenziale romano: si è trovata una villa risalente al 50 a.C. o poco oltre, con affreschi e mosaici. La Scansano di oggi è ricca di strutture medievali sorte durante i diversi domini feudali. La storia ci racconta che fino a cento anni fa, in estate, quando la piana diventava afosa e invivibile, aveva luogo l'estatatura, che consisteva nel trasferimento in massa verso Scansano.
Di tutto questo ricco passato restano le tracce sia nelle numerose masserie del contado sia nelle strette vie del centro storico, anche se non sempre le case hanno subito un restauro conservativo come si vede in altri borghi maremmani. Nel centro storico merita una breve visita la Chiesa di San Giovanni Battista, con il portale in pietra serena, che venne restaurata nel XVII secolo e poi totalmente modificata nel corso del secolo successivo con l'eliminazione delle tracce romaniche e della cripta trecentesca.
Poco oltre Scansano si trova Montemerano, un paese dallo straordinario fascino nel suo impianto urbano medievale ancora intatto, sulla sommità di un colle coperto di ulivi e circondato da un'integra cinta muraria. Vero scrigno di inaspettate gioie è la Chiesa di San Giorgio, all'ingresso a nord del paese, in cui sono conservate opere di notevole valore artistico.

Sera

La sera abbandoniamo Montemerano e ci spostiamo verso Saturnia, dove passeremo la notte prima di abbandonarci agli effetti benefici dei trattamenti termali. Qui alloggeremo all'hotel "Terme di Saturnia", mentre per la cena ci spostiamo in centro. A Saturnia, antica località dalle origini prima etrusche e poi romane, come testimoniano i cippi dedicati a Marco Aurelio e Caio Duilio, si trova il ristorante "I Due Cippi", che propone piatti tradizionali rivisitati dal cuoco: ravioli di castagne al finocchio, filetto di manzo all'uva fragola, selvaggina, piatti vegetariani e formaggi della zona.
Fonte: www.virgilio.it

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