Itinerario: La Maremma, il tufo e le terme di Saturnia ( 2)

http://itphoto980x880.mnstatic.com/terme-di-saturnia_345221.jpgMattina

La mattinata è dedicata interamente agli stabilimenti delle Terme di Saturnia, conosciute fin dai tempi dei romani e oggi frequentate soprattutto per le cure di bellezza, dal momento che se ne riconoscono effetti benefici per la pelle. A poca distanza dagli stabilimenti si trovano inoltre le cascate del Gorello, accessibili a tutti perché situate in aperta campagna, dove le acque termali formano una serie di cascatelle in una cornice molto suggestiva, soprattutto nelle notti di luna piena, e assai godibili anche in inverno. Ma Saturnia non è sinonimo unicamente di terme: il paese, che sorge su una spianata in travertino a dominio della confluenza del torrente Stellata nell'Albegna, possiede una storia molto antica, di cui si conserva traccia anche oggi nelle costruzioni e nei monumenti. La villa Ciacci ne è forse la miglior sintesi: tra i resti dell'antico cassero senese sono state sistemate antiche vestigia archeologiche. Gli interessanti reperti, di età etrusco-romana, sono stati riportati alla luce durante le campagne di scavo effettuate nel territorio di Saturnia, che hanno restituito un buon numero di necropoli arcaiche e numerosi resti romani.
Altro simbolo evidente della storia della zona è la Porta romana, inserita nel circuito delle mura, le quali presentano ampi tratti della cinta romana e imponenti resti risalenti al periodo etrusco. Infine, risulta interessante la parrocchiale, sorta nel periodo romanico e rimaneggiata nella prima metà del XX secolo: tra le opere di maggiore spicco, da segnalare un dipinto attribuito a Benvenuto di Giovanni.

Pomeriggio

Dopo esserci rigenerati alle Terme di Saturnia proseguiamo il nostro viaggio verso Sovana, piccola meraviglia architettonica della terra del tufo, uno dei principali centri etruschi nel periodo tra il III e il II secolo a.C. Il piccolo borgo, le cui case a due piani poggiano spesso su antiche mura, è delimitato alle estremità rispettivamente dalla Cattedrale e dalla Rocca Aldobrandesca. Molto suggestiva è la piazza del Pretorio, circondata dai più antichi edifici di Sovana: il Palazzetto dell'Archivio, caratterizzato da un orologio azionato da un antico sistema di pesi bilanciati, la Loggia del Capitano, le mura dell'antichissima Chiesa di San Mamiliano e la bellissima Chiesa di Santa Maria del XII e XIII secolo, che conserva un ciborio dell'VIII secolo, una delle rare opere d'arte preromaniche esistenti in Toscana. Accanto all'edificio sacro sorge il Palazzo Pretorio, un edificio romanico ornato da una numerosa serie di stemmi scultorei, al cui interno è ospitato il Centro documentale del territorio sovanese e Museo etrusco e archeologico.
Da Sovana ci spostiamo a Pitigliano: questi due centri si trovano sulla famosa Strada del vino dei colli di Maremma e inoltre sono collegati da una rete di corridoi scavati nel tufo (detti Vie Cave).
Affascinante e misteriosa, Pitigliano (battezzata nel XIX secolo "la piccola Gerusalemme" per il consistente numero di ebrei che vi abitava) incanta per le testimonianze del suo passato millenario. Il borgo, arroccato su un'altura tufacea, domina le colline circostanti con austerità, quasi sdegnosamente appartato dal resto del mondo. La tortuosità della strada statale che collega la città alla costa è ricompensata dalla bellezza e dal fascino del luogo. Uno spettacolo inconsueto si staglia di fronte agli occhi all'improvviso: le casette allineate, le une vicine alle altre, costruite sul ciglio del dirupo, al limite dello strapiombo, sembrano quasi spuntino dalla roccia, creando un colpo d'occhio di grande effetto.

Sera

La sera ci fermiamo a Pitigliano, all'ombra della Fortezza Orsini, per una gustosa cena al "Tufo Allegro", piccola trattoria scavata ovviamente nel tufo, dove si possono gustare i piatti della cucina tradizionale, naturalmente accompagnati dal vino prodotto in paese, il Bianco di Pitigliano DOC. Una particolarità da segnalare è che i produttori di Pitigliano hanno il privilegio di conservare il loro vino dentro plurisecolari grotte scavate nel tenero tufo dello sperone sul quale sorge la città.
Fonte: www.virgilio.it

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