L'anima forte della Giamaica - di Laura Ugolotti

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1270627969352_0.jpgOut of many, one people» (« Da tanti, un solo popolo»). E’ il motto che campeggia sotto le bandiere giamaicane (gialle, come il sole, verdi, come la vegetazione e nere, in omaggio alle radici africane di cui i giamaicani vanno molto fieri), e già questo basterebbe a raccontare la Giamaica, perché sintetizza alla perfezione lo spirito dell’isola caraibica: un’unica anima, forte, solida, spessa, che raccoglie però dentro di sé le sfumature più diverse.
La Giamaica è una meta ideale per viaggiatori curiosi, più che per turisti da ombrelloni e sdraio; è molto di più che spiagge bianche e acqua cristallina. La terra di Bob Marley ha mille volti e vale la pena di scoprirli tutti. Il più conosciuto è quello di Negril, sulla costa Ovest, meta turistica per eccellenza; 11 km di spiaggia, resort per soddisfare le esigenze di ogni tipo di clientela (famiglie, coppie, giovani), musica, locali e mercatini. Basta però percorrere poche centinaia di chilometri, verso Ocho Rios - approdo di molte navi da crociera - o Port Antonio, per scoprire il volto meno turistico e più selvaggio dell’isola. Tra cascate, riserve naturali e strade immerse nella vegetazione la sensazione è quella di essere stati catapultati in un altro mondo. 
L’azzurro del mare cede il passo al verde delle piante, delle felci, dei bamboo; al rosso dei fiori e dei frutti, di cui la Giamaica è ricca. Qui, negli anni '60, si rifugiavano i divi di Hollywood e venivano girati film che hanno fatto la storia del cinema. Gli appassionati di 007 riconosceranno le cascate del Dunn's River ad Ocho Rios: oggi sono un affascinante spettacolo naturale che i turisti possono risalire a piedi, ma nel 1962 fecero da sfondo alle avventure del primo James Bond («007 - Licenza di uccidere»). Proprio a fianco delle cascate, sulla Puerto Seco Beach, fu girata la scena dell’incontro tra la cercatrice di conchiglie Honey Ryder, alias Ursula Andress - nel suo celebre bikini bianco - e James Bond-Sean Connery. E d’altra parte tutte le storie dell’agente segreto sono state ispirate dall’isola caraibica, in cui l’autore, Ian Fleming visse per alcuni anni. La sua villa, a Oracabessa, porta ancora il nome di «Goldeneye».
Ma a Port Antonio, e in particolare in quell'angolo di paradiso che è il Frenchman's Cove, sono state girate anche alcune scene di «Cocktail», con Tom Cruise. E' una storia recente, quella giamaicana, che ha iniziato a vivere di vita propria con l’abolizione della schiavitù e poi con la conquista dell’indipendenza. Una storia di dignità e orgoglio, urlati al mondo negli anni '70, grazie alla voce di uno dei figli più celebri della Giamaica: Bob Marley. Per gli amanti della musica reggae, di Bob Marley e della filosofia «Rastafari», ma anche per chi è curioso di conoscere tutto questo da vicino, non resta che raggiungere Kingston, la capitale; la città - insieme a Montego Bay - che più profuma di Giamaica. Lì batte il cuore del reggae; lì, più che a Negril, si incontrano i veri «Rasta man». Più che alla casa-museo, vale la pena una visita al Tuff Gong, la casa di produzione discografica in cui ancora oggi vengono prodotti (anche in vinile) i dischi di Marley. All’interno, in quella che è la sala di incisione più grande dei Carabi, è ancora custodito l’organo su cui «Bob» compose «No woman no cry». Da non perdere. La Giamaica sazia gli occhi, il cuore e il palato; e come la sua cucina tradizionale è ricca, speziata e agrodolce. Può piacere o non piacere, ma di certo è un sapore che lascia il segno.
Fonte: www.gazzettadiparma.it
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