La Barcellona «liberty» di Gaudì. E le perle di Maiorca

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http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1291364650530_0.JPGSecondo la leggenda, fu il cartaginese Amilcare Barca (il papà di quell'Annibale che diede del filo da torcere ai Romani) a fondare la città Barcellona. Tanta acqua da allora è passata  sotto i ponti e, ancor più, nel porto di questa splendida località che oggi è il capoluogo della regione della Catalogna e il secondo centro della Spagna per numero di abitanti.
 Ramblas, Gaudì, Camp Nou: tre sfaccettature di un prezioso brillante. Tre tappe obbligate per chi va a Barcellona. Si parte con Las Ramblas, tanto belle quanto potenzialmente a rischio (portafogli sotto controllo, regola da tenere sempre a mente nelle grandi città), conducono dal centro della città moderna  al Porto Antico.
Colorate come una cartolina, sono animate, notte e giorno, da fioristi, venditori ambulanti, artisti di strada, caffetterie.
Antonio Gaudì per le guide turistiche di Barcellona è un mito. L'estroso architetto, ispirato nelle sue creazioni dalla morbidezza delle forme della natura, ha lasciato un'impronta forte del suo stile (in Italia diremmo «Liberty»): imperdibili la Sagrada Familia e il Parc Guell. Barcellona è anche parecchio altro: può essere vista da tanti punti di vista, andando «per tapas» («cuidado» alla «sangria» però) o inseguendo i ritmi del flamenco fino al «Tablao de Carmen». Gli appassionati di sport non mancheranno la visita allo Stadio Camp Nou, sulla collina del Montjiuc da dove si gode tra l'altro di una mirabile vista.
Più piccola e discreta, diversamente preziosa è Palma di Maiorca, una delle perle delle Baleari. A proposito di perle (sintetiche), questo è il posto giusto per acquistarle. Da sapere, per chi è in vena di shopping, che si comprano bene anche cuoio e pellame. L'isola - meta tipica del turismo di mare - è residenza estiva dei reali di Spagna. Una ragione ci sarà. O no? ( m.p.)
Fonte: www.gazzettadiparma.it