La nuova Londra "olimpica"

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1331133031699_0.jpgIl countdown a Trafalgar Square segna un centinaio di giorni all’inizio delle Olimpiadi, il grande evento, in programma dal 27 luglio al 12 agosto, capace di trasformare Londra nella maggiore destinazione turistica dell’anno. È la terza volta che i Giochi fanno tappa nella capitale britannica, le precedenti furono nel 1908 e nel 1948: Londra quindi sa come arrivare preparata all’appuntamento e così, per la prevista invasione dei turisti, si è attrezzata con 10.618 nuove camere di hotel, realizzando nuove stazioni della rete metropolitana a Sud Est e a Est e realizzando il terminal 3 all’aeroporto di Heathrow.
La candidatura londinese per ospitare i Giochi olimpici è stata interamente concepita in funzione della riqualificazione di una vasta area della città, la Lower Lea Valley, nel quartiere di Stratford. Qui, in una ex area degradata con elevata disoccupazione, 246 ettari di parco accolgono il Centro Olimpico con nove impianti sportivi compreso l’Acquatic Centre, il centro natatorio firmato dall’archi-star Zaha Hadid sviluppato su una superficie di 14mila metri quadrati. Ma, ed è questo un elemento di forza dei Giochi di Londra, non ci sono edifici mastodontici destinati a rimanere inutilizzati come veri giganti nel deserto. Secondo la strategia elaborata dall’Oda – Olympic Delivery Authority, l’organo governativo preposto alla gestione della pianificazione fisica e infrastrutturale di Londra 2012 – al termine dei Giochi il Villaggio olimpico sarà riconvertito a residenze per un totale di 3.600 appartamenti, una serie di edifici di servizio sarà smontata e servirà come piattaforma per nuovi usi, mentre Stratford – con due stazioni collegate in sette minuti al centro di Londra e nuovi spazi culturali e commerciali – dovrebbe subire un fortissimo processo di rigenerazione e valorizzazione immobiliare. Grazie a un investimento di 9,3 miliardi di sterline (di cui solo il 25% sarà speso per il Giochi e il 75% per la fase successiva) il pool di progettisti ha calcolato che si accelererà di 25 anni la rigenerazione del quartiere. Nel Parco olimpico l’80% degli impianti sportivi sul fiume saranno smantellati dopo settembre 2012.
Ne resteranno solo quattro e lo stadio e il centro acquatico saranno riconvertiti e ridimensionati. Secondo le previsioni degli organizzatori saranno venduti più di otto milioni di biglietti, facile quindi pensare a un pericoloso impatto ambientale ma Londra, che punta a fare di queste Olimpiadi quelle a meno immissioni di CO2, si sta attrezzando per essere eco-friendly con soluzioni che non mancano di stupire.
Ad esempio, tutti i recipienti in cui verranno serviti i cibi venduti dentro le strutture che ospiteranno le Olimpiadi saranno infatti compostabili, una decisione non da poco se si pensa che milioni di visitatori produrranno in soli 17 giorni fino a 3.300 tonnellate di rifiuti costituiti da imballaggi per alimenti. E la filosofia del «recupero e riciclo» ha influenzato anche i progettisti dei nuovi impianti sportivi, tanto che parte dell’intelaiatura del nuovo stadio olimpico è stata realizzata con metallo riciclato proveniente da 52 tonnellate di pistole, fucili e coltelli sequestrati dalla polizia nella metropolitana. Inoltre, ad accogliere turisti e tifosi, è pronta una flotta di taxi a idrogeno previsti dal progetto Zero Emission London Taxi Commercialisation: con una velocità massima di 130 chilometri orari i taxi con un pieno di idrogeno potranno percorrere oltre 400 chilometri caricandosi nelle sei stazioni di rifornimento. Non solo: un investimento di oltre 40milioni di sterline ha dato il via a un nuovo sistema di cabinovia in grado di trasportare 2.500 persone ogni ora sorvolando tutto il Tamigi, con una capacità di trasporto pari a 40 autobus.
 La cabinovia, progettata dagli architetti del Wilkinson Eyre, si sostiene su cavi in acciaio spessi 50 millimetri e lunghi più di un chilometro e collega la penisola di Greenwich e la O2 Arena con le Royal Victoria Docks e l’Exhibition Centre (ExCel). Un altro quartiere emergente, e che si candida a diventare il più trendy spodestando Soho, è Shoreditch che sorge proprio nel cuore dell’East End, l’area dove si sta costruendo il villaggio olimpico, poco distante dalla City. Da ex quartiere malfamato si è rapidamente trasformato in zona «in»: ora, infatti, nelle sue vie si aprono gallerie d’arte, boutique, ristoranti d’alta cucina, bar alla moda, pub hi-tech e locali frequentati dal mondo fashion e creativo.
 E, per ricordare il suo passato di quartiere un po’ losco, non manca qualche topless bar. ( Fonte: www.gazzettadiparma.it)
Autore: Luca Pollini

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