" La Pala di Santa, balcone delle Dolomiti " di Luigi Alfieri

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http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1358933391243_0.JPGDalla finestra si vedono le rocce grigio-chiare del Latemar, con le loro vette alte e imponenti. Più indietro, la luce del tramonto sta colorando di rosa le punte del Catinaccio. La Val d’Ega è tutta bianca di neve fresca. Domani sarà un’altra giornata di sci sulle piste di Obereggen. Una giornata da spendere tra la Pala di Santa, la Torre di Pisa, Passo di Feudo e Monte Agnello. Intanto all’Hotel Pfoesl, sulla collinetta che domina Nova Ponente, si sta al calduccio. La sauna è bollente, le tisane e la frutta secca sono pronte. La cena in cantiere. Mentre il tramonto si spegne, il pensiero va a una giornata di sci indimenticabile.
La vista offerta dalla cima della Pala di Santa è ancora negli occhi. Una montagna alta 2500 metri che si apre su un orizzonte a 360 gradi. Da una parte il Corno Bianco e Cima Rocca; dalla parte opposta il grande ventaglio del Latemar, che, pur nella sua immensità, non riesce a nascondere la bellezza del Gruppo Sella che sta sulla sua destra rotondo e massiccio.
Ancora più lontana, semicoperta dal Lusia, la sagoma mitica della Marmolada schiacciata da un cielo blu di Cina. Si gira lo sguardo ancora un poco a dritta e spuntano le Pale di San Martino, aguzze come denti di pescecane. Ruotando sulla bussola, ecco il Lagorai, morbido e leggero e l’Alpe Cermis, che custodisce sui suoi pendii una delle piste più belle delle Alpi: l’Olimpia, una discesa nera mozzafiato che non finisce mai. 4800 metri di brividi. Per vedere la poesia del Rosengarten bisogna girare a sinistra di 180 gradi: è tra le sue vette che le leggende fanno vivere gnomi, fate e regine. La Pala di Santa non è solo un osservatorio paesaggistico straordinario, è anche il punto di partenza di una pista nera ripida e larga, sempre baciata dal sole, capace di fare la gioia di qualsiasi sciatore esperto. Il gioiello di Obereggen. Un comprensorio sciistico che si spinge fino a Predazzo e comprende 18 impianti per un totale di 48 chilometri di piste, con un snow park e un half pipe per chi ama le acrobazie, le "montagne russe" dell’alpine coaster e una pista di slittino.
Tre giorni alla settimana si scia in notturna. C'è quanto basta per soddisfare i palati più esigenti, eppure, con un medesimo ski pass è possibile sciare anche sul comprensorio di Pampeago, direttamente collegato con Obereggen, oppure nella vicina ski area Passo Lusia, che si spinge fino a Moena, o ancora al Passo Rolle, all’Alpe Cermìs, al passo Lavazzè, tutte località raggiungibili in pochi minuti di auto. Per chi ama la bellezza suprema, c'è anche il comprensorio di Carezza (uno ski pass diverso da quello di Obereggen-Val di Fiemme), 40 chilometri di piste in un ambiente dolomitico che parte dal lago con l’acqua di cristallo e arriva fin sulle cime del Catinaccio.
La Val d’Ega, bianca come un lenzuolo, coi suoi alberghi accoglienti, le sue piste di sci di fondo, la dolcezza delle sue alture, è il trampolini di lancio perfetto per questa fetta rocciosa ed aspra di Dolomiti.
Fonte: www.gazzettadiparma.it