La ragazza di Vermeer conquista l’Italia

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2014/01/22/Societa/Foto/RitagliWeb/Vermeer_La_ragazza_con_l_orecchino_di_perla-U102021856358726KE-U10202189700128wJE-198x289@LaStampa-NAZIONALE-k1SB-U10202189700128wJE-426x240@LaStampa.it.jpgMancano ancora tre settimane alla mostra bolognese «La ragazza con l’orecchino di perla», con l’omonimo dipinto di Vermeer al debutto assoluto in Italia, ma le prenotazioni sono già a livelli record: le prevendite dei biglietti hanno superato quota 70 mila, i posti per lo spettacolo musicato da Franco Battiato e andato in scena lo scorso weekend al Teatro Comunale sono stati bruciati in pochi minuti, e anche la salatissima preview dell’esposizione (150 euro a ingresso, incasso in beneficenza) è andata gloriosamente sold out.  

Palazzo Fava a Bologna, dall’8 febbraio al 25 maggio, sarà la sede della mostra, che esporrà quadri dell’epoca d’oro olandese, compresi alcuni Rembrandt dal Mauritshuis dell’Aia, lo stesso museo in cui risiede abitualmente «La ragazza».  

 

Il patron Marco Goldin, che è anche regista e autore dello spettacolo, ha i suoi buoni motivi per essere soddisfatto e già pensa a come incrementare il numero dei visitatori: «Palazzo Fava è bello e suggestivo, ma il tetto massimo è di 200 mila visitatori. Solo estendendo gli orari di apertura fino alle 22 o alle 24, magari durante i weekend, si può arrivare a numeri più alti».  

 

È una possibilità su cui gli organizzatori stanno riflettendo e che potrebbe essere attuata a mostra iniziata. Il richiamo irresistibile dell’opera di Vermeer, un quadro che nell’Ottocento venne venduto all’asta per pochi fiorini e che deve l’enorme popolarità al libro «La ragazza con l’orecchino di perla» e al film che ne è stato tratto, protagonista Scarlett Johansson, risuona così a Bologna dopo i successi ottenuti ovunque: in Olanda come in Giappone e negli Usa, l’ex «Ragazza col turbante» (questo era il titolo prima che libro e film la ribattezzassero) ha ricevuto accoglienze trionfali.  

 

Unica voce critica di fronte al successone annunciato, quella dell’assessore alla Cultura di Bologna Alberto Ronchi, che già un mese fa aveva parlato di «rincorsa di una politica culturale superata, finita negli anni 90», prendendosela con la l’arte-spettacolo e con i limiti dell’arrivo in città di un pubblico mordi-e-fuggi che non lascia niente. Eventi costosi e spot, mentre sarebbero più utili progetti duraturi e legati al territorio. 

 

Battiato, interrogato in proposito dai giornalisti alla presentazione dello spettacolo, ha liquidato la questione con poche parole sprezzanti, sui politici legati solo ai loro progetti. 

Fonte: www.lastampa.it

Autore: Franco Giubilei

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