La rivincita del fondo lo sci per tutte le età

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2014/01/11/Societa/Foto/RitagliWeb/43ZN1JFR3656-k0OH-U10202008821945xRC-426x240@LaStampa.it.jpgE' sempre stato considerato il parente povero – e anche un po’ sfigato – dello sci da discesa. Il ripiego per chi non è capace di curvare sulle piste con gli sci larghi: un po’ come ai giardinetti si mette a fare il portiere chi non se la cava con il pallone tra i piedi. 

Ma negli ultimi anni il fondo si sta lentamente prendendo la rivincita, scrollandosi di dosso l’immagine polverosa che ha sempre avuto appiccicata. Mentre i praticanti dello sci tradizionale calano anno dopo anno, gli appassionati di sci nordico crescono sempre più: il 5% l’inverno scorso, un po’ meno quest’anno.  

Ma il trend è comunque positivo: sarà che si ha sempre più voglia di fuggire dal caos, in cerca di relax.
Sarà il richiamo della natura o che di soldi in tasca non ce ne sono più molti, per cui non tutti possono permettersi di scucire 40 euro solo per lo skipass. Sarà soprattutto che, dall’Etna alle Dolomiti, l’Italia è piena di tracciati meravigliosi dove trascorrere una giornata immersi tra boschi e silenzi. 

«Altro che sport da sfigati, lo sci nordico è uno sport aerobico e completo – dice Geremia Vannetti, giornalista specializzato e anche maestro di sci stretti –. Coinvolge tutti i muscoli del corpo e d’inverno è un’ottima alternativa alla palestra o alla corsa». E poi è una disciplina adatta a tutti, bambini compresi. «Ciascuno può regolare l’andatura a seconda della propria preparazione fisica: da una semplice passeggiata con gli sci ai piedi a un ritmo più sostenuto. In ogni caso il punto di partenza è imparare la corretta tecnica di base, classica o libera, che può trasmettere solo un maestro. Senza quella, si fa solo una gran fatica e non ci si diverte un granché».  

 

L’esercito di fondisti in Italia sfiora ormai le 300 mila persone, anche grazie ai costi accessibilissimi per praticarlo: «Con 10 euro noleggi l’attrezzatura, con altri 5 accedi all’anello e passi una giornata da ricordare a contatto con la natura – continua Vannetti –. E non hai neanche la noia di dover trasportare sci, scarponi e di fare la coda per prendere gli impianti». 

Il mercato ha fiutato il business e nel campo degli sci stretti sta sfornando qualche novità. Fischer, ad esempio, ha lanciato la tecnologia a freddo per la fusione degli elementi che compongono lo sci Speedmax. La struttura molecolare dei componenti interni non viene alterata, il che si tradurrebbe in un maggior scivolamento e velocità degli attrezzi. «Per facilitare la marcia – aggiunge l’esperto – quasi tutte le case propongono solette “no wax”, che consentono allo sci di non scivolare indietro durante la spinta e richiedono poca manutenzione. Per i più esperti, soprattutto per la tecnica libera, è invece consigliabile adottare una soletta liscia cui applicare prodotti specifici per garantire il giusto mix di tenuta e scorrevolezza». 

 

Anche l’industria turistica sta investendo al fine di attirare sempre più turisti-fondisti. Senza arrivare agli eccessi dei resort scandinavi dove il cross-country è sport principe, anche gli anelli di fondo italici si stanno via via dotando di servizi che non siano quelli strettamente legati alla pratica della disciplina.  

In Trentino vecchie malghe come la Millegrobbe vengono riadattate per farne moderni centri fondo con camere per gli ospiti e anche centro wellness, sullo stile di Holmenkollen a Oslo. E piste mitiche come quella della Marcialonga, che si snoda tra Val di Fiemme e Val di Fassa, vengono ormai aperte a tutti. Proprio come avviene a Lillehammer, Lathi e Falun. I tre stadi Maracanà del fondo in Scandinavia.  

Twitter @maxcassani

Fonte: www.lastampa.it

Di Max Cassani

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