Lagnasco - Castelli Tapparelli d’Azeglio

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http://www.castellidilagnasco.it/images/castello/11.jpgSorti nel secolo XIII come complesso nobiliare fortificato, i castelli di Lagnasco presso Saluzzo sono un luogo carico di un fascino singolare. Dimora sontuosa di una fra le più antiche famiglie dell’aristocrazia sabauda, i Tapparelli di Lagnasco e d’Azeglio, che per oltre sei secoli modellarono gli edifici secondo il mutare delle esigenze, i castelli custodiscono al loro interno alcuni degli esempi più raffinati e meglio conservati esempi di quella stagione artistica e culturale manierista che a metà del Cinquecento fiorì in Piemonte con esiti di qualità altissima: ne sono testimonianza gli affreschi della Loggia delle Grottesche, le scene mitologiche e di paesaggio della Scala della Dama velata (ove compare l’affresco con il ritratto di una misteriosa figura femminile dal volto nascosto da un drappo) e l’ambizioso programma iconografico e allegorico della Sala della Giustizia.
Nel salone degli Scudi i restauri hanno rivelato un ciclo araldico quattrocentesco unico in Italia per dimensione e qualità. Pittura, letteratura, architettura e persino il fascino ermetico e misterioso dell’alchimia, sono i temi a cui si sono ispirati i pittori e gli architetti chiamati a decorare le fastose residenze dei Tapparelli. Dietro questi prestigiosi cicli figurativi è possibile intravedere la mano di pittori e scultori di grande fama come Cesare Arbasia, Pietro e Giovanni Angelo Dolce, Giacomo Rosignolo, Antonio Tarocco. Il recente restauro ha consentito di esplorare in dettaglio le vicende storiche, politiche, militari, architettoniche, artistiche e persino araldiche dei castelli, con l’appoggio di un’approfondita ricerca sulle fonti e di una campagna di studi interdisciplinari.
Nel corso dei lavori sono emerse sorprendenti meraviglie e insospettate scoperte d’eccezionale valore documentario, che hanno confermato il ruolo fondamentale del restauro nel processo di comprensione di un edificio storico. Alcune delle splendide sale per intero restaurate si aprono ora per la prima volta al pubblico e rivelano l’eccezionalità dei cicli pittorici emersi al di sotto delle pitture recenti e dei controsoffitti che per secoli hanno celato sorprendenti tesori d’arte. E’ il caso di un ciclo di affreschi ricomparso al secondo piano del castello di ponente in una sala del cosiddetto “Appartamento del Vescovo”, ove l’Arbasia e il Rosignolo hanno raccontato per immagini i viaggi di scoperta e di conquista dell’Africa e dell’America. Si tratta di un repertorio dal valore documentario unico,che precede ogni fonte iconografica sino ad oggi nota circa l’esplorazione del continente africano e americano Il restauro consente al pubblico di esplorare i castelli anche negli spazi e negli ambienti meno aulici ma per questo non privi di fascino, quali le antiche cucine, le tinaie e le cantine, stalle, scuderie e persino percorrere, con un’ardita passerella sospesa, i sottotetti dell’edificio più antico introducendosi nelle possenti torri angolari, ove non mancano le sorprese …
La storia degli edifici, la configurazione del territorio e il serrato dialogo tra scelte pratiche e la riflessione culturale che ha guidato il restauro nelle sue varie e delicate fas,i consente oggi al visitatore di percorrere un singolare viaggio nel tempo alla scoperta di un edifico del tutto sconosciuto, immergendosi in un mondo stratificato, fatto di valori umani e sociali, di gesti e oggetti comuni, di arti auliche e di mestieri meno nobili, tangibile testimonianza di un passato che si svela anche attraverso le tracce più semplici del vivere quotidiano. Con l’occasione saranno aperti al pubblico anche i giardini circostanti restaurati sulla base degli antichi disegni con la peschiera cinquecentesca e gli antichi fossati che cingono il castello.
L’intervento di restauro e consolidamento strutturale è stato attuato in più lotti tra gli anni 1998-2008, per un costo complessivo di circa 4.500.000 Euro, ed è stato finanziato dalla Regione Piemonte, Ministero per i Beni Culturali, Provincia di Cuneo, Fondazioni bancarie (Cassa di Risparmio di Torino, Cuneo e Saluzzo), Fondi Comunitari dell’Unione Europea (Docup 3.1 e 3.4) e dal Comune di Lagnasco. Il progetto di restauro è stato predisposto da un gruppo di professionisti coordinati dall’Arch. Gianfranco Gritella, l’autore del progetto di recupero della Mole Antonelliana per destinarla a sede del Museo del Cinema e del Palazzo Reale di Torino.

Aperture: tutte le domeniche dal 27 marzo al 27 novembre.
Orari: 9.30-12.30 / 14.30-18.30 (solamente visite guidate)
Costi: biglietto intero 5 euro intero / ridotto 3 euro per ragazzi dai 6 ai 12 anni e portatori di handicap.

Per i gruppi:
possibilità di visite guidate durante la settimana per gruppi superiori a 15 persone, previa prenotazione telefonica al: 3455015789.
Sito internet ufficiale: www.castellidilagnasco.it
Casella Postale: info@castellidilagnasco.it

Testo fornito dal Comune di Lagnasco (aderisce al progetto Altramontagna)

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