" Le cime dell'Alto Adige viste dalla bicicletta" di Monica Tiezzi

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1308738113707_0.jpgCompletati gli ultimi tratti mancanti, da questa estate è pronta la nuova ciclabile della Valle Isarco, in Alto Adige, che scende dal Brennero a Bolzano: cento chilometri che vanno ad aggiungersi ai già noti tracciati Merano-Malles, in Val Venosta, e Bressanone-Lienz, in Val Pusteria, e che portano a 600 chilometri la rete di ciclabili in Alto Adige. I più allenati possono percorrere la ciclabile della Valle Isarco in un solo giorno e tornare al punto di partenza in treno: sistemando la propria bici nelle apposite carrozze o usufruendo dei pacchetti che offrono noleggio bici e biglietto di treni o bus (vedi box). Per chi è fuori forma meglio limitare l'escursione al tratto Brennero-Bressanone: 50 chilometri con una salita complessiva di 115 metri e un dislivello in discesa di 905 metri. E c'è anche l'opzione-pigri: noleggiare una bici elettrica con sei euro di sovrapprezzo rispetto alla tradizionale.

Partenza al mattino dal Passo del Brennero, a 1.436 metri e a 200 metri dal confine austriaco: arriva il camioncino che scarica le nostre e-bike della Frisbee (azienda bolzanina) a sei marce, ben cariche. Temperatura di 4 gradi, pioggerellina per i primi chilometri e la cornice delle Breonie di Ponente innevate. Stringiamo i denti e siamo premiati: esce il sole e il paesaggio - come il nostro umore - d'improvviso cambia. Via le giacche pesanti, filiamo in una leggera discesa fresca di asfalto fino a Colle Isarco, a 1.098 metri, paesino che durante l'impero austro-ungarico era rinomato centro climatico e dove personaggi famosi, come il drammaturgo Henrik Ibsen, venivano in villeggiatura. Il tempo per una visita veloce, un tè per scaldarsi e si riparte alla volta di Vipiteno, 948 metri. Ci accoglie un centro storico affascinante, diviso dalla Torre delle Dodici in Città Vecchia (a nord) e Città Nuova (a sud, ricostruita dopo il grande incendio del 1443). Antica città mineraria, Vipiteno merita una sosta anche per la Parrocchiale, il Museo Multscher e Castel Tasso. Se è ora di pranzo, meritano una sosta anche i canederli e il fegato alla griglia del ristorante dell'Hotel zum Engel (via della Commenda 20).

Sazi - ma tanto si marcia senza fatica... - siamo di nuovo in sella verso Stilves e poi Mezzaselva, fra prati, casolari, campi da golf, ponti sull'autostrada e, all'orizzonte, le Alpi Sarentinesi. Si attraversa l'Isarco e pedaliamo verso Fortezza: corriamo lungo il lago e davanti a noi si staglia il faraonico complesso fortificato asburgico. Inizia poi il tratto più impegnativo, ma fra i più suggestivi: la ciclabile non è asfaltata e corre fra castagneti sul costone della montagna.

Poco prima della meta, una deviazione che vale il - poco - sudore versato: a un paio di chilometri a nord di Bressanone il più grande convento del Tirolo, l'Abbazia di Novacella dei frati agostiniani, circondata dai vigneti più settentrionali d'Italia, con la chiesa tardo-barocca, il chiostro gotico, la fontana delle otto meraviglie e la pinacoteca. E' ormai pomeriggio inoltrato quando approdiamo ai 560 metri di altitudine di Bressanone, gioiello di arte, storia e fede. Facciamo ritorno al nostro «bike hotel» (vedi box), dal quale eravamo partiti al mattino in pulmino, e qui lasciamo le bici elettriche nel parcheggio: sarà il noleggiatore a recuperarle. In tutto il viaggio abbiamo avuto solo l'inconveniente delle catene che sono uscite dalle corone di tre bici: problema facilmente risolvibile. Se doveste bucare una ruota, tenete presente che molti noleggiatori offrono il servizio di sostituzione bici o riparazione durante il viaggio. E se viaggiate con una bici di proprietà, considerate che in media ogni 10 chilometri si incontra un paese ed è possibile avere aiuto.

( Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/viaggi/dettaglio/2/92876/Le_cime_dellAlto_Adige_viste_dalla_bicicletta.html)

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