" Le galee, il boschetto e Picasso: una giornata a Sori " di Francesca Bertha

http://commenti.kataweb.it/commenti/multimedia/1094333/2012/11/19/image/409059.jpg?rand=55675394Basta fare pochi chilometri partendo dalla Foce genovese per raggiungere il Golfo Paradiso, bello almeno quanto lo suggerisce il suo nome. A un tratto, è impossibile non notare uno stupendo campanile dai tipici colori liguri che svetta in alto sul sottofondo azzurro del cielo che si confonde con il mare: vederlo indica che siamo arrivati a Sori, comune situato lungo la valle dell'omonimo torrente. Sebbene l'aspetto più noto del luogo è quello balneare, in realtà sono le montagne a predominare sul territorio comunale che raggiunge lo spartiacque con l'alta Val Fontanabuona, dove il monte Becco arriva a 894 metri di altezza.
I primi "viaggiatori" ad essersi innamorati della bellezza di questo paesaggio pare siano stati i greci, infatti, secondo alcuni studiosi sarebbe stata una popolazione del centro della Grecia ad aver fondato Sori nel VII secolo a.C. Di certo le prime documentazioni che parlano del borgo risalgono al 1143.
La vistosa torre campanaria della Chiesa di Santa Margherita di Antiochia, uno dei più bei campanili barocchi della Liguria, esisteva già da quasi cinquant'anni, quando nel 1787 in paese nacque un certo Tommaso Picasso, bisnonno del celebre Pablo Picasso. Ma Sori ha contribuito alla pittura anche dando i natali nel 1923 a Ugo Attardi, il quale, sebbene trasferitosi presto in Sicilia, in alcuni suoi paesaggi marittimi astratti, ma anche in un suo quadro raffigurante una rissa di marinai sulla Pinta, sembra che riveli un forte legame con la terra natìa.
Passeggiando nel pittoresco porticciolo il pensiero vola ai tempi in cui gli armatori soresi con le loro galee resero florido il commercio marittimo del borgo. Purtroppo però dal mare arrivava anche terrore e distruzione: i soresi ricordano un attacco piratesco particolarmente feroce, avvenuto nel 1548, quando il paese fu completamente saccheggiato e poi dato al fuoco e ben 134 persone furono rapite.
Durante questa invasione, i pirati turchi rubarono dalla chiesa parrocchiale anche una statua di pietra raffigurante la Vergine Maria. La imbarcarono, ma la nave non riuscì a salpare fino a quando i corsari non la gettarono in mare. I soresi recuperarono la statua della Madonna del Pontin e nel 1637 la posero sul ponte medievale ricostruito. Un ritornello in dialetto ricorda la storia leggendaria di quella statua, che si era persa altre due volte, (anche a seguito del disastroso bombardamento nel 1944), ma dopo il mare la riestituì sempre.
Oltre al borgo marinaro, andiamo a visitare anche alcune frazioni soresi, tra cui Sant'Apollinare, San Bartolomeo e Capreno, dove ammiriamo delle antichissime chiese sorte tra il XI e XII secolo.
Dopo questo bel giretto alla scoperta degli scorci più affascinanti di Sori, decidiamo di fermarci per cena presso il Ristorante Il Boschetto in via Ernesto Caorsi. Immerso nel verde della vallata del torrente Sori, l'ampio locale è strutturato su diversi livelli di verande e poggioli, e oltre alle sale del ristorante, dall'altra parte della strada c'è anche la pizzeria e focacceria, aperta di sera. "Qui c'era un'osteria già un centinaio di anni fa. La nostra famiglia l'ha rilevata nel 1962, quindi quest'anno festeggiamo i cinquant'anni della nostra attività. All'inizio facevamo piatti semplici, soprattutto per gli operai, e man mano abbiamo ingrandito il locale creandone il ristorante caratteristico che è oggi. Ciò che non è mai cambiato è il nostro amore per i sapori genuini del territorio", ci racconta il signor Ugo, che gestisce il ristorante con la propria famiglia: la moglie Cristina, la sorella Luciana che fa la cuoca e suo nipote Michele che crea i dolci.
Iniziamo con un ricco misto mare che comprende tra l'altro del tonno affumicato, cozze, acciughe marinate, del salmone marinato e dell'insalata di mare. Prendiamo anche delle torte di verdure, oltre a una squisita insalata di funghi e la focaccina al formaggio. Proseguiamo con dei piatti di pasta fresca fatta in casa, tra cui i pansoti alla salsa di noci, i taglierini al sugo di astice e i tradizionali ravioli al tocco e le lasagne al pesto. Tra i secondi gustiamo un fantastico fritto misto di pesce, oltre alla grigliata mista. Alcuni di noi scelgono i moscardini affogati, mentre altri assaggiano lo stoccafisso in umido e le tagliate di spada e tonno. I "carnivori" del gruppo scelgono invece delle ottime bistecche, costate e tagliate.
Infine, ci coccoliamo con gli sfiziosi dolci fatti a mano, tra cui la favolosa torta di mele calda con gelato alla crema, le crostate ai frutti di bosco, la bavarese e il tiramisù. Alcuni del gruppo preferiscono non rinunicare a quasi nulla, scegliendo il misto di dolci della casa, che comprende diversi assaggi deliziosi.
Dopo aver passato questa piacevolissima giornata autunnale a Sori, siamo certi di tornare qui appena possibile, anche per goderci, nella bella stagione, il sito marittimo di interesse comunitario dove sono presenti numerose specie di pesci e delle formazioni coralline.
Fonte: http://viaggi.repubblica.it/diari-viaggio/le-galee-il-boschetto-e-picasso-una-giornata-a-sori/1094333
Francesca Bertha

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