Le Grotte di Toirano ( SV)

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LE GROTTE DI TOIRANO. Risalendo la Val Varatella, poco oltre Toirano, si incontrano i contrafforti di un massiccio calcareo di dolomiti grigie, solcato da una serie di valloni, in cui si aprono oltre 50 caverne naturali, tutt'oggi oggetto di ricerca da parte di studiosi internazionali. Il complesso delle grotte di Toirano, aperto al pubblico nel 1953, dopo le opportune opere di sistemazione, è gestito direttamente dal Comune e costituisce oggi una delle maggiori attrattive che l'entroterra della Riviera Ligure di Ponente offre al turismo italiano.

Grotta della Bàsura (grotta della strega). Nota sin dal secolo scorso per le esplorazioni di Nicolò Morelli, risulta sicuramente la più spettacolare. Nel 1950 alcune persone di Toirano appassionate di speleologia, scoprirono una serie di sale interne che seguono un percorso di circa 450 metri, meravigliose per la ricchezza e la varietà di formazioni calcaree naturali. Nella grotta trovò rifugio per millenni l'orso delle caverne (Ursus Spelaeus), la cui presenza è attestata da un gran numero di resti ossei, da impronte di zampe sul suolo e dalle tracce di unghiate che si possono osservare sulle pareti della grotta.

 

Di particolare interesse sono le testimonianze riferibili all'uomo preistorico, rappresentate da impronte di piedi, mani e ginocchia e, nella "sala dei misteri", dalle numerose palline d'argilla scagliate contro la parete, probabilmente con significato rituale. Sino a qualche anno fa, le impronte si attribuivano all'uomo di Neanderthal. Una serie di datazioni effettuate recentemente ha tuttavia dimostrato che esse hanno un'età di 12.340 anni e sono pertanto riferibili a uomini del Paleolitico superiore, vissuti posteriormente. Nel 1960 gli scopritori tolsero l'ultimo diaframma calcareo e scoprirono la sala conclusiva della Grotta della Bàsura. Da qui il percorso prosegue scavato in una grandiosa colata di alabastro, all'interno di imponenti ambienti ricchi di formazioni calcaree ("antro di Cibele"). 

Grotta di  S.Lucia. Nel 1966 i "grottieri" toiranesi, ricercando un collegamento con la grotta della Bàsura, scoprirono nella grotta di S.Lucia  una serie di sale interne straordinarie per le loro delicate formazioni calcaree. A questi ambienti è possibile accedere dal fondo della grotta della Bàsura attraverso un traforo lungo 120 metri. Formazioni di cristalli sottili di aragonite, in curiose disposizioni a "fiore", ricoprono le pareti. Alcune delle sale, di vaste proporzioni, presentano enormi stalattiti, anch'esse ricoperte da cristalli di aragonite. Nei pressi dell'uscita si può visitare il misterioso e antico Santuario rupestre di S.Lucia.

Già conosciuto nel tardo medioevo come grotta santuario è tuttora consacrato alla devozione a S.Lucia protettrice degli occhi e viene valorizzato in occasione dell'annuale festività della Santa, il 12 dicembre, quando si celebra con una pittoresca fiaccolata e una cerimonia nella Grotta, il Natale dello Speleologo.
Grotta del Colombo. Si apre nel medesimo massiccio calcareo della grotta della Bàsura e di quello di S.Lucia. Consiste in una galleria lunga 50 metri, che si collega con un braccio laterale sino a una sala di notevoli dimensioni. La cavità è di grande interesse preistorico, poiché dai suoi livelli provengono testimonianze di successive occupazioni umane, dal Paleolitico Inferiore sino al Neolitico. Questa grotta non è aperta al pubblico, ma solo agli studiosi autorizzati. ( Fonte: www.rivieraligure.it)

Editing: Angelo Marcotti

 

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