Le Marche puntano sul benessere interno lordo

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1313164582247_0.jpgSono tanti i gioielli delle Marche. Gli interminabili spazi delle coste come il lungomare di Senigallia con la Terrazza Marconi e la mitica Rotonda sul mare protagonista della musica leggera italiana. E tante altre tappe per un viaggio più ricercato, nell’entroterra, con visite a borghi storici come Jesi, Morro d’Alba o Corinaldo. Senza dimenticare quel «monumento naturale» del sottosuolo dove godersi il meglio i sovrumani silenzi di questa regione: le grotte di Frasassi a Genga, senza dubbio fra le più grandi e spettacolari d’Europa. Tante altre ancora possono essere le strade da percorrere, le cantine da visitare o i monti da scalare per un viaggio in questa regione, le Marche, che sono davvero «da scoprire all’infinito» così come recita Dustin Hoffman in un noto spot voluto dalla giunta regionale marchigiana. Quello stesso spot di promozione turistica, trasmesso su tutte le principale emittenti televisive del mondo, che aveva sollevato un vespaio di polemiche in casa nostra perché a recitare «L'infinito» di Leopardi, il sommo poeta di Recanati, era stato scelto un attore americano. Una bestemmia per alcuni pagare uno con una dizione così biascicata. Una trovata geniale per altri che hanno inteso internazionalizzare le immagini e il modo di vita di questa terra attraverso un volto di Hollywood. Perché le Marche, meta di tanti stranieri che vengono a viverci dopo la pensione, vuoi per il clima, vuoi per il paesaggio e la simpatia della gente del posto, sono una regione che ha tra i suoi abitanti la più alta speranza di vita nazionale e ha una amministrazione che intende misurare l’economia, che ha tra le sue eccellenze il turismo e i vini, non col Pil ma col Bil: benessere interno lordo. Perché tanti possono essere, tra mare e monti, i posti del vivere bene dove celebrare il moderno rito del tempo libero o il culto dell’intrattenimento per lunghe vacanze al sole alla ricerca della tintarella, o sui pendii per rafforzare il fisico. Qui poi non mancano occasioni per la cultura, che abbonda, per esempio, in uno dei tanti piccoli teatri storici di cui le Marche sono ricche come quello del borgo di Corninaldo, paese natale di Santa Maria Goretti. Ma anche paese detto «dei matti» per le tante leggende che gli abitanti sanno raccontare su un particolare cannone di legno o sul pozzo della polenta. Come pure interessante per conoscere il folklore è partecipare alle tante rievocazioni storiche come il palio di Fabriano, paese della carta, dove le 4 squadre delle contrade del borgo si affrontano in una corsa contro il tempo per forgiare una chiave che per prima sblocchi il lucchetto con lo stendardo del proprio rione. Mille i luoghi dove potersi fermare. Tra essi i ristoranti e le enoteche per sorseggiare una delle tante etichette di vino Dop o Igt come il Lacrima di Morro d’Alba, il Rosso Conero o la Pergola. Ma soprattutto non bisogna perdere l’occasione, se ci si trova nelle Marche, per bere il principe dei vini di questa regione: il Verdicchio dei colli di Jesi. Quella qualità di vino che la Provincia di Ancona, assieme all’Istituto marchigiano di tutela dei vini, ha inteso promuovere nel mercato dell’extralusso portando una serie di bottiglie ad invecchiare all’interno delle grotte di Frasassi. Un posto da grande valore simbolico, una cantina straordinaria, con una temperatura costante a 14 gradi sia in estate che in inverno. Ma si vuole mettere l'atto esclusivo di bere un calice di Verdicchio dopo che è stato un anno a «maturare» dentro uno degli anfratti delle grotte di Frasassi? Nell’infinito delle Marche (che restano la terra natale di Leopardi) c'è da perdersi...

( Fonte: www.gazzettadiparma.it)

Autore: Davide Montanari

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