Le vie del traminer in Alto Adige

Da Termeno a Bressanone, tra castelli e abbazie, i vigneti da cui nasce uno dei vini più famosi del mondo. Lo rivendicano però anche Alsazia e valle del Reno.

Sergio Miravalle

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Il Gewürztraminer era il vino dei brindisi alle feste dell’impero austroungarico. Alla corte degli Asburgo accompagnava le note del Bel Danubio blu di Strauss e il sorriso della principessa Sissi. Anche Goethe non mancò di citarlo tra i vini che ne favorivano l’ispirazione letteraria. Icone di un passato, con tocco nostalgico, che oggi a Termeno vanno in dissolvenza facendo emergere la moderna tecnica enologica dei viticoltori nel trattare le uve di traminer aromatico e la loro generale attenzione per l’ambiente, un comun denominatore in tutti i 5300 ettari della viticoltura altoatesina. 

 

Questo angolo di Sudtirol o di Alto Adige ospita fino a domenica il 9° Simposio internazionale del Gewürztraminer, un confronto tra esperti e produttori, aperto ai wine lovers. Degustazioni e incontri che non dissiperanno l’atavico quesito. Qual è la patria di questo vitigno a bacca rosata in grado di far nascere uno dei vini bianchi più aromatici e suadenti del mondo? 

 

A Termeno, tra i 290 soci della cantina Tramin non hanno dubbi. La culla è la loro, sui declivi della bassa Atesina, a due passi dal lago di Caldaro che mitiga il clima e consente la maturazione tardiva dei grappoli. Ma c’è chi invece indica l’Alsazia e la valle del Reno come zona d’elezione. Altri vorrebbero dare al Gewürztraminer un’origine nettamente più tedesca o austriaca. Più di recente il vitigno ha iniziato ad essere coltivato con successo anche negli Stati Uniti e in Sud Africa. Se ne avrà la riprova dal confronto in programma oggi pomeriggio al Castello Rechtenthal di Termeno dove i sommelier Andrea Gori e Armin Kobler guideranno la degustazione intitolata «Giro del mondo con i Gewürztraminer».  

 

Il nome del vitigno non dovrebbe prestarsi a dubbi dal momento che in tedesco Gewürztraminer significa «vino speziato di Termeno, ma poi si scopre che le viti sono state portate in giro per il mondo sotto vari nomi. Ecco spiegata la parentela con vitigni come i Clevener, Roter Nürberger, della Repubblica Ceca, il Formentin Rouge (Ungheria), il Mala Dinka (Bulgaria), il Runziva (Croazia).  

 

A Termeno comunque non si scoraggiano, anzi, traggono da questi confronti la forza del loro primato storico. Il modo giusto e più comodo per visitare cantine e vigneti è percorrere la più antica e collaudata delle Strada del vini (Weinstrasse) dell’Alto Adige. Un percorso a croce che partendo dalla valle dell’Adige risale fino a Bolzano. 

Partiamo dunque da Termeno per questa navigazione tra vigne e frutteti che può essere compiuta in auto (una settantina di chilometri in tutto risalendo fino a oltre Merano e Bressanone e non dimenticando Santa Maddalena sopra Bolzano) o meglio ancora in bicicletta visto che non mancano piste e sentieri bel segnalati e i dislivelli sono accessibili. Il punto più a Sud è a Salorno e si costeggia l’Adige su entrambe le sponde. Termeno è a 276 metri di altitudine dominata dal poderoso campanile gotico della chiesa dei santi Giulitta e Quirico che svetta a 86 metri e si vede da tutto l’Oltradige. Notevoli le presenze architettoniche di origine medioevale e rinascimentale, tra le quali spicca il complesso Grafestein-Lagenmantel con loggia affrescata nel 1547. Da non perdere un altro ciclo di affreschi del XIV secolo nella chiesa di San Valentino accanto al cimitero e soprattutto quelli custoditi nella chiesetta romanica di di San Giacomo in Castelaz, su un’altura sopra il paese tra le vigne. L’abside presenta una serie di affreschi ducenteschi con la famosa visione dei vizi capitali raffigurati in forma di mostri metà uomini e metà bestie, in lotta tra loro. 

 

Alla cantina Tramin (tel. 0471 860126) hanno investito sull’immagine chiedendo all’architetto Werner Tscholl di disegnare una casa del vino. Ne è nata una struttura che pare fatta di grandi rami verdi intrecciati per custodire una spettacolare sala di degustazione sui vigneti. Qui durante il Simposio sarà presentato il 2012 del Gewürztraminer riserva Nussbaumer, il cru più famoso della zona. In centro paese ecco l’enoteca e wine bar Hofstätter in piazza Municipio (tel. 0471 860161). È uno dei marchi storici dell’Alto Adige. Altra visita polisensoriale alla cantina di Elena Walch, nome di punta dell’enologia altoatesina, che utilizza un antico monastero dei Gesuiti e ha recentemente attrezzato un suggestivo bistrot tutto vetri acciaio aperto agli enoturisti (tel. 0471 860172).  

 

Si potrà infine salire al Castello di Rechtenthal, per un nuovo incontro con i Gewürztraminer in versione passita, frutto delle vendemmie tardive. Un vino amabile e dolce, leggermente ambrato che nei ristoranti della zona servono a fine pasto con le torte di mele. E scoprirete che aveva ragione Goëthe.  

Fonte: www.lastampa.it

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