" Lungo il Danubio trionfa la musica" di Elena Formica

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1284628046655_0.JPGC'era una volta - e c'è ancora - il bel Danubio blu, che prima di volteggiare a Vienna a ritmo di valzer s'attarda a occidente fra castelli, città e campagne della Niederösterreich (Bassa Austria). Nel cuore della regione, dove villaggi e fattorie sono gettati come dadi su un tappeto verde di vigne e frutteti, sorge il Castello di Grafenegg che sembra rubato a una fiaba. Guglie, torri e scalinate si direbbero perfette per la fuga di mezzanotte della bella Cenerentola; la nobile magione, di proprietà della famiglia Metternich-Sándor, è dolcemente assediata da un parco che profuma di fiori, di prati e di musica. Grafenegg, infatti, ospita una programmazione musicale di assoluto prestigio internazionale con solisti, direttori e orchestre al top della borsa valori mondiale. Il Musik Festival di Grafenegg è un "must" per gli amanti del grande repertorio sinfonico e cameristico: giunto quest’anno alla quarta edizione, il festival è frutto di una solida partnership tra pubblico e privato che coinvolge la regione della Bassa Austria e la proprietà del Castello, rappresentata con asburgico pragmatismo da Tassilo Metternich-Sándor, un distinto signore di 45 anni che, malgrado un tasso del cento per cento di sangue blu nelle vene, rifiuta tassativamente di essere chiamato principe, « perché in Austria - spiega - la nobiltà non ha corso legale». In compenso, la galleria degli antenati è ben fornita, il castello è stato interamente restaurato con fondi pubblici (dopo le razzie dei russi che avevano amministrato la regione all’inizio del secondo Dopoguerra) ed è aperto al pubblico da aprile a ottobre.

I finanziamenti statali per il restauro - come sottolinea puntualmente Metternich-Sándor - sono stati erogati solo a patto che l’edificio non venisse abitato dai proprietari, ma fosse messo a totale disposizione del turismo culturale. Questa è l’Austria, signori: niente sprechi. Nell’ambito dell’offerta musicale, decisivo è l’apporto dei Tonkünstler, l’orchestra residente a Grafenegg, attiva in tutta la Niederösterreich e al Musikverein di Vienna. Sotto la direzione artistica del famoso pianista austriaco Rudolf Buchbinder e la sovrintendenza di un giovane grintoso, Johannes Neubert, che è così in gamba da essere stato nominato "general manager" dei Wiener Symphoniker, il Festival di Grafenegg propone appuntamenti musicali di eccezionale caratura artistica con direttori del calibro di Mehta, Gergiev, Harnoncourt, Nagano, Fischer, Davis e con complessi prestigiosi, "in primis" i Wiener Philharmoniker. La Wolkenturm, un avveniristico teatro-scultura eretto "en plein air" nel parco del Castello, e un Auditorium al coperto dall’acustica sorprendente sono le strutture che, realizzate a tempo di record, consentono oggi a Grafenegg di competere con i festival più blasonati d’Europa e di esercitare uno straordinario "appeal" su musicofili e turisti in cerca di weekend "a tutto gusto": oltre ai concerti, infatti, anche l’ottima gastronomia della zona, gli eccellenti vini della Wachau (ossia la valle del Danubio da Melk a Krems) e la bellezza del paesaggio fluviale intonano quella "sinfonia di emozioni" che può essere considerata slogan dell’elegante kermesse austriaca. Stese su pianure e colline che sembrano dipinte ad acquerello, ondeggiano fin sulle rive del Danubio le generose vigne da cui nascono vini di qualità come il Grüner Veltliner e il Riesling della soleggiata Wachau. Ovunque, nei silenziosi villaggi di case basse che punteggiano la campagna, sorgono cantine grandi e piccine dove degustare i nettari di una terra serena; ospitalità e gastronomia sono raffinate e genuine a un tempo in quest’Austria a soli 50 chilometri da Vienna che ha saputo mantenere un’inconfondibile atmosfera di tranquillità, quasi di grazia. Così, girovagando tra borghi fortificati come Dürnstein dove Leopoldo V imprigionò Riccardo Cuor di Leone, pedalando lungo le piste ciclabili che costeggiano il Danubio e ammirando i tesori architettonici della splendida città di Krems, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 2000 insieme alla Wachau e alle abbazie di Melk e Göttweig, ci si accorge che l’«Austria Felix» esiste ancora ed è proprio qui. ( Fonte: www.gazzettadiparma.it)

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