Medjugorje: il sacro ti fa bella

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/10/03/Societa/Foto/TNX-854-shutterstock_128453687.jpgLa città bosniaca, il cui nome significa “territorio tra due monti", in sé non offre nulla di particolare. Eppure regala esperienze fuori dal comune.
Arianna Curcio (nexta)

Turismo religioso, curiosità, semplice visita. Gran parte dei viaggiatori verso la Bosnia-Erzegovina si concentra a Medjugorje, una cittadina di appena 4mila abitanti che si trova nel sud est, a circa 25 chilometri da Mostar.

MEDJUGORIE E I SEGRETI DELLE APPARIZIONI: LE FOTO

Il paese è diventato famoso dal 1981 per una serie di visioni mariane che si ripetono ancora oggi. Nonostante le apparizioni della Madonna non siano state ancora ricosciute ufficialmente dalla Chiesa cattolica, e quindi il pellegrinaggio ufficiale non sia al momento ammesso, il Santuario della Regina della Pace di Medjugorje ha attirato e attira milioni di pellegrini e viaggiatori da tutto il mondo. Su questo "fenomeno" si è acceso un grosso dibattito dentro e fuori dalla Chiesa.

Diversamente dalla maggior parte delle apparizioni mariane nella storia, che ebbero una durata limitata nel tempo, le visioni di Medjugorje continuano a manifestarsi regolarmente ancora oggi a distanza di trentadue anni. Nessuno dei veggenti inoltre, è entrato a far parte di un ordine religioso, e molti di loro si sono sposati e hanno avuto figli, contrariamente ai testimoni di apparizioni di altri santuari mariani, come quelli di Fatima o di Lourdes.

Medjugorje, il cui nome significa “territorio tra due monti", in sé non offre nulla particolare. Terra di guerra e dolori, ancora oggi ne porta i segni tangibili sulle colline rocciose, sui brutti edifici decadenti, ma ancor più sulle vite di chi lì è nato e cresciuto. Medjugorje, dunque, non vanta splendidi paesaggi e architetture; in questo risiede la sua straordinarietà.

La vera colonna della cittadina è l’uomo. Uomini e donne che portano con sé tutto il loro bagaglio umano, dai più giovani ai più anziani, dai più sofferenti ai più gioiosi. I luoghi di visita si concentrano in particolare su alcuni siti: la chiesa di San Giacomo, gestita dai Padri Francescani e la montagna. La montagna garantisce belle escursioni durante le quali turisti e pellegrini possono esplorare il paesaggio locale e godere di un'incredibile aria salutare.

La Collina delle Apparizioni rimane tuttavia la maggiore attrazione della località: questo è il luogo delle prime visione mariane del giugno 1981, con la croce che oggi segna la posizione esatta in cui apparve la Madonna.

Presso il Santuario delle Regina della Pace a partire dalle 7,30 del mattino – e per l’intera giornata - vengono celebrate le messe in varie lingue (la prima messa è sempre in lingua croata). Un altro sito meta di pellegrinaggio a Medjugorje è il monte Krizevac. Sul monte ci sono quattordici stazioni della croce per i pellegrini che vogliano fare la via crucis fin sopra la vetta della montagna. Il percorso è roccioso, difficile, faticoso. Ma molti pellegrini scelgono di salire a piedi nudi.

Da non perdere la visita alle Cascate di Kravice, raccomandate in particolare agli appassionati di pesca e nuoto. Piacevole anche il ristorante vicino alla cascata dove si può godere di un bel panorama, una buona cucina a prezzi modici e un ambiente tranquillo. Visitata da fedeli, soprattutto giovani, che amano festeggiare e celebrare con allegria le apparizioni, Medjugorje ha visto la nascita di gruppi e comunità interessate alla sua storia, comunità di fede cattolica ma anche laiche, e anche di comunità virtuali come quelle su Facebook.

Medjugorje, così come la maggior parte della Bosnia-Erzegovina, ha un clima mediterraneo. Il che significa che le estati sono umide, mentre gli inverni sono piuttosto miti. Il villaggio si trova tra le montagne dell’Erzegovina, dove spira spesso la bora (il vento che arriva dal mar Adriatico).

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Il cibo bosniaco può essere ricco ma non necessariamente calorico. Spesso vengono utilizzati ingredienti freschi e alimenti integrali locali. Per la colazione si usa mettere sulla tavola uova strapazzate e pane con marmellata, burro e miele. Da bere: un caffè forte o un tè nero. Ma la vera caratteristica della colazione è il formaggio a pasta molle bianca realizzato ancora secondo le antiche tradizioni della campagna bosniaca. Il pranzo è in genere il pasto più importante, e patate e carne vengono sempre servite in abbondanza. Da provare il bosanski lonac, un piatto di arrosto di carne e verdure, o il japrak, composto da involtini di cavolo con ripieno salato di carne. Ottima anche la trota, specialità di Mostar.
La cena consiste in un semplice spuntino di dolci bosniaci. Tradizionale in tutta quest’area geografica – e tipico delle cucine arabe - è la baklava, un dessert fatto con frutta secca e miele. Da bere il vino di produzione locale. O la rakija: un superalcolico simile al brandy, disponibile in molti gusti alla frutta, come prugna e uva.

Fonte: www.lastampa.it

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