Milano: 'Brera incontra il Puškin. Collezionismo russo tra Renoir e Matisse' alla Pinacoteca

http://www.mentelocale.it/img_contenuti/collaboratori/grandi/gaugain.jpgNe Le rovine di Milano (Feltrinelli, 2011, pagg 96, 9 Eu) Giovanni Agosti, docente di storia dell'arte moderna all'Università Statale di Milano, racconta La favola di Brera. Una favola senza lieto fine, dove la protagonista si ostina a proporre mostre che, per mancanza di spazi, macchiano di disonore l'istituzione artistica più importante del capoluogo lombardo.

Ma la pinacoteca ci riprova fino al 5 febbraio 2012, con la mostra Brera incontra il Puškin. Collezionismo russo tra Renoir e Matisse. Il professore della Statale può rimpiangere di non avere fatto imparare alcuna morale. L'esposizione si trova, infatti, in spazi angusti e pennellati di un blu che modifica la percezione dei bellissimi colori dei quadri esposti.

Un peccato, anche perché quelli in mostra sono capolavori, per la maggior parte mai visti prima a Milano, dove difficilmente torneranno. La loro sede espositiva è, infatti, il Museo Puškin di Mosca, lasciato solo grazie ad un'assicurazione record delle opere, che supera il miliardo di dollari.

Tutte opere acquistate da «un russo che non contratta» e da «un uomo di bassa statura, palliduccio, con una gran testa e un volto simile a quello di un maiale». Si tratta dei collezionisti Šèukin e Morozov che, in anni diversi, divennero i migliori clienti delle più importanti gallerie di Parigi, come Druet, Durand-Ruel, Kahnweiler, Vollard.

Un collezionismo importante perché non dettato dall'affare, ma dalla passione che li spingeva ad acquistare quadri di artisti che non interessavano né agli esperti né i musei.

Come Henri Matisse, colpevole di avere rinunciato al modellato, alla prospettiva, alle luci e alle ombre. In Pesci rossi, la prospettiva inversa ribalta verso lo spettatore i piani che dovrebbero essere in alto. E quel rosso, eccessivamente acceso, non è mimetico, ma evocativo.

Compare anche l'altro ribelle dell'arte, Pablo Picasso. Il Ritratto di Ambroise Vollard, il mercante cui si deve la definizione «un russo che non contratta», è già tutto cubisticamente scomposto, mentre la sua Regina Isabeau indossa una maschera africana, che testimonia un interesse per l'arte negra, ai tempi diffuso tra gli artisti incantati dalla magia del primitivismo. L'arte negra si mescola a quella bretone che aveva conquistato altri contemporanei.

Paul Gaugain su tutti, in mostra presente con due tele. Ehaiha Ohipa – Non lavorare ha antenati antichi: nell'uomo è riconoscibile il Dioniso che orna il fregio del teatro intitolato al dio. Scena modernissima è invece quella proposta da Aha Oe Feii - Come? Sei gelosa?, dove una coppia di sorelle 'nudiste' si asciugano al sole.

In mostra compaiono anche i grandi nomi dell'impressionismo, cui il nostro occhio è ormai abituato. E quanta preveggenza ebbero i due collezionisti nel comprare straordinari e puramente geometrici Cézanne, la livida Ronda dei carcerati di Vincent Van Gogh, o il naif mondo sospeso della Veduta del ponte di Sèvres di Henri Rousseau?

E vissero tutti felici e contenti? Non proprio. Brera non incontrerà Puškin nei festivi, a causa di un accordo con Mondo mostre, società privata coproduttrice della rassegna, che non intende pagare gli straordinari ai custodi "colpevoli" di avere già sforato il numero massimo di giorni festivi di lavoro previsti dal Ministero dei Beni Culturali.
La questione è spinosa, da un lato i lavoratori non vogliono lavorare gratis la domenica e in occasione delle feste comandate, dall'altro i visitatori rischiano di non poter visitare la mostra nei giorni extraferiali, quelli in cui - di solito - c'è maggior afflusso.( Fonte: www.mentelocale.it)
Autore: Laura Cusmà Piccione
Per saperne di più.
Brera incontra il Puškin. Collezionismo russo tra Renoir e Matisse
Pinacoteca di Brera, via Brera 28
Milano - MI
www.brera.benicultural...
Orari d'apertura: dal martedì al sabato, dalle ore 8.30 alle 19.15; chiuso lunedì e festivi; Note: ingresso Pinacoteca + mostra 12 Eu, la mostra sarà visitabile fino al 5 febbraio 2012.

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