Mostar ponte tra Europa e Oriente

http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/ponte-di-mostar-stari-most-620x411.jpgIn Italia l’immaginario collettivo associa  la Bosnia-Erzegovina a due immagini, comunque la si pensi, a tinte forti: il disastroso assedio della capitale  Sarajevo e il pellegrinaggio dei fedeli per venerare la Madonna di Medjugorije. Ma questo impedisce di immaginare  le atmosfere orientali e le meraviglie che può regalare una città dal fascino antico come Mostar. La città fu fondata dai turchi nel XV° secolo e divenne rapidamente il principale centro mercantile e amministrativo dell’Erzegovina, centralità ed importanza che mantiene tuttora fregiandosi del titolo di   “capitale non ufficiale” della regione.
Il simbolo e l’essenza di Mostar è il ponte vecchio (Stari Most in bosanski), così intrinsecamente legato alla città da originarne il nome: mostar, infatti, è la città dei mostari, custodi e protettori del ponte. Dichiarato da moltissimi anni come patrimonio mondiale dell’umanità, fu distrutto da un mortaio erzegovese il 9 novembre 2003 in quanto emblema dell’unione tra le diverse confessioni religiose della città e della regione e ricostruito, grazie ai fondi Unesco,nel 2004. Questa meraviglia dell’architettura ottomana unisce il quartiere cattolico e quello musulmano (Kujudziluk), antico e pittoresco caravanserraglio di  stoffe, pitture e mercanzie d’oriente. Proprio nella sua sponda occidentale, infatti, sorge il quartiere Kujundziluk,non semplicemente il quartiere turco, ma vero e proprio mercato e bazar della città. Passeggiare per l’acciottolata e stretta via pedonale fa assaporare il gusto dei colori, odori e luci di quella che, senza sensazionalismi, è una vera porta d’oriente in terra europea.
Nella medesima area, vicino al ponte vecchio si possono trovare due luoghi molto interessanti dal punto di vista storico e artistico: la principale moschea cittadina e la casa-museo ottomana.La moschea Koski Mehmed Pascia, costruita nel 1618 sulla sponda occidentale del fiume Nevetna, è la più importante e artisticamente interessante di tutta la città. Si entra da un portale sul lato del quartiere  Kujundziluk e, appena varcata la soglia, appare, in tutto il suo splendore, la tradizionale fontana delle abluzioni rituali, giunta a noi nella sua forma originale. Se non si soffre di vertigini si può proseguire la visita salendo sino in cima al minareto e godere dello spettacolo, sopratutto con la luce del tramonto, del fiume e della città vecchia.
Poco distante, sempre sulla riva sinistra, si trova la casa Muslibegovica. Costruita più di 300 anni fa è indubbiamente uno degli più belli e meglio conservati esempi di architettura ottomana in tutta la regione dei Balcani. Mantenuta nella sua struttura originaria, è possibile ammirare la cura con cui sono suddivisi i due ambienti della casa, la parte abitata dagli uomini da quella delle donne. Si attraversa nuovamente lo Stari Most per dirigirersi verso la sponda destra e scoprire, a poche centinaia di metri, la Kriva Cuprija. Il ponte storto, questo significa il nome, è un piccolo e grazioso manufatto di pietra che una leggenda popolare vuole essere stato costruito come modellino da utilizzare durante la ricostruzione del ponte vecchio. Storie secolari e sapori da cogliere a Mostar, porta d’oriente dei Balcani.
Testo e foto: Gianni Branca
Fonte: http://www.latitudeslife.com/2012/09/mostar-ponte-tra-europa-e-oriente/

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