Natale a San Cristóbal de las Casas

http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/c/h/chiapas-san-cristobal-de-las-casas_303557_407x229.jpgElegante esempio di architettura della Conquista e fulcro del sincretismo tra la tradizione cattolica e quella delle etnie indigene del Chiapas, San Cristóbal de las Casas è un luogo ideale per celebrare il Natale. Come in tutto il Messico i festeggiamenti iniziano a metà dicembre: una casa di ciascun villaggio o quartiere viene adibita a 'stalla' per accogliere i viandanti Giuseppe e Maria; e i bambini vestiti con abiti tradizionali passano di casa in casa e, con le candele accese, intonano canzoni natalizie. A San Cristóbal la notte di Natale le famiglie si riuniscono attorno a tavole imbandite con le più ricche libagioni. Fin dal tramonto nelle strade scoppiettano petardi e fischioni e a mezzanotte scoppia un delirio pirotecnico con fuochi artificiali accompagnati da botti e urla di gioia.
San Cristóbal è il fulcro economico, culturale e politico della regione di Los Altos de Chiapas. Il tratto di Cordillera che collega il Messico al Guatemala. Fondata nel 1528 da Diego de Mazariegos, è formata da una griglia di strade attorno al Parque Central. Una città con le vie bordate di colorate case coloniali. L’orizzonte chiuso dalle creste boscose della Cordillera. Le piazze dominate da chiese barocche. Molte antiche dimore trasformate in posadas con patio ornati da giardini. E due templi, dedicati a San Cristóbal e alla Virgen de Guadalupe, che dominano il centro da opposte colline. San Cristóbal è 70.000 ladinos (meticci eredi di amori e violenze tra spagnoli e donne indie) tentano di rapportarsi con 200.000 indios di lingua maya, tzetzal e tzotzil. Negli anni Novanta i villaggi dei dintorni sono stati il cuore della rivolta zapatista.
Il centro storico è abitato soprattutto da ladinos. I Maya li si trova invece nei mercati. A vendere coperte, abiti e manufatti artigianali in argento, legno e cuoio sulle bancarelle che assediano la chiesa di Santo Domingo. O nell’immenso, brulicante mercato alimentare, dove i venditori di peperoncini, papaie, erbe, verdure, fagioli secchi, polli e farina convivono col profumo di pannocchie arrostite e carne soffritta nei sughi piccanti dei comedores.
Chi è interessato alla cultura indigena visita il Museo Na-Bolom: illustra con oggetti, foto e filmati gli studi condotti dall’etnologo danese Frans Blom sui Lacandones. Un’etnia di ceppo maya che abita nell’omonima selva del Chiapas sud-orientale, tra San Cristóbal e Palenque. Cacciatori raccoglitori non cristianizzati che vivono in simbiosi con la foresta e rifuggono valori e stile di vita occidentali.
Per incontrare gli indios Chamula si prende invece un taxi colectivo per la vicina San Juan. Nella piazza gli uomini giocano a carte e le donne vendono frutta e verdura. Nella chiesa di San Juan il rito cattolico si coniuga con globalizzazione e magia indigena. É il territorio dei curanderos. Un uomo passa la mano sulle candele accese, poi tocca i corpi delle persone che lo circondano. Afferra una bottiglia di Coca-Cola e la benedice tra le fiammelle prima di farla bere ai suoi adepti. Diverse etnie del Chiapas credono che ruttare espella i mali dal corpo e individuano i tumultuosi effetti gastrici della Coca-Cola come una panacea. Il pavimento della chiesa è cosparso di paglia, su cui intere famiglie si accampano attorno a migliaia di ceri che illuminano volti e grandi occhi di donne e bambini maya. Candele accese sul lastricato e su tavoli posti di fronte a statue di santi che reggono specchi in cui i fedeli vedono rifranta la loro immagine. Alcuni partecipano ai riti sciamanici. Molti pregano inginocchiati sulla pietra. I visitatori possono entrare, ma due guardiani armati di bastone fanno rispettare il divieto di fotografare. Perché i Chamula credono che la foto rubi loro lo spirito.
Informazioni utili. Plaza Santo Domingo (www.hotelsantodomingoplaza.com): posada coloniale davanti al mercato indigeno con doppie con bagno a 450 pesos (27 euro) con prima colazione. Stesso stile ma più lussuoso e defilato alla Posada Diego de Mazariegos (www.diegodemazariegos.com): doppia a 1000 pesos (60 euro). Informazioni a www.turismochiapas.gob.mx.
Fonte: www.lastampa.it

Autore: marco Moretti

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