" Nel Porto delle Rose fiorisce anche il sale " di Dario Bragaglia

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http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/p/o/portorose-saline_132593_407x304.jpgE’ una giornata tranquilla al centro del Golfo di Sicciole, estremo tratto meridionale della costa slovena. Una leggera brezza increspa appena le acque, la bora è passata ma la temperatura del mare a inizio maggio non supera i 13 gradi. Irena Fonda, biologa e discendente di una delle più antiche famiglie di Pirano, alleva branzini assieme al fratello Lean. Una piccola azienda, nata quasi per sfida pochi anni fa con l’idea di produrre pesci d’allevamento di alta qualità. Non si usano infatti sostanze chimiche per impedire la crescita di infestanti e alghe. I branzini ringraziano perché non vengono a contatto con sostanze dannose, ma il risvolto della medaglia, in termini di costi, è la frequente necessità di sostituire e pulire le reti. «Credo si debbano assicurare agli animali di allevamento, anche ai pesci, le migliori condizioni di vita possibili» aggiunge Irena. Con la barca ci spostiamo fra una gabbia e l’altra: in una ci sono gli avannotti appena arrivati dalla Bretagna, in altre pesci a vari livelli di crescita, nell’ultima branzini che hanno sette anni di vita. «Questa è la mia selezione - scherza Irena - li pesco con l’amo uno ad uno e li invio su richiesta ai ristoratori di fiducia».

 

La raccomandazione di Irena è quella di provare il «Piranski Brancin», il branzino di Pirano al sale. E non potrebbe essere altrimenti, perché quest' ultimo angolo di costa slovena, accanto al confine croato, offre un luogo unico nel suo genere. Ripercorrendo all’indietro la stradina che costeggia il Canale San Bortolo ci si ritrova in pochi minuti all’ingresso del Parco naturale delle Saline di Sicciole. Si posteggia l'auto e ci si incammina a piedi o in bici fra le saline, circondati dalle vasche di evaporazione dove cristallizza il sale. Canali, argini e piccole chiuse in legno caratterizza-no un paesaggio punteggiato dalle rovine delle antiche casette dei salinai, che un tempo vivevano qui da fine aprile ad agosto.

 

Le Saline di Sicciole sono gli impianti in produzione più a nord del Mediterraneo dove si continua a fare il sale con lo stesso metodo usato fin dal XIV secolo. La particolare tecnica di coltivazione è quella della «petola», un sedimento naturale preparato dai salinai che evita la commistione fa sale e fango e gli conferisce una specifica ricchezza in microelementi e minerali. Sulla superficie delle vasche, con una speciale spatola, si raccoglie il prezioso«fior di sale» adatto su insalate, carpacci, pesce. Si abbina anche con il cioccolato, come fanno i pasticcieri del Café Central a Portorose. Qui, a non più di 5 chilometri dalle saline, entriamo in un altro mondo. Alberghi, casinò, locali per ogni tipo di divertimento, spiagge e un bellissimo lungomare. Ma anche un grande e attrezzato centro termale e wellness (www.lifeclass. net), dove è possibile effettuare ogni tipo di trattamenti, da quelli ayurvedici a quelli thailandesi. Per la talassoterapia si fa uso del fango delle saline e dell'acqua madre di Sicciole, due sottoprodotti che si ricavano dal ciclo di lavorazione del sale. A Portorose non si sono inventati nulla, perché secoli prima i monaci benedettini avevano scoperto le proprietà salutari delle saline. Nel 1910, quando la costa istriana faceva parte dell’Impero Asburgico, arrivavano già migliaia di ospiti e venne costruito l'Hotel Palace, oggi splendidamente restaurato e simbolo dell'atmosfera cosmopolita del «porto delle rose».

 

Se Portorose è l’anima turistica e mondana dei 47 chilometri di litorale sloveno, Pirano, che il 7 e l’8 maggio ospita la Festa dei Salinai, è quella aristocratica e culturale. Piazza Tartini riassume 500 anni di presenza veneziana con al centro la statua dedicata al celebre violinista, nato qui nel 1692. Ci si può perdere fra le viuzze solitarie del centro storico che occupa la parte terminale di una stretta penisola protesa nell'Adriatico. Un vero gioiello che si può ammirare meglio dal sagrato della chiesa di San Giorgio. La costa slovena corre a nord verso Isola, porto peschereccio e centro turistico, fino a Capodistria, animato capoluogo dell'Istria slovena. L'itinerario principale parte da Piazza Preseren, impreziosita dalla fontana secentesca dei Da Ponte, e segue tutta la Callegaria, l’antica via dei calzolai, ricca di botteghe d'arte, commerci e artigiani. In alto, piazza Tito è un altro perfetto esempio di urbanistica veneziana, con il Duomo, la Loggia e il Palazzo Pretorio.

( Fonte: www.lastampa.it)

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