" Normandia e Bretagna: perle rare" di Marco Masetti

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http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1352912712310_0.jpgInfilare una collana di perle del viaggio, gustare ostriche appena colte e pernottare nell’alcova di uno storico castello:   un viaggio da nababbi?  No .Un semplice pulmino a nove posti ed uguale compagnia di amici, è stata la cornice ideale per attraversare Normandia e Bretagna, cogliendo il meglio che queste regioni possono offrire. E le perle citate, seguendo la costa Nord della Francia, da Est verso Ovest? Eccole.
Ètretat, sul Canale della Manica, incanta per le sue falesie naturali di gesso a picco sul mare, che includono in un famoso arco naturale candide spiagge ghiaiose. Poco distante Honfleur; un dedalo di viuzze, fra case strette le une alle altre, costruite in ardesia, a racchiudere un incantevole porticciolo, dai toni caldi al tramonto, dove gustare «moules» a volontà. Poi, come tralasciare in Normandia il tratto di costa famoso per lo sbarco nella seconda guerra mondiale? Ecco allora Arromanches, punto di partenza della lenta liberazione dell’Europa, per ammirare quello che resta delle enormi piattaforme galleggianti che hanno permesso lo sbarco di migliaia di mezzi pesanti e di soldati. Poco ad ovest, Colleville-sur-Mer, con la spiaggia di Omaha, tristemente nota per il primo sbarco, che è costato la vita a quasi diecimila soldati americani, sepolti sotto semplici croci bianche nel toccante cimitero americano. 
Granville, il luogo della più alta marea d’Europa, circondata dalle mura a strapiombo sul mare, con le case di granito della «vieille ville», è l’ultimo luogo toccato prima di tuffarci in un mondo da fiaba. Già, perché ogni fiaba ha il suo castello e noi, il castello lo abbiamo trovato a Notre Dame du Guildo, le «Château du Val D’arguenon». Il primo incontro è con la castellana, madame Armelle de la Blanchardière, una signora dal fascino naturale, madre di sette figli, seppur molto giovanile, che ci ha accolti con la spontaneità ed il piacere di chi vede, in chi arriva, non solo il turista, ma un ospite col quale intrattenersi. Unitamente al marito Olivier ed a qualche aiuto esterno, gestisce stupendamente la proprietà. Perché le «Château du Val D’arguenon», non è solo un castello, ma una tenuta dagli splendidi prati perfettamente tosati, siepi, aiuole alberi secolari, in un parco con statue e panchine, che, dolcemente scende, giunge fino a lambire le acque di una rientranza del mare, disponendo, quindi, anche di spiaggia privata.  Le camere d’atmosfera con letti regali e vista sul parco; i grandi bagni con ogni comfort; la maestosa sala delle colazioni, perfino con torte e confetture fatte dalla proprietaria; la sala degli svaghi, con ampio camino e comode poltrone per immergersi nella lettura o giocare a scacchi, dama, biliardo. Per i più dinamici, biciclette e campo da tennis. Unico motivo per allontanarsi è consumare i pasti, ma a soli pochi passi, al di là di un ponte, che mostra la solita fila di barche appoggiate sulle proprie murate durante la bassa marea, due trattorie offrono a prezzi contenuti tutto il meglio del posto, fino alle ostriche e alle immancabili cozze, per gli amanti del mare. I più esigenti, alla ricerca dell’alta gastronomia, devono percorrere una decina di chilometri. Tutto prenotabile dal castello. 
Sempre nei dintorni anche campi da golf. I prezzi di vivere al castello? Non maggiori del pernottamento in hotel di fascia intermedia. E soggiornando alcuni giorni, godendo di questi piaceri, si può continuare la visita dei dintorni, anch’essi tutte perle, che ora andiamo a conoscere. Per Le Mont St. Michel, che non ha bisogno di presentazioni, basta fare un piccolo passo indietro verso Est. La sua immagine classica è ben visibile da ogni dove e, con la bassa marea, pare una meteora caduta nel più vasto degli stagni asciutti. Si sale dal ponte levatoio fino all’abbazia che la domina, scoprendo che l’esasperazione turistica ne smorza un po’ il fascino dell’immagine esteriore. A conservare, invece, tutto il suo charme è la vicina Cancale, regno delle ostriche. Il gioco delle maree la rende fantastica, scoprendo e celando l’amplissimo allevamento di ostriche proprio a due passi dal porto. I trattori vi entrano al lavoro e vi rifuggono inseguiti dalle onde. Anche a piedi è possibile entrarvi. Sui bordi, per pochi soldi, alcune bancarelle offrono ostriche allevate o selvagge, freschissime, aperte con maestria da giunoniche donne del luogo. Perché non approfittarne? Sempre dal «Château du Val D’arguenon» si può ora iniziare la visita della Bretagna. Nell’entroterra merita una sosta Dinan, bella cittadina medioevale. Raccolta sopra un altopiano affacciato sul Rance, ha un centro storico che riporta indietro nel tempo, tutta case in legno a graticcio, chiese e belle strade con variopinte calde piazzette. 
Più imponente, sulla costa, è St. Malo, antica città corsara, con le sue splendide mura di cinta, un tempo roccaforte del re di Francia. Notevole il centro storico, che offre ancora numerosi edifici settecenteschi e la Cattedrale di St. Vincent, ma il meglio si coglie passeggiando sulle mura di cinta, osservando spiagge ed isole antistanti, che la marea gioca  a nascondere. Sempre dal castello è raggiungibile Cap Frehel, un promontorio di 70 metri a picco sul mare, dove il vento fa da padrone e da dove si può godere di un panorama fantastico sulle lontane le isole di Brehat e di Jersey, nella Manica. Vale la pena costeggiare la scogliera ricca di fiori. Ormai è tempo d’andare ad Ovest, per chiudere il semicerchio bretone lungo la costa. A Treguier, porticciolo dal caratteristico borgo, si può visitare la gotica Cattedrale di St. Tugdual, ma la vera attrazione vicina è la costa del granito rosa attorno a Plougrescant, dove massi e scogliere si alternano a spiagge in uno strano gioco della natura e la ridente Perros Guirec, col suggestivo e ventoso faro, incastonato in un immenso caos di granito. Ancora avanti e l’imponente viadotto romano annuncia che stiamo attraversando Morlaix per giungere a Quimper, capitale della Cornovaglia, altro consigliabile luogo di sosta e di partenza per perlustrare l’interessantissimo territorio che l’attornia. A Quimper l’atmosfera è da «Hilander», vi respira un’aria rinascimentale, accompagnata da musica celtica, mentre ci si perde nelle viuzze del centro storico, con le sue casette a graticcio perfettamente conservate e la bella cattedrale. I dintorni offrono innumerevoli mete, dobbiamo fare scelte, così decidiamo per la penisola di Crozon, fino a Cap de la Chevre, punta rinomata dalla quale ci si può attendere di più, fino a Pointe de Penhir, che, al contrario, offre emozioni forti, dall’alto di un tavolato di 70 metri, selvaggio ed imponente, a strapiombo sull’Oceano, dove si gode di una vista mozzafiato su una scogliera sempre battuta da un vento struggente.
 Un salto all’interno per ammirare nella piazza di Pleyben, forse il più bel Calvario Bretone, per giungere, poi, in quella di Locronan, vera e propria sorpresa del viaggio. La piazza è d’ineguagliabile bellezza, con edifici cinquecenteschi e secenteschi in pietra che si raggruppano attorno al vecchio pozzo. Tutto è dell’epoca, la chiesa di Saint Ronan con annesso caratteristico cimitero, come gli edifici commerciali, la creperie, la boulangerie, perfino la libreria celtica, tutte in edifici austeri di grande impatto visivo. Di qui, passando per Douarnenez, villaggio della costa, con porto di pescherecci dediti alla pesca delle sardine ed aragoste, si prosegue per un altro degli obiettivi da non perdere, Pointe du Raz, ossia la punta estrema della Cornovaglia, protesa nell’Oceano, per toccare il punto più occidentale. L’immancabile faro che scruta l’immenso orizzonte, su scogliere a strapiombo, arrivandovi al tramonto, si perde nel rosso fuoco, facendo cornice alla piccola isola di Sein. Proseguendo la collezione di perle, raccogliamo le belle immagini dell’isolotto fortificato di Concarneau e, non lontano, il paese dei mugnai di Pont-Aven, altra dolce sorpresa, tutto case e mulini, coro a numerosi artisti, tra cui Gauguin. 
La zona archeologica di Carnac, raggiunge il culmine dell’interesse a Le Menec, dove sfilano come soldati impietriti 1099 menhir disposti in 11 file. A due passi, ancora verso il mare, la naturale Penisola di Quiberon, dalle lunghe spiagge alternate a rilievi rocciosi che delineano la frastagliata Côte Sauvage, un paradiso naturalistico e per gli sport acquatici. Ormai siamo verso la fine, godiamoci ancora una vera chicca, Saint-Goustan o Port de Saint Goustan, vecchia bellissima cittadina con case gioiello in pietra o graticcio, a cornice del piccolo porto. La lasciamo con negli occhi splendide immagini da cartolina, per raggiungere la destinazione finale, Vannes, ricca di fascino e di edifici raffinati. La vecchia e pittoresca città, racchiusa dai bastioni, raggruppa, attorno alla cattedrale, strade storiche con le classiche casa bretoni in graticcio e colori che si fissano nella memoria. Sulla carta geografica il nostro lungo itinerario si disegna come una grande parentesi e come una parentesi, lo chiudiamo, soddisfatti di averlo percorso.
NOTIZIE UTILI
 «Château du Val D’arguenon» è una superba dimora del XVI e XVIII secolo, dal 1800 proprietà della stessa famiglia. Offre cinque camere arredate con mobili d’epoca, con bagni privati. Tutte bellissime, anche se di differente livello e ampiezza, per questo i prezzi variano da 105 a 150 Euro-notte con colazione. Per soggiornare al «Château du Val D’arguenon» Olivier et Armelle de la Blanchardiere – Notre-Dame du Guildo – 22380 Saint-Cast, Tel. 0296410703. E-mail chateau@chateauduval.com - Sito: www.chateauduval.com
Per soggiornare in tanti altri castelli in Francia, consultare «Bienvenue au Chateau» dove si possono trovare indirizzi di Bed & Breakfast in castelli privati e vecchi manieri. Consultare il sito: www.bienvenueauchateau.com. Si può richiedere la pubblicazione all’Associazione, E-mail secretariat@bienvenueauchateau.comTel. 0256524641
Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/viaggi/dettaglio/2/159886/Normandia_e_Bretagna%3A_perle_rare.html
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