" Nova Ponente, la frontiera verde del benessere" di Gabriele Grasselli

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1277275265639_0.JPGIl Latemar e il Catinaccio, cime maestose e leggendarie, fanno da sontuose quinte all’altipiano smaltato di verde. Lo Sciliar e il Corno Bianco sono le altre vette della straordinaria corona rocciosa che cinge la distesa di pascoli, prati puntinati di fiori, boschi silenziosi, corsi d’acqua di cristallo, panorami tersi, aria purissima.

Una cartolina alpina macchiata di chiesette gotiche bianche e raccolte, masi sparsi sui poggi, villaggi ordinati, malghe austere, cavalli tranquilli, mucche pacifiche. E’ qui che spunta Nova Ponente, in Val d’Ega, gioiellino delle Dolomiti meno conosciuto di altre località dell’Alto Adige ma senz'altro in fase di lancio definitivo nelle mappe turistiche per i più esigenti. Superfluo sottolineare che il paradiso dell’escursionista, esperto o meno, si spalanca in questi luoghi, a 1400 metri di altezza, con un ventaglio di opportunità sportive - ma anche artistiche e culturali - sterminato, dal nordic walking al golf, in un inesauribile scrigno naturale che comprende persino un canyon, quello del Geoparc Bletterbach, attrazione imperdibile per chi vuole «sfogliare come un libro» la roccia e le sue stratificazioni geologiche (il sentiero nel bosco che porta alla gola può riservare sorprese botaniche non usuali come la scoperta della «scarpetta di Venere», la più grande orchidea di alta quota, che si apre per due settimane e basta).

Villeggiatura estiva ideale, dunque: chi non è proprio innamorato della montagna si meraviglierà di come abbia fatto finora a non comprenderne il fascino, chi non concepisce la vacanza se non scarpinando o pedalando su e giù per le valli avrà un motivo in più per snobbare il mare. Ma il soggiorno montano, ormai, non significa più soltanto attività a tutti i costi, percorsi impervi, spuntini spartani, fatica sana e bando assoluto ai vizi.

Lo hanno capito per primi gli albergatori della cosiddetta alta gamma che da qualche tempo hanno avviato un programma di ristrutturazioni, ampliamenti, ripensamenti in toto della propria offerta puntando anche su natura e benessere con un «avanti tutta» che ha avuto immediatamente ottimi riscontri. Ecologia applicata al wellness, con competenza e stile e non con approssimazione, è per esempio la missione dell’hotel Pfösl, uno storico albergo di Nova Ponente che dal 1950, anno di costruzione, si è di decennio in decennio trasformato e aggiornato.

Oggi è un punto di riferimento sicuro in materia di relax e ricerca dell’armonia fra corpo, mente e anima, sotto la benefica influenza della flora dolomitica che ha ispirato la filosofia della famiglia Zelger, proprietaria da sempre. Obiettivo: natura e sostenibilità, classe e ospitalità. Esagerano? Provate. L’hotel, che coniuga il design avanzato del vetro alla tradizione alpestre del legno e delle pietre e che sta per ottenere il certificato Clima (sigillo di qualità a garanzia di protezione dell’ambiente e dell’energia), lo scorso maggio ha inaugurato una nuova serie di suite eleganti e soprattutto la Nature Spa, eden per la bellezza e la salute, con annesso centro benessere anche all’aperto.

Non è certamente la solita beauty farm da dépliant spicciolo: al Pfösl l'itinerario, guidato da operatrici professionali al riparo di grandi vetrate a vista sulle Dolomiti (anche questo fa la differenza:  immaginatevelo in inverno), comprende la piscina coperta con acqua salina, la sauna al pino mugo, quella finlandese alle erbe e quella a infrarossi, la cabina di meditazione alle rose, la doccia aromatica, il percorso Kneipp anche all’esterno (completo di sentiero dei sensi, una salutare passeggiata su sabbia, pigne, sassi levigati, pietruzze con arrivo nello stagno naturale), l’oasi di rilassamento su amache o letti acquatici, i massaggi con le campane o i tamponi agli olii, ai balsami, agli estratti (ma non i soliti: qui si parla di arnica, iperico, calendule), la degustazione in accappatoio di thé, succhi e tisane.

 L’atmosfera è «soffice» e luminosa grazie a grappoli di candele, decori vegetali, arredi in abete e nuvole di essenze. Particolare romantico: il bagno nella vasca di legno, a «due piazze», in un padiglioncino riservato sul pizzo dell’altura (coppa di champagne indispensabile). Tutto incluso nel prezzo del soggiorno in quello che è pur sempre un albergo: cura dei dettagli, ampi spazi per i bambini, funzionalità altoatesina quanto a servizi di trasporto e organizzazione di gite e escursioni, alta cucina locale e biologica.

E all’ora di cena va in scena, al di là delle pareti trasparenti che delimitano verande e sale da pranzo, lo spettacolo - autenticamente mozzafiato - dell’«enrosadira», l’incredibile fenomeno naturale che al tramonto colora di rosa, porpora e viola le millenarie rocce dolomitiche, le vere sovrane del territorio. ( Fonte: www.gazzettadiparma.it)

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