" Ogliastra, la Sardegna che non t'aspetti" di Paola Guatelli

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1313164139036_0.jpgC'è la Sardegna di Porto Cervo e dei vip, quella selvaggia con i lunghi chilometri di dune e i candidi gigli di mare, e poi c'è la Sardegna che non t'aspetti: l'Ogliastra, ancora sconosciuta ai più, divenuta da poco provincia, considerata - assolutamente a ragione - uno dei luoghi più belli del mondo. Un paesaggio ancora incontaminato, diviso tra bianche distese di sabbia finissima, acque cristalline, rocce a strapiombo sul mare, boschi secolari, una lussureggiante macchia mediterranea ancora vergine.

Affacciata sulla Costa orientale sul Mar Tirreno, sotto il Golfo di Orosei, l'Ogliastra con i suoi ventitrè Comuni si estende fino alle pendici dei Monti del Gennargentu. In quasi 1854 km², si ritrova ogni aspetto caratteristico che rende unica e affascinante questa isola: natura, storia, tradizioni secolari, cultura e folclore. Non manca niente, e ancora nulla ha tolto (fortunatamente) l'industria turistica che ha iniziato a valorizzare non solo la stupenda costa, ma anche la zona altrettanto bella e sconosciuta dell'entroterra.

Arbatax è sicuramente il comune più conosciuto dell'Ogliastra: un pò grazie alla presenza del porto commerciale e turistico, un po' per il nome accattivante, derivato da una parola araba, che significa «quattordicesima torre», per la torre saracena che domina il lungomare. Arbatax è nata come villaggio di pescatori, molti dei quali provenienti dalla vicina Ponza, e dalla pesca ha ricavato le sue maggiori fortune, grazie ad una notevole varietà di pesci e crostacei. Arbatax sorge sul promontorio di Bellavista, ed è circondata da uno scenario naturale di cale ed insenature che la rendono assolutamente unica ed affascinante. Ad iniziare dalle Rocce Rosse, famose nel mondo per il particolare colore del porfido, la splendida Cala Moresca, nel versante orientale del paese, e proseguendo verso il Telis, la Baia di Portofrailis e San Gemiliano, da dove si possono ammirare colori e scenari diversi, suggestivi ed ammalianti.

Da Arbatax si possono raggiungere (con imbarcazioni che partono direttamente dal porto) alcuni delle spiagge, cale e grotte più belle di tutta l'isola, veri e propri paradisi incontaminati da cui non vorresti mai più ripartire.

Baia di Calamoresca, incastonata tra rocce e scogli dalle sfumature rossastre che si riflettono nell'acqua cristallina; Cala Goloritzè (raggiungibile in barca oppure via terra con un trekking di un'ora dall'altopiano del Golgo) una caletta incontaminata delimitata da un arco naturale, con una spiaggia di sassolini bianchi, fondali turchei considerata «monumento naturale della Sardegna e sito di interesse mondiale da parte dell'Unesco.

E ancora, sempre raggiungibili da Arbatax o Santa Maria Navarrese: Cala Mariolu, chiamata anche «Ispuligidenìe», in sardo pulci di neve, per la forma dei minuscoli sassolini, lisci e bianchi.

Ma le coste dell' Ogliastra riservano altre affascinanti sorprese: le grotte, per esempio, e il «mondo» che le abita.

Come la Grotta del Fico a Baunei, considerata tra le più belle e importanti grotte di tutta la Sardegna. Lo sviluppo della Grotta fino ad ora noto è arrivato a 1800 metri ma alcune parti sono tuttora in fase di esplorazione.

Al suo interno Padre Furreddu, uno dei fondatori della speleologia isolana, studiò per la prima volta la Foca Monaca, vivendo per giorni e notti a stretto contatto con il mammifero.

La grotta si apre a 10 metri dal livello del mare, lungo la straordinaria muraglia calcarea del Golfo di Orosei. ( Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/viaggi/dettaglio/2/99411/Ogliastra_la_Sardegna_che_non_taspetti.html)

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