Omaggio a Lorenzo Lotto. I dipinti dell'Ermitage alle Gallerie dell'Accademia, Venezia

http://www.italica.rai.it/immagini/arte/lotto_lorenzo_dipintiermitage_gallerieaccademia/madonnadellegrazie1542.jpg"Lorenzo Lotto, cui spetta nell'ordine la precedenza, leggendosi la data 1500 in un suo quadro compiuto e nuovo il San Gerolamo del Louvre, quando cioè non era ancora traccia di Giorgione né di Tiziano, è forse tra quegli spiriti il più moderno perché il più contrario ai canoni ancora salienti della poetica figurativa rinascimentale. Il Lotto pensa che le proporzioni non esistano. Pensa che forma, per inquietezza interna, cavilli continuamente secondo un nuovo "animismo" che non involgerà l'uomo soltanto. La luce stessa, per lui, non è più la chiara regola solare, distributrice di ombre previste, di certezze gnomoniche, ma soffio discontinuo, vagante . Se il tempo avesse inteso la carica rivoluzionante c'era in quelle modeste opinioni, il Lotto avrebbe assunto il luogo di pastore d'anime pittoriche e l'arte veneziana (forse non l'arte soltanto) si sarebbe avviata in direzione del Rembrandt e non del Tintoretto. Il mondo purtroppo non ha mai concesso che un artista, pure alludendo con l'arte sua a tutto il circolo spirituale, esprimendo cioè una nuova bellezza che a sua volta suggerisce una nuova ragione e presume una nuova moralità , faccia rivoluzione totale." Così Roberto Longhi rende giustizia al genio di Lorenzo Lotto nel suo Viatico per cinque secoli di pittura veneziana. Sentimenti sfuggenti e intricati, umiltà umanissime e velate di amoroso orgoglio, palpiti della psiche che si attenuano in un'occhiata o in un gesto. Questo ha dato Lorenzo Lotto alla pittura. Eppure, nella formidabile corsa del primo Cinquecento, il pittore veneziano a lungo è rimasto indietro, sorpassato dai vari Giorgione, Tiziano, persino Sebastiano del Piombo. In parte la difficoltà nell'apprezzare e nel decifrare le sue virtù sta nel fatto che di volta in volta Lotto rivela parentele così forti con artisti diversi come Vivarini e Giovanni Bellini, Giorgione e Raffaello, Leonardo, Durer, Grunewald o Bosch, da rendere non chiara l'identità e la coerenza del suo stile. E come la sua arte ha molti aspetti, così la personalità molte sfaccettature. Da una parte l'uomo dal carattere difficile, irascibile, facilmente sospettoso e permaloso, l'artista che aveva un'alta opinione di sé e del suo lavoro e che si sentiva incompreso; allo stesso tempo la sua fede e sensibilità si riflettono nella sua percezione delle cose, così spiccatamente nuova da farlo sembrare un intruso nell'arte cinquecentesca.
Un'occasione per ammirare l'arte di Lorenzo Lotto è offerta da una piccola mostra allestita alle Gallerie dell'Accademia di Venezia che presenta dodici dipinti del maestro veneziano a cui sono quadri e sculture coeve derivate da opere del maestro veneziano.
La rassegna ruota intorno al "Ritratto di coniugi" e alla "Madonna delle Grazie", rispettivamente degli anni Venti e degli anni Quaranta del '500, eccezionalmente prestate dal Museo Statale dell'Ermitage di San Pietroburgo e mai presentate negli ultimi anni in Italia.
Il Ritratto di coniugi, eseguito verso la fine del soggiorno bergamasco del pittore (dal 1513 al 1525), probabilmente Giovanni Maria Cassotti e la moglie Laura Assonica, è accompagnato da altre opere realizzate nello stesso periodo, tra le quali spicca quel capolavoro di maturità e felicità che è la Pala Martinengo Colleoni dipinta tra 1513-1516 per la chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano a Bergamo. Intorno al "Ritratto" la rassegna espone opere della prima attività lottesca, tra cui spiccano la Giuditta e Oloferne (dipinta intorno al 1512, verso la fine del periodo marchigiano) e il "Ritratto di giovane con libro", appartenente alla prima stagione veneziana (1525). 
Attorno alla "Madonna delle Grazie", la rassegna costruisce un percorso che riassume i difficili anni Quaranta tra Venezia e Treviso. Realizzato da Lotto per la figlia di Mario d'Armano, suo ospite tra il 1540 e il 1542. Il suo stile controcorrente rispetto a quello eroico di Tiziano, un parlare più sommesso e domestico che caratterizza l'ultima fase artistica del Lotto, viene posto accanto a quello potentemente arcaistico del "Compianto sul Cristo morto" della Pinacoteca di Brera.
Dell'ultimo soggiorno veneziano è testimonianza anche il "Cristo in Gloria" del Kunsthistorisches Museum di Vienna, presentato assieme a una versione precedente proveniente dalla Collezione d'Arco di Mantova e messo per la prima volta a diretto confronto con le tre versioni bronzee che ne ricavò il Sansovino, giunte dalla Basilica di San Marco, dal Museo del Bargello di Firenze e dai Musei Statali di Berlino.
Tra i dipinti lotteschi delle Gallerie veneziane la "Natività con Domenico Tassi", fresca di restauro, che testimonia una straordinaria invenzione che Lotto ripeté in forme diverse in altri dipinti, come in quello autografo della Pinacoteca nazionale di Siena presente in mostra assieme a una bella copia, più integra, conservata agli Uffizi e mai prima esposta.
Tra i ritratti, è presente il celebre "Giovane malinconico di casa Rovero", accompagnato dal ritratto eseguito negli stessi anni del domenicano dei SS. Giovanni e Paolo, dei Musei Civici di Treviso, e da quello proveniente dal Castello Sforzesco di Milano, simile dal punto di vista compositivo ed emotivo.
Altro gioiello dell'esposizione è il "Giovane gentiluomo di casa Avogadro", restituito all'originario splendore dal recente restauro e mai presentato al pubblico dopo la mostra veneziana del 1953.
Tra i documenti spicca l'originale testamento autografo di Lotto,conservato nell'archivio dell'Ospedaletto di San Giovanni e Paolo di Venezia, che testimonia l'impegno verso i poveri che caratterizzò gli ultimi anni di vita del pittore, esposto per la prima volta in questa occasione. ( Fonte: http://www.italica.rai.it/scheda.php?scheda=lotto_lorenzo_dipintiermitage_gallerieaccademia&cat=arte)
Informazioni
Venezia, Gallerie dell'Accademia
dal 24 novembre 2011 al 26 febbraio 2012
Orari: lunedì  8.15 – 14.00; martedì  - domenica: 8.15 – 19.15
Chiusura: 25 dicembre, 1 gennaio
Biglietti: intero euro 11.00; ridotto euro 9.00
Informazioni e prenotazioni: tel. (39) 041 5200345

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