" Padernello, castello da fiaba" di Giulia Coruzzi

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1338363422142_0.jpgLa Bassa Pianura bresciana è placida come gli occhi di una bella innamorata. Nella molle lentezza delle sue distese spicca un borgo, improvviso e ammaliante, in cui si passeggia a piedi mentre si lasciano scorrere le mani lungo i muri ruvidi del tempo e sulle cortecce vive dei boschi. A Padernello la comunità residente ha capito molte cose. Soprattutto negli ultimi anni. Qui sulla storia e sulla cultura si è deciso di puntare tutto: gli investimenti sono stati oculati,  le ricchezze davvero valorizzate. Su 365 giorni 230 sono attraversati da iniziative. Rassegne poetiche, spettacoli teatrali, concerti, banchetti a tema, seminari, mercati a km0. Il Castello fu edificato nel 1485 da Bernardino Martinengo e si innalza nelle sue belle forme di maniero a dominare l’antico borgo. Pur corrispondendo pienamente alle eleganti esigenze di una residenza signorile, presenta evidenti caratteri di fortificazione. Come difesa c'era (e c'è) il largo fossato. Anche perché i padroni di casa non godevano propriamente di buoni rapporti col vicinato, specialmente con i Gambareschi, sempre inquieti e con le armi pronte. Costruito alla fine del XV secolo, il maniero subì notevoli rimaneggiamenti nei secoli, in particolare da parte del Marchetti nel secolo XVIII. L’accesso all’edificio avviene tramite un ponte levatoio a nord che immette in un ampio androne e da qui in una corte quadrata porticata su due lati. Nel cortile i quattro lati sono tutti di diversa struttura: la facciata a levante è semplice, elegantissima quella a ponente, costituita da un porticato di cinque arcate con colonne sovrastate da capitelli. Il lato sud ospita un loggiato a pilastri con tre arcate per lato e al centro un ampio portale accostato da due lesene, costruzione tipica del Cinquecento. Il lato nord invece è stato rimaneggiato in pieno XVIII secolo. Le torri slanciano la struttura che altrimenti sarebbe bassa, larga e assolutamente poco visibile anche da brevi distanze. La proprietà dei Conti Martinengo per quattro secoli, andò poi alla nobile famiglia di origine veneta dei Salvadego Molin Ugoni. Nell’ultima successione, la proprietà del maniero è passata a ben dodici eredi rendendo più difficile concordare interventi per il restauro di questo imponente monumento. Nel 2005 fu acquistato dal Comune di Borgo San Giacomo e da una società di imprenditori locali. Nel dicembre dello stesso anno nacque la Fondazione «Castello di Padernello» con la finalità del recupero, della promozione e della valorizzazione del maniero. La proprietà, per conseguire questo nobile scopo, ha concesso il castello in comodato d’uso gratuito ventennale alla Fondazione «Nymphe» che è riconosciuta come Sistema Culturale Locale della Bassa Pianura Bresciana grazie a una serie di progetti culturali, che coinvolgono teatro, cinema, mostre, archivi storici, turismo locale, biblioteca, percorsi eno-gastronomici, ambiente castellano, territorio, predisponendo anche laboratori didattici per le scuole, con l’intento di fornire un’offerta di elevato spessore culturale. La «Biblioteca-Mediateca della Bassa», sino ad oggi gestita dalla Fondazione Civiltà Bresciana e dall’associazione «Amici del Castello e del Borgo», raccoglie attualmente tutti i libri stampati dai comuni della Bassa Bresciana, fruibili al castello e consultabili per studi e ricerche sul territorio. Sale studio, attività di ricerca, collaborazioni con le Università e gli enti, presentazioni di libri: 200 mq sono a totale disposizione della cultura insieme al «Giardino d’inverno», una veranda di circa 95 mq, nella quale è possibile organizzare incontri e dibattiti.  Pranzare nelle taverne di Padernello significa non soltanto gustare le sue tipicità, ma anche apprenderne storia e leggende. Sulle tovagliette, tra un boccone e l’altro, si legge la storia della Dama Bianca. Eccola: siamo a Brescia, nella seconda metà del 1400. Biancamaria nasce in un bel palazzo che il padre Gaspare Martinengo della Pallata ereditò nel 1473. La bimba fu notata subito per la sua bellezza e per la pelle candida come i petali del gelsomino. Nonostante il suo fascino, era insofferente nei confronti del suo tempo troppo legato all’effimero e all’apparenza. La Dama Bianca apprezzava la bellezza della natura, l’animo delle cose. Dapprima poté solo intuire questa bellezza dall’interno del suo palazzo, poi apprese da alcuni ospiti forestieri notizie in merito agli artisti fiorentini che riproducevano madre Natura servendosi di una nuova tecnica pittorica imparata in oltralpe, al nord, dai colori brillantissimi. Ormai minata nel fisico dall’amarezza di non poter vivere in mezzo a tanta arte, come estremo tentativo di ridarle forza, il padre la trasferì in campagna, nella località di Padernello, nel castello dello zio Bernardino Martinengo. Era un freddo giorno di novembre del 1479 e Biancamaria aveva 13 anni. Ma il soggiorno di Bianca tra le mura fu breve. La giovane Dama non vide la fine dell’estate successiva. Da allora ogni dieci anni la stessa notte della sua morte il suo fantasma ricompare nel Castello di Padernello vestito di bianco, con in mano un libro dorato. Gli amanti delle camminate a Padernello troveranno piacevoli percorsi lungo le campagne e i boschi, attraverso suggestivi ponti dalle strutture rampicanti in legno. Accompagnati dall’ipnotico rincorrersi dell’acqua nei torrenti, scopriranno improvvise e inaspettate chiuse dalle quali guardare esplodere stupende cascate. L'eno-gastronomia a Padernello regala molte soddisfazioni. Ci sono diverse taverne: Il «Ristorante Cascina La Bianca», con cucina di pesce e non solo, La «Locanda del Vegnòt», l’«Aquila rossa», le «Tre Soste» e «Il Bianchino». Quest’ultimo è assolutamente da provare. Si scende qualche gradino e ci si ritrova in un’accogliente agrigelateria-merenderia-salumeria-formaggeria-bottiglieria (e le definizioni potrebbero proseguire) in cui gustare ottima polenta di mais bianca con verdure o cinghiale, polpettine fatte in casa, degustazioni di formaggi e salumi, squisite torte rustiche. Il tutto accompagnato dai più genuini vini locali e da birre ricercate. I prezzi sono più che convenienti. (www.ilbianchino.it).«I Mercati della Terra®» sono mercati contadini creati secondo linee guida che seguono la filosofia Slow Food: gestiti collettivamente, sono luoghi di incontro dove i produttori locali presentano prodotti di qualità direttamente ai consumatori, a prezzi giusti e garantendo metodi di produzione sostenibili per l’ambiente. Inoltre, preservano la cultura alimentare delle comunità locali e contribuiscono a difendere la biodiversità. I prodotti presentati e venduti sono locali, di stagione, ottenuti con tecniche sostenibili e hanno un prezzo corretto, sia per chi acquista sia per chi vende. Sono prodotti buoni, puliti e giusti. Formaggi, salumi, miele, verdure, farine, marmellate, olio, vino, pane, biscotti, casoncelli, pasta, birra daranno un gusto in più al viaggio attraverso Padernello. 
 Tra le iniziative ne segnaliamo alcune. «I mercati della Terra», il 17 giugno, 14 luglio, 16 settembre, 21 ottobre, 19 novembre, 16 dicembre. «Sui passi di Giuliano Mauri», mostra d'arte fino al 29 luglio, ingresso 5 euro, dal martedì al sabato su prenotazione, la domenica dalle 14.30 alle 18.30. «Versi in pianura», rassegna poetica: 25 e 29 maggio alle 21. «La cetra di Apollo», concerti notturni, il 22 e 29giugno, il 6 e 12 luglio. «La Traviata» di Giuseppe Verdi diretta da Giovanna Sorbi, 19 e 21 luglio. «Padernello a tavola», cena itinerante, il 24 giugno e 23 settembre. Per informazioni: Castello di Padernello, via Cavour 1,Borgo San Giacomo (BS), 030 9408766, www.castellodipadernello.it, info@castellodipadernello.it
Fonte: www.gazzettadiparma.it
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