" Petra: tra pietre, sabbie, sale e facce" di Sonia Di Gregorio

http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/480664.jpgArrivati ad Amman trascorriamo la notte e l’indomani partiamo per Umm Qais. Attraversiamo una regione della Giordania meno conosciuta. Si tratta dell’alta Valle del Giordano dalle terre fertili e generose. Il Giordano oggi è un modesto corso d’acqua. Ha le sue sorgenti in Sira, giunge nel Lago di Tiberiade, per finire poi nel più noto Mar Morto. Umm Qais ha tre teatri, un acquedotto, una via colonnata, un ninfeo e i resti della parte ottomana dell’antico villaggio. Si trova in un punto strategicamente importante per la vicinanza dei Territori Palestinesi, la Siria e le alture del Golan. La prossima tappa è Jerash, uno dei siti più corposi e meglio conservati del Medio Oriente. E’ forse la più importante, e certo la più coinvolgente, delle città che formano la Decapoli, con la sua Piazza Ovale, l’Arco di Trionfo, l’Ippodromo, la Porta Sud, il Tempio di Zeus, il Teatro Sud e Nord, la Via Colonnata, il Tetrapilo, il Tempio di Artemide. Lungo la strada ci fermiamo per assaporare il pane caldo appena sfornato, i tradizionali “mezzè” e gli spiedini...

Ecco Amman, dal 1950 la capitale della Giordania. Pur nota nella storia già dal XIII secolo a.C, alla fine del XIX secolo è ridotta a piccolo villaggio. E’ una contraddittoria ma interessante città. Per volere del re Hussein quasi tutti gli edifici pubblici e privati sono rivestititi da una particolare pietra locale bianca che le fornisce caratteristica di lindore ma, forse, anche di asetticità. Mantiene ancora una parte antica di qualche fascino: la Cittadella con resti romani, bizantini e islamici, il piccolo museo dove sono conservati alcuni dei “rotoli del Mar Morto”. La giornata ad Amman ci permette di rilassarci e prepararci per ciò che ci aspetta l’indomani: la mitica Petra.

Transitiamo in parte per la storica Via dei Re, e arriviamo a Madaba dove pacificamente convivono circa due terzi di islamici assieme alla restante parte cristiana. E’ un luogo noto soprattutto per la presenza di mosaici. Quello certamente più famoso, del VI secolo d.C., si trova nella chiesa di San Giorgio. Rappresenta una rara mappa della Palestina ed è ricco di particolari significativi e curiosi. Kerak, col suo castello, si presenta imponente sin da lontano. L’enorme fortezza è stata costruita dai crociati nel XII secolo, e contiene cucine, terrazzi, spalti, torrioni, moschee, museo, chiese, gallerie. Arriviamo a Petra in serata.

Petra, la città dei nabatei, che dominarono la regione dal VI secolo a.C. al II d.C. è Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Arriviamo sino alla Tomba di Aronne (fratello di Mosè), situata nel punto più panoramico della zona archeologica. Qui vivono ancora alcuni dei vecchi abitanti che non hanno voluto abbandonare la città quando alla metà degli anni ’80 la regina li invitò a lasciare l’area archeologica per agevolare la presenza dei turisti. In alcune sere della settimana è anche possibile visitare Petra by night. Lanterne, silenzio e suono di un flauto fanno da cornice a luoghi diversi da quelli attraversati con la luce del giorno.

Il mattino seguente partiamo per Wadi Rum. Percorriamo con le jeep piste che attraversano scenari davvero particolari. Sorseggiamo “arak” e un tè preparato dai nostri autisti beduini osservando il tramonto. Intorno a noi ampie vallate sabbiose, alture con bizzarre forme e colori modellati dal vento. Da lontano individuiamo il campo allestito per noi dalle luci delle candele poste accanto alle tende e per il profumo della capra che ci attende sullo spiedo.

Il giorno a seguire partiamo per il Mar Morto percorrendo la Wadi Araba, la strada panoramica. Il Mar Morto non è un mare e non è morto. Già dagli anni ’30 dello scorso secolo alcuni ricercatori statunitensi hanno scoperto forme di vita animale e vegetale sul lato dell’attuale parte israeliana. E’ però certo che si tratti del punto più basso della terra a circa 400 metri sotto il livello del mare formatosi, pare, oltre 50.000 anni fa. “Immergersi” nel Mar Morto è un’esperienza da non perdere sia per l’impossibilità di affondare sia per lo straordinario scenario che circonda queste acque che hanno una salinità di oltre il 30%. Portiamo con noi il ricordo di Petra, del buon cibo, della notte nel deserto, del bagno “magico” nel Mar Morto, dell’ospitalità locale. Alla prossima!

Da non perdere

Visitare l’antica Umm Qais un’occasione per attraversare una regione della Giordania meno conosciuta:l’alta Valle del Giordano. Raggiungere Petra città nabatea, percorrendo la storica Via dei Re. Scoprire la Tomba di Aronne, situata nel punto più panoramico della zona archeologica attraversare luoghi con tombe, cisterne e architetture sorprendenti. Proseguire verso il sud sino alle sabbie e rocce del Wadi Rum. Fermarsi e Osservare “all’ingresso del deserto” quella formazione rocciosa che la fantasia di qualcuno ha definito “i sette pilastri”.

Buono a sapersi

Per l'ingresso in Giordania è richiesto e un visto che si ottiene all’arrivo in aeroporto e non è necessaria alcuna vaccinazione. Le condizioni climatiche possono variare a seconda della regione e dell’altitudine, tuttavia siccome circa il 90% del Paese è costituito da deserto in generale si può dire che il clima è secco, desertico e con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte e tra l’estate e l’inverno. Consigliati abiti pratici e leggeri per il periodo estivo e capi più pesanti come maglioni/pile, giacca in goretex/a vento,ecc per il periodo invernale. In Giordania l’ora locale è sempre di un ora avanti rispetto alla nostra. La valuta in corso è il Dinaro giordano (JOD); si consiglia di cambiare Euro all’arrivo in aeroporto.

Cosa ci piace

Gustare il tramonto nel deserto di Wadi Rum, sorseggiando arak (una bevanda alcolica tradizionale) e un tè preparato tra le dune dai nostri amici beduini. Con questi viaggiare con le jeep alla ricerca dei luoghi più amati dal mitizzato Lawrence d’Arabia.

Passare una notte tra rocce e sabbie del Wadi Rum in un campo tendato e rilassarsi attorno a un fuoco, col suono della rababa, l’arak, la capra che gira sullo spiedone a far da contorno a un’esperienza che sembrerà troppo breve.

I falafel, un gradevole intermezzo culinario in attesa del pranzo. L’origine di questa polpetta è oscura e controversa in quanto è un piatto ricorrente in tutto il Medio Oriente e ora è anche uno dei piatti orientali più graditi e diffusi nei paesi occidentali.

Dormire sotto le stelle: impagabile dormire tra rocce e sabbie del Wadi Rum in un campo tendato allestito attorno ad un fuoco, cullato dal suono della rababa che fa da contorno ad un’esperienza che sembrerà troppo breve.

( Fonte: www.lefegate.it)

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