Petra, una perla nel deserto

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1345623415868_0.jpgLi chiamavano i cacciatori di pioggia, i Nabatei, perchè nella loro città non una goccia d’acqua veniva perduta. Scivolava sulla roccia e, raccolta in condotte che farebbero invidia ai migliori ingegneri di oggi, veniva raccolta in cisterne per affrontare i nove mesi di siccità che seguivano alla stagione più clemente.  Nove mesi terribili con il cielo sterile e la vita della città da mandare avanti.
Dalle pietre levigate alle rocce scolpite, i resti di Petra, capitale nabatea nel cuore della Giordania, raccontano di una città all’avanguardia e vivace e di un tempo remoto in cui fu importante sede di scambi commerciali e culturali tra oriente ed occidente. Tessuti pregiati ed aromi preziosi passavano da qui, snodo cruciale tra la via della seta e quella delle spezie, prima che il tempo si fermasse improvvisamente quasi millecinquecento anni fa. Riscoperta quasi per caso nel 1812, oggi le sue strade sono tornate a brulicare di gente, invitata nel caldo cuore del deserto dal fascino magnetico dei contrasti e dei colori di una delle sette meraviglie del mondo moderno.
Entrare nel Siq, il lungo passaggio che porta fino alla città, è un’esperienza unica: a pochi passi dal centro di Wadi Musa (la valle di Mosè), la strada di terra battuta si fa sempre più stretta addentrandosi in una profonda gola creata da faraglioni immersi in un mare di sabbia color ocra. Pareti scavate, lavorate e levigate riparano lungo la via dalla calura che, già nelle prime ore del mattino d’estate, rende difficoltoso il passo. Semi temerari hanno vinto la loro sfida con la pietra rovente e regalano stupefacenti angoli fioriti tra le colorate rocce di arenaria. L’ombra si alterna alla luce sfavillante e gli occhi faticano ad adattarsi. E così, quando al termine di un luminoso spiazzo le rocce si richiudono coprendo il sole, si rimane sbalorditi dall’apparire, quasi come quando si sbircia da una fessura, del Khazneh, il «Tesoro» di Petra.
 Nella sua fragile imponenza di sabbia rosa, da millenni si staglia sulla piazza ad accogliere i commercianti d’oriente di ieri come i turisti in cerca dello scatto perfetto oggi. L’incanto è tale che quasi non ci si accorge della strada che, poco più a destra, conduce all’antico centro abitato dove le grotte scavate nella pietra si affiancano a teatri e strutture costruite, testimoni del progresso della civiltà e rimaste immutate nei secoli. A garantire un po' di sollievo dal sole che brucia solo le tende, dove i beduini si affrettano ad offrire un the speziato ai visitatori confidando di conquistarne la simpatia e vendere qualche ninnolo alle signore o un copricapo ai meno previdenti. E mano a mano che ci si addentra nel cuore della città vecchia, mentre i piedi affondano nella sabbia, anche il tempo sembra andare a ritroso e non ci si accorge quasi più di calpestare le orme delle persone vissute qui oltre duemila anni fa. 
Petra è il sito archeologico più vasto del mondo e si può dominare salendo per gli ottocendo gradini che portano all’altare dove venivano fatti i sacrifici agli dei e un tempo accessibile solo ai sacerdoti: la vista dalla cima dal punto panoramico del Jebel Madbah, che si raggiunge dopo un centinaio di metri dall’altare verso destra, è sensazionale e spazia dal centro alle Tombe Reali. Si racconta che, durante un periodo di grande siccità, i sacerdoti nabatei abbiano provato ad invocare per la prima volta il Dio dei cristiani e, ottenuta un’abbondante precipitazione, abbiano convinto tutti alla conversione alla nuova religione. Che poi il Santo Graal sia nascosto in una nicchia del Khazneh... beh, quella è un’altra storia. ( Fonte: www.gazzettadiparma.it)
Autore: Chiara De Carli
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NOTIZIE UTILI
Info Per informazioni sui tour operator, sui siti e sugli eventi in programma in Giordania è disponibile il sito www.visitjordan.com
Dove dormire  Ad Amman gli hotel sono innumerevoli e i taxi poco costosi, per cui la scelta spazia a seconda del quartiere in cui si preferisce alloggiare. Una buona scelta può essere Il Landmark Amman Hotel & Conference Centre (http://www.landmarkamman.com). A Petra il più comodo al sito archeologico è senza dubbio il Movenpick Resort Petra (http://www.moevenpick-hotels.com), a due passi dall’ingresso del Siq. Se ad Aqaba si cerca il totale relax, il suggerimento è di scegliere il Radisson Blu Tala Bay Resort (http://www.radissonblu.com/resort-aqaba). Essendo fuori città, offre il servizio navetta per il centro. 
Dove mangiare  Il Jerash Lebanese House (http://www.lebanese-house.com) vicino a Jerash propone piatti tipici libanesi e un ambiente molto caratteristico. Cucina tipica anche al ristorante Al Qantarah di Petra (http://www.al-qantarah.com). Da non perdere il piatto tradizionale a base di riso e pollo. Sempre a Petra, accanto alla biglietteria del sito archeologico, c'è il ristorante Guest House gestito da Crowne Plaza (http://www.jordansinaihotels.com/petraguesthouse.htm).
Come arrivare  Il principale punto di arrivo nel paese è costituito dall’ Aeroporto Internazionale di Queen Alia-Amman, ben collegato a Milano e Roma con Royal Jordanian (www.rja.com.jo). L’aeroporto dista circa trenta km dal centro della città (raggiungibile in taxi). Dalla capitale si possono successivamente raggiungere le principali località turistiche del paese sia con l’auto (si consiglia di prenderla con l’autista) che con i pullman, che sono ben funzionanti e puntuali. 
 
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