Picasso: duecento capolavori in mostra a Palazzo Reale- Milano

http://images.milanodabere.it/images/archivio/670x320/w670_20120406161958.jpgLa stessa sede che ha ospitato l'indimenticabile mostra del 1953 oggi presenta l'unica grande retrospettiva in Italia dopo quella data. Oltre 200 capolavori fra dipinti, sculture e disegni, per ripercorrere l'esaltante itinerario umano e artistico del più grande genio artistico del XX secolo. Promossa da Comune di Milano, Regione Lombardia e Mondadori Mostre, curata da Bernice Rose con Bernard Ruiz Picasso e la collaborazione di Paloma Picasso, - e realizzata anche grazie a Wind, che ha creduto e investito in questo progetto culturale - la mostra espone per la prima volta in pubblico capolavori finora rimasti sconosciuti, che ribadiscono l'assoluta centralità del pittore spagnolo nell'arte moderna.

La mostra documenta con opere straordinarie - circa 100 dipinti, cui si aggiungono opere su carta, incisioni, sculture, ceramiche e i costumi originali di "Parade", il rivoluzionario "balletto cubista" messo in scena da Djaghilev nel 1917 - l'intero arco dell?attività di Picasso e permette, in parallelo, di comprendere gli snodi fondamentali dell'arte del XX secolo. Oltre 200 opere, tra le quali molte mai esposte in precedenza, che illustrano il vulcanico percorso creativo di Picasso, dagli esordi spagnoli ai primi contatti con l'ambiente artistico parigino, dai periodi "blu" e "rosa" alla sperimentazione cubista, dal "ritorno all'ordine" della parentesi neoclassica alla metamorfosi stilistica degli anni Trenta, dalle opere di denuncia contro l'oscurantismo fascista fino all'ultima, vitalissima, stagione creativa. Molti di questi lavori, ora sparsi tra le più importanti collezioni pubbliche e private del mondo, sono sempre appartenuti all'artista e ai suoi eredi e per il loro carattere "intimo" e "privato" hanno la capacità di introdurre il visitatore nell'universo familiare dell'artista, offrendo uno sguardo inedito sulla sua personalità di uomo e di padre. Per la prima volta, all'interno di una esposizione pubblica, sarà riunito un gruppo consistente di tali lavori, conosciuti presso il grande pubblico con il nome di "i Picasso di Picasso".

La mostra è organizzata secondo un percorso cronologico, che illustra le fasi salienti dell'arte di Picasso e i motivi del suo inesauribile repertorio formale. Si parte dalle opere giovanili, due intensi ritratti degli amici spagnoli con cui Picasso divise i primi anni di formazione culturale e la splendida incisione Pasto frugale - tra le opere più importanti del periodo "blu" - per arrivare ad alcuni studi di nudo preparatori per Les demoiselles d'Avignon che documentano le fasi iniziali della rivoluzione cubista e poi passare alle nature morte del cubismo analitico e sintetico, all'interno delle quali si celano personaggi e atmosfere dei caffè parigini. Le opere degli anni Venti riflettono invece i canoni estetici di una nuova fase stilistica, ispirata alla classicità dell'arte italiana e ai lineamenti della prima moglie, la ballerina russa Olga Kokhlova. In questi anni Picasso affronta il tema della famiglia e della maternità in una serie di lavori dedicati alla moglie (Donna e bambino, Ritratto della signora Picasso, Ritratto della signora Picasso II) e al figlio Paul. Con gli anni Trenta Picasso entra in una nuova, straordinaria, fase creativa. L'incontro con la giovanissima Marie-Thérèse Walter e la sua prorompente fisicità è all'origine di una sconcertante metamorfosi stilistica (Donna con berretto e vestito rosso), caratterizzata da un diffuso simbolismo sessuale. Così si arriva all'intenso decennio che costituisce il cuore della mostra e il centro della produzione artistica di Picasso. Sono gli anni della Guerra civile spagnola, del legame con Dora Maar, dell'impegno civile e politico. Il volto di Dora Maar, intensamente studiato, osservato, reinventato, compare in una eccezionale serie di ritratti femminili, permettendo di cogliere in modo diretto la forza dirompente operata da Picasso sulla fisionomia umana. Sempre in questi anni, attraverso alcuni splendidi ritratti di Claude e Paloma, Picasso affronta il tema della paternità e del rapporto con i figli (I giocattoli). Nell'ultima sezione della mostra sono esposte le opere degli anni ?60 e ?70 nelle quali Picasso rilegge temi e svolte stilistiche alla luce di un'esperienza umana e artistica senza confronti, ed è artefice di nuovi capolavori (il Matador, Femme assise, Homme debout) e dei dipinti erotici degli ultimi anni di vita.

I curatori, hanno voluto costruire la mostra come un viaggio emozionante nell'opera di Picasso, alla scoperta di rivoluzionarie innovazioni formali e di una concezione della bellezza completamente al di fuori degli schemi accettati. Nella sezione dedicata alla scultura, ampiamente articolata e arricchita dalla presenza di alcuni dei lavori più importanti, viene sottolineata l'importanza di Picasso nella fondazione del linguaggio plastico del Novecento e la sua profonda influenza su artisti come Henri Moore, Alexander Calder e David Smith. Integrano il percorso espositivo una serie di opere già esposte a Milano nel 1953 e la continuità con quella mostra, revisionata personalmente dallo stesso Picasso, è stata fortemente sottolineata dai curatori, in particolare attraverso l'accurata selezione delle opere da parte degli eredi e la scelta di presentare l'evento nelle stesse sale espositive di allora.

Fonte: http://www.artemotore.com/picasso.html

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